Prick Up, l’importanza di essere Joe

Biografia del commediografo inglese Joe Orton. Negli anni Sessanta, il giovane Joe, grazie ad alcune commedie dai toni trasgressivi, si fa un nome nell’ambiente teatrale londinese. Ma non è tutta farina del suo sacco. Lo aiuta il suo amante, il più anziano Kenneth, con il quale convive da diversi anni. Una buona regia di Stephen Frears, elegante e incisiva, anche se il ritratto di Orton (e dell’epoca) è tutt’altro che esauriente. Degne di nota anche le prove di Gary Oldman (reduce da
Sid e Nancy
) e Alfred Molina.
(andrea tagliacozzo)

Il senso di Smilla per la neve

Deludente adattamento del romanzo di Peter Hoeg, con la Ormond nella parte di una donna estraniata, disperata per la morte di un ragazzo inuit suo vicino e ossessionata dalla ricerca dei dettagli del suo possibile omicidio. Un po’ saga sulla ricerca dell’anima, un po’ vicenda d’azione, un po’ storia d’amore, un po’ thriller medico… ma tutto rimane slegato. Senz’altro un grande ruolo femminile, ma confuso nella sua esecuzione. 

Mission: Impossible

Ingegnoso adattamento in chiave moderna delle vecchie serie televisive di spionaggio segreto, riempito di innovazioni high-tech. L’agente segreto Cruise deve capire cosa è andato storto durante un’importante missione a Praga per stanare i responsabili. Il film perde grinta più volte, per risollevarsi alla fine con un travolgente inseguimento in treno ed elicottero. Le indimenticabili musiche per la televisione di Lalo Schifrin vengono riprese e amplificate di molti decibel. Cruise ha partecipato alla produzione esecutiva. Emilio Estevez compare non accreditato. Con due sequel. Panavision.

Le troiane

La tragedia di Euripide sulla promessa delle donne di Troia dopo la sconfitta dell’esercito della città riceve qui un trattamento sorprendentemente piatto (per quanto fedele), anche se nessun film che metta insieme quattro attrici così grandi può essere totalmente liquidato.

Sherlock Holmes: soluzione sette per cento

Il dottor Watson convince con uno stratagemma l’amico Sherlock Holmes, diventato tossicomane, a recarsi Vienna per sottoporsi alle cure di Sigmund Freud. Anche in Austria Holmes avrà occasione di dimostrare le sue mai perdute abilità investigative. Approccio ironico ma non parodistico al personaggio creato da Arthur Conan Doyle. Buona regia di Ross, completamente al servizio di un cast notevole (nel quale spicca Alan Arkin nel ruolo del dottor Freud) e una brillante sceneggiatura (scritta da Nicholas Meyer, futuro regista de
L’uomo venuto dall’impossibile
).
(andrea tagliacozzo)

La ballata del caffè triste

Nel Sud degli Stati Uniti, mentre la grande depressione che sta sconvolgendo il Paese, una donna non più giovanissima, dal carattere burbero e autoritario, tira avanti producendo clandestinamente alcolici. L’arrivo del cugino, che la convince ad aprire un caffè shop, le cambierà l’esistenza. Il film, tratto dalla pièce che Edward Albee aveva realizzato ispirandosi all’omonimo racconto di Carson McCullers, è prodotto da Ismail Merchant e dal regista James Ivory. La confezione è raffinata, gli interpreti sono straordinari, ma le origini teatrali si sentono fin troppo. (andrea tagliacozzo)

I bostoniani

Trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Henry James. Sullo sfondo dell’emergente movimento femminista, le passioni di una giovane donna divisa tra il fascino sottile che la lega a una sua matura amica e il più accettabile rapporto che le propone un aitante avvocato. Il film, che tecnicamente sembra un preludio alle atmosfere del successivo Camera con vista , è talmente raffinato da risultare quasi stucchevole. Il ritmo troppo lento, tra l’altro, non aiuta. Eccellente comunque il cast, con la Redgrave in particolare evidenza. (andrea tagliacozzo)

La casa degli spiriti

Epica saga sudamericana che segue la turbolenta vita di una famiglia in vista dagli anni Venti fino ai primi anni Settanta. Con premesse forti (e chiaramente scritta da qualcuno per cui l’inglese non è la prima lingua), questa storia dai mille intrecci cerca di includere il misticismo del best-seller di Isabel Allende, con risultati deludenti. La Streep è del tutto fuori ruolo, e Irons è forzato nei panni di un ispanico. La figlia di 10 anni della Streep interpreta il suo personaggio da bambina. Uscito in Europa in una versione di 145 minuti. 

Espiazione

Bryoni, una tredicenne appassionata di letteratura, osserva con curiosità la storia d’amore di sua sorella maggiore, Cecilia, con il fidanzato Robbie. Dopo aver accusato ingiustamente quest’ultimo di violenza sessuale, la ragazzina rovina la sua vita e quella della sorella. Per rimediare alla sua colpa, comincia scrivere un romanzo in cui racconta la verità.

Diceria dell’untore

Al termine della seconda guerra mondiale, un reduce, gravemente malato ai polmoni, viene accolto in un sanatario. In un’atmosfera cupa e deprimente, l’uomo conosce, però, l’affascinante Marta, una ex ballerina che durante il conflitto era stata Kapò in un lager nazista. Dal romanzo omonimo di Gesualdo Bufalino, un melodramma spento, mai appassionante, a tratti perfino ridicolo, complice la mediocre regia e un cast non sempre all’altezza.
(andrea tagliacozzo)

Sing Sing

Film diviso in due episodi: nel primo, un meccanico romano (Enrico Montesano), convinto d’essere il figlio della regina d’Inghilterra, si reca a Londra deciso ad incontrare la sovrana; nel secondo, un poliziotto (Adriano Celentano) è incaricato di difendere una pornostar dalle insane attenzioni di un maniaco omicida. Il solito film a formula doppia, tanto in voga all’inizio degli anni Ottanta. Grandi incassi, ma modesti risultati.
(andrea tagliacozzo)

Il mistero di Wetherby

Jean, una donna sola e dedita all’insegnamento, organizza nella sua villetta una cena con due coppie di amici, alla quale si presenta anche un giovanotto che, per uno strano equivoco, sia lei che gli altri credono un invitato. Il giorno dopo, il misterioso ospite viene rinvenuto cadavere. Il film, intrigante e ben diretto, vinse l’Orso d’oro al Festival di Berlino 1985, mentre Vanessa Redgrave, si aggiudicò il premio come miglior attrice. Da lodare anche il resto del cast.
(andrea tagliacozzo)

Un uomo per tutte le stagioni

Splendido film tratto dal lavoro teatrale di Robert Bolton sul conflitto personale di sir Thomas More quando Enrico VIII chiede il suo supporto nello scisma con il Papa e nella creazione della chiesa anglicana. La generosa interpretazione di Scofield incontra un cast superbo, una vivace atmosfera. Sei Oscar: miglior attore, regia, film, sceneggiatura (Robert Bolt), fotografia (Ted Moore), costumi. Rifatto per la tv nel 1988, con Charlton Heston.

Giulia

Lilian e Giulia, amiche fin dall’infanzia, si separano negli anni ’30, quando la prima diventa una commediografa di successo, mentre l’altra, studentessa in medicina, si trasferisce a Vienna. L’avvento del nazismo renderà a Giulia, di origini ebraiche, la vita difficile. Il film, tratto dal romanzo autobiografico di Lilian Hellman «Pentimento», è una gara di bravura tra le due protagoniste, Jane Fonda e Vanessa Redgrave, vinta sul filo di lana dall’attrice inglese. Solida e senza fronzoli la regia del veterano Fred Zinnemann. Meryl Streep, che interpreta il ruolo di Anne Marie, era al suo debutto sul grande schermo. Oscar alla sceneggiatura (di Alvin Sargent), alla Redgrave come attrice non protagonista e a Jason Robards come attore non protagonista. Tre Oscar e ben altre otto nomination. (andrea tagliacozzo)

Casa Howard

Sontuoso ed emozionante adattamento di un romanzo di E.M. Forster sulle distinzioni di classe e su ciò che avviene quando i membri di differenti strati sociali si scontrano nell’Inghilterra del 1910. La Thompson ha vinto un Oscar per la sua eccellente interpretazione di una giovane donna coraggiosa e indipendente, sedotta con delicatezza da Hopkins, un uomo di successo la cui parvenza sociale nasconde una natura ricca di insidie e persino crudele. Straordinario sotto ogni aspetto: altri Oscar alla sceneggiatura (di Ruth Prawer Jhabvala), alla scenografia e ai costumi. Nomination anche alla regia e come miglior film. Simon Callow compare non accreditato nel ruolo di un docente universitario. 

Blow-up

Una parabola sulla cultura pop, appassionante, ipnotica e provocatoria, incentrata sulla storia di un fotografo che fa della passività la cifra caratterizzante il suo stile di vita. Film ricco di simbolismi, con più livelli di lettura. Tratto dal racconto La bava del diavolo di Julio Cortazar il film, Palma d’oro a Cannes, è una riflessione sull’impossibilità del cinema di dire il vero e sui rapporti complessi tra arte e realtà, tra ciò che si vede e ciò che si comprende. Ottenne un grande successo soprattutto per i suoi contenuti più facili (il fascino del fotografo di moda circondato dalle modelle, il ritratto della Swinging London). Musica di Herbie Hancock.