Vamos a Matar, Companeros!

Durante la rivoluzione messicana, un ambiguo e avido generale incarica un mercante d’armi svedese di liberare un professore, idealista e non violento, prigioniero degli americani. In realtà, il generale è interessato alla combinazione di una cassaforte di cui solo il professore è a conoscenza. Spettacolare western-spaghetti con sottotesto politico. Due anni più tardi Corbucci tornerà sull’argomento in chiave brillante con
Che c’entriamo noi con la rivoluzione?
.
(andrea tagliacozzo)

Cane e gatto

In procinto di partire per le vacanze assieme alla famiglia, il corpulento capitano Mark della squadra speciale di Los Angeles viene richiamato in servizio per fare luce su alcuni furti e omicidi avvenuti in città. I sospetti del poliziotto cadono subito su un delinquente di sua vecchia conoscenza: Tony Roma. Film mediocre e ripetitivo. Nemmeno la presenza del simpatico Bud Spencer e l’ex Monnezza (ovvero Tomas Milian) riescono a risollevarlo.
(andrea tagliacozzo)

Oltre ogni rischio

Un albergatore di Miami (interpretato da Peter Weller, il poliziotto bionico di
Robocop
) arriva a Santo Domingo per rintracciare una giovane guerrigliera che gli aveva salvato la vita anni prima, quando era un marine. Rimane invece implicato in un intrigo con uno spietato generale e con la moglie di questi (Kelly Mc Gillis), con la quale aveva avuto una relazione tempo prima. Film minore del bravo regista di
China Girl
e
New Rose Hotel
ripudiato dal suo stesso autore in seguito ad ampi tagli e manomissioni da parte della produzione.
(andrea tagliacozzo)

Misery non deve morire

Uno scrittore, precipitato da una scarpata a bordo della sua auto, viene salvato da morte certa da un’infermiera. La donna, che si dichiara una sua grande fan e lo ospita nella sua villetta isolata tra le montagne, si rivela poi essere una psicopatica. Dopo
Stand By Me
(tratto da
The Body
), Rob Reiner porta sul grande schermo un altro racconto di Stephen King e fa nuovamente centro realizzando un thriller che inchioda alla poltrona lo spettatore. Merito della sua riuscita si deve anche alla straordinaria Kathy Bates, fino ad allora sconosciuta ai più, che vinse l’Oscar 1990 come migliore attrice protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Il bianco, il giallo e il nero

Torna l’insolito tema del samurai nel Far West, già visto in
Sole rosso
di Terence Young nel ’72. L’imperatore del Giappone dona alla comunità nipponica in America un cavallo sacro che alcuni bianchi, travestiti da indiani, rapiscono con lo scopo di provocare una guerra tra i giapponesi e i pellirossa. Un aspirante samurai, aiutato da due simpatici lestofanti, si mette sulle tracce dei rapitori. A tratti divertente, anche per merito degli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

Ro.Go.Pa.G.

Film a episodi (Illibatezza, Il pollo ruspante, Il mondo nuovo, La ricotta), tre accomunati dall’analisi degli “allegri principi della fine del mondo”. Si distingue il segmento di Pasolini, La ricotta, in cui il regista narra il dramma di un proletario, Cipriani, inconsapevole protagonista di una spietata e barocca lotta per la sopravvivenza. Per questo lavoro, Pasolini fu accusato di vilipendio alla religione di Stato e per questo costretto a modificare molti dialoghi.

I cannibali

Riadattamento moderno del mito di Antigone. Il Potere, in seguito alla repressione di una sommossa, ordina che i morti nei disordini non vengano seppelliti. Antigone, con l’aiuto di Tiresia, trasgredisce e dà sepoltura al fratello deceduto. I due, scoperti, vengono giustiziati. Altri giovani, però, prendono esempio dai due che si sono ribellati per continuare la loro opera di contestazione. Film poco convincente, ma in linea con l’impegno politico dell’epoca.

Il bell’Antonio

Antonio Mangano, giovane della buona società catanese con fama di sciupafemmine, sposa la donna più bella del paese. In realtà è impotente, e ai parenti della moglie non parrà vero di far annullare il matrimonio per ripiegare su un miglior partito; mentre il padre di Antonio, per salvare l’onore della famiglia, morirà tra le braccia di una prostituta. Da un bellissimo romanzo di Vitaliano Brancati (scrittore troppo ironico per riscuotere fortuna al cinema, anche se le sue sceneggiature per Zampa sono magistrali), Bolognini trae uno dei suoi classici adattamenti un po’ esangui e malinconici. E se la sua mollezza ben si adatta alla Catania sfatta del libro e all’impotenza del protagonista, lo spostamento dagli anni del fascismo al dopoguerra democristiano fa perdere molto dell’originale aura stendhaliana. Però il bianco e nero di Armando Nannuzzi è ancor oggi abbagliante, e malgrado Pierre Brasseur nel ruolo del padre sia fuori parte, la coppia Mastroianni-Cardinale vale da sola tutto il film.
(emiliano morreale)

Un giorno da leoni

Nella confusione che si è venuta a creare all’indomani dell’otto settembre 1943, tre giovani, riusciti miracolosamente a sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi, si uniscono a un gruppo di militari decisi a compiere una pericolosa azione di sabotaggio. Primo film importante di Nanni Loy – in precedenza già autore di lavori più «leggeri» come
Parola di ladro
,
Il marito
e
L’audace colpo dei soliti ignoti
. Alle prese con un progetto piuttosto complesso, il regista si dimostra un narratore puntuale ed efficace. L’anno dopo, Loy realizzerà
Le quattro giornate di Napoli
, ambientato più o meno nello stesso periodo storico. Sceneggiatura firmata dallo stesso Loy e da Alfredo Giannetti.
(andrea tagliacozzo)

Revenge

L’americano Jay Cochran, recatosi in Messico per ritrovare un amico di vecchia data, il boss Tibey Mendez, s’innamora, ricambiato, della giovane moglie di questi, Miryea. La vendetta del messicano sarà spietata. Il film, contrariamente alle previsioni – la presenza del divo Kevin Costner e del regista di
Top Gun
lasciavano sperare in un grande successo – si rivelò molto fiacco al botteghino. Il carisma degli attori non basta per risollevare le sorti di un film nato con il piede sbagliato.
(andrea tagliacozzo)

Identificazione di una donna

Una materia familiare ad Antonioni — l’alienazione e la difficoltà di instaurare relazioni interpersonali nella società di oggi — viene esplorata in questa sommessa storia incentrata su un regista (Milian) e sul suo rapporto con due donne con nessuna delle quali riuscirà ad instaurare un vero rapporto: la prima sparisce nel nulla, la seconda non accetta situazioni ambigue. Film di atmosfera e allegorico, interessante soprattutto per gli appassionati di Antonioni; la presentazione a Cannes fu l’occasione per dare ad Antonioni una Palma d’oro per l’insieme della sua opera.

The Lost City

Tre fratelli appartenenti a una ricca famiglia cubana vanno incontro a un differente destino, all’alba della rivoluzione che porterà al potere i «barbudos» di Fidel Castro. Il primo dirige con successo un nightclub, mentre gli altri due aderiscono segretamente alla guerriglia che sbaraglierà il dittatore Batista. L’intera famiglia, considerata fiancheggiatrice del potere ormai declinante, si vedrà costretta ad abbandonare clandestinamente l’isola c