Rambo 2 – La vendetta

Saga action fumettone su un esercito di un uomo che va in Cambogia in cerca di soldati dispersi e scopre di essere stato gabbato dallo Zio Sam. Mai noioso, ma incredibilmente ottuso; se uno dovesse prenderlo sul serio, risulterebbe anche offensivo, dato che sfrutta le vere frustrazioni delle famiglie dei soldati dispersi in missione e dei veterani della guerra in Vietnam. Seguito da Rambo 3. Una nomination agli Oscar per gli effetti speciali.

Atmosfera zero

Sulla terza luna di Giove, in una confortevole stazione spaziale, alcuni operai, dipendenti di una potente società che estrae ossido di titanio dalle miniere locali, cadono in preda a eccessi di follia. Il capo della polizia, che vorrebbe indagare, trova la ferma opposizione del direttore generale della compagnia. Una curiosa commistione tra poliziesco e fantascienza, in alcune sequenze anche piuttosto avvincente. Nell’88, Hyams tornerà a dirigere Connery in
Presidio
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(andrea tagliacozzo)

Professione: Reporter

Enigmatica narrazione su un insoddisfatto giornalista televisivo inviato in Africa, che scambia la propria identità con quella di un trafficante d’armi inglese morto improvvisamente in una stanza d’albergo. Tornato in Europa, incontra una ragazza con la quale ripara in Spagna nel tentativo di far perdere le proprie tracce alla moglie. Come in Blow-up Antonioni imposta un intreccio quasi giallo per raggiungere l’astrazione – evidengte in questo caso nel virtuosistico piano sequenza finale di 7′, che segna la morte e l’allontanamento del personaggio. Ad accorgersi che la realtà è impenetrabile allo sguardo umano questa volta è un giornalista televisivo, già abituato alla manipolazione dei punti di vista e all’irrealtà dell’immagine in movimento (vedi la ripresa-video dell’uomo fucilato che, come direbbe Bazin, continua oscenamente a morire). Dove il film cala è nella descrizione di un amore impossibile ma, figurativamente, il film è tra i più belli e misteriosi di Antonioni: assolato, vitreo, impareggiabile nell’usare cenari tanto diversi come i deserti africani e la Barcellona surreale di Gaudì. Nastri d’argento ad Antonioni per il miglior film e a Tovoli per la fotografia.