Suspiria

Il racconto terrificante di una studentessa americana (Harper) che frequenta una scuola di danza europea, che si rivela essere un covo di streghe. Una trama spesso stupida è arricchita e compensata da inquadrature, atmosfera e colonna sonora (di Argento e del gruppo rock dei Goblin) brillanti. In tv potrebbe perdere un po’ della sua efficacia nel far venire i brividi. Disponibile anche in una versione più esplicita senza tagli che dura 107 minuti.

Novecento

In un paese della Bassa Emiliana, agli albori del Novecento, Alfredo, futuro erede dei possedimenti terrieri di famiglia, nonostante i privilegi di casta stringe amicizia con Olmo, figlio di una contadina e di padre ignoto. Nel secondo atto del film, girato contemporaneamente al primo, le vicende politico-sentimentali dei protagonisti – tra i quali spiccano De Niro e Depardieu – si dipanano negli anni che vanno dall’inizio del secolo alla seconda guerra mondiale. Sullo sfondo, le lotte contadine, il fascismo e la Resistenza. Bertolucci, un cast d’eccezione e la splendida fotografia di Vittorio Storaro danno vita a un racconto epico e spettacolare, anche se non sempre il regista riesce a coniugare le esigenze dello spettacolo con il discorso politico in un’ambiziosa e didattica Storia della lotta di classe in Italia.
(andrea tagliacozzo)

Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete

Dracula emigra nell’Italia degli anni Trenta, convinto che in un paese cattolico e fascista le vergini abbondino. Solo che, ogni volta che morde il collo di una delle scostumate ragazze dell’ignara famiglia che lo ospita (il padre è De Sica, alla sua ultima apparizione), è costretto a vomitare il sangue non puro. Dallesandro, manovale comunista, farà giustizia, anche sessuale. Finalmente la versione integrale: finora, infatti, mancavano quasi tutte le scene erotiche con Stefania Casini, o tagliate o sostituite da altre più caste girate appositamente per il nostro Paese. Antonio Margheriti, che firmò la prima edizione italiana, pare fosse solo un coordinatore degli attori italiani. Uno dei film di Morrissey più felici, dove l’equilibrio tra provocazione, decostruzione dei generi classici e snobismo underground riesce a dare vita a un oggetto inclassificabile, ricco di humour nero, dove la malinconia sotterranea convive con gli eccessi
gore
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(alberto pezzotta)

Maledetto il giorno che t’ho incontrato

Bernardo, giornalista musicale, e Camilla, attrice di pubblicità, s’incontrano casualmente. Sono entrambi ipernevrotici e si servono dello stesso psicanalista. Bernardo è stato appena lasciato dalla fidanzata, Adriana, e sta cercando di riprendersi dallo choc. Assistendosi a vicenda, senza implicazioni sentimentali, i due cercano di vincere le proprie paure. La simpatia dei due interpreti e qualche battuta divertente non riescono a riscattare una sceneggiatura zoppicante, un finale irritante e, soprattutto, la regia mediocre e incolore di Verdone. (andrea tagliacozzo)