Hamlet

L’immortale opera del Bardo, nell’interpretazione filologicamente corretta di Branagh, vive di alti e bassi. L’aggiornamento della vicenda alla seconda metà del XIX secolo smorza “a prescindere” eventuali critiche a un cast modaiolo. Jacobi (Claudio), la Christie (Gertrude) e la Winslet (Ofelia) ne escono a testa alta, benché Branagh caratterizzi la messa in scena con lo stesso approccio sopra le righe tipico di tanti suoi film. Molto discontinue anche le comparsate delle “guest star”. Splendidamente fotografato in 70mm da Alex Thomson. Panavision Super 70. Quattro nomination agli Oscar.

The Illusionist

Vienna, seconda metà dell’Ottocento. Edward è un giovane popolano con la passione per la magia: la principessa Sophia si invaghisce di lui ma il loro sentimento è osteggiato dalla famiglia reale. Edward allora decide di partire e non fa ritorno a Vienna per quindici lunghi anni. Al suo ritorno è diventato Eisenheim The Illusionist e incanta le platee con i suoi incredibili trucchi: la sua fama è tale che una sera anche i regnanti decidono di assistere al suo spettacolo.

Amazing Grace

Dramma storico sincero e illuminante su William Wilberforce che, verso la fine del XVIII secolo, impiegò 20 faticosi anni nel tentativo di convincere i suoi colleghi membri del Parlamento a bandire la schiavitù nell’Impero Britannico. L’impressionante passerella di attori dà vigore a questo film di ottima fattura, ma che in qualche modo non raggiunge mai i picchi drammatici che dovrebbe, tenuto conto della natura appassionata del suo protagonista e della nobiltà della sua causa.

Tristano e Isotta

Tristano, rimasto orfano in una battaglia contro i Celti (Irlandesi), viene allevato dal re della Cornovaglia, futuro re d’Inghilterra. Cresce forte e valoroso finché non incontra Isotta, figlia del Re del regno nemico, quello irlandese, e se ne innamora. Ma la ragazza è stata promessa in sposa proprio al re della Cornovaglia. Cominceranno per Tristano lunghi travagli e dolorose pene d’amore, che però lo ricongiungeranno una volta per sempre tra alla sua amata.

Tratto dall’epopea di
Tristano e Isotta,
appartenente al ciclo di Re Artù e quindi risalente all’età medievale, il film sembra una telenovela dei giorni nostri, non fosse per gli abiti e le ambientazioni. La trama si concentra principalmente su un amore tragico di matrice cortese e cavalleresca, che però nella pellicola perde questi tratti originari e diviene solo motivo di gelosie, liti e pianti.

Gli attori anch’essi sono anch’essi funzionali unicamente alla storia d’amore e nessuno riesce ad emergere in modo brillante, limitandosi a un’inespressività a tratti noiosa. Il regista Kevin Reynolds e il produttore Ridley Scott avranno pensato che la carta vincente per un film di successo, come già avvenuto per
Le Crociate
dello stesso Scott, fosse quella di riprendere un’epopea, sconvolgerla interamente e farne una storia d’amore noiosa, banale e patetica.

Questo film non entusiasma e non sconvolge, nonostante il grande dispiegamento di mezzi messo a disposizione del regista. Gli unici a cui potrebbe piacere sono gli appassionati di storie strappalacrime e struggenti.
(aurelie callegari)