Fino alla fine del mondo

In un futuro non molto lontano, la Dommartin si unisce a Hurt per una missione misteriosa intorno al mondo che condurrà alla creazione di un congegno capace di ridare la vista ai ciechi. Nato come “l’ultimo road-movie”, la storia non decolla almeno fino a metà film, mentre personaggi e soggetti sono tutti una gran confusione. Persino le ambientazioni (quindici città di quattro continenti) non sono d’aiuto. Alcuni sprazzi di brio sono dati da von Sydow, dagli effetti cinematografici ad alta definizione e da una colonna sonora composita, ma il tutto resta comunque assai deludente.

Falso movimento

Storia eccessivamente metaforica (ma di tanto in tanto interessante) di un uomo scontento (Vogler) che cerca di guardare dentro di sé e al suo passato, vagando per la Germania con diversi compagni di viaggio. Sceneggiato da Peter Handke e vagamente ispirato a Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister di Goethe. Primo film per la Kinski. Il secondo (e il meno riuscito) episodio della trilogia “on the road” wendersiana, dopo Alice nelle città e Nel corso del tempo.

Nel corso del tempo

Viaggio attraverso la sconosciuta provincia tedesca di un camionista e di un autostoppista alla ricerca di se stesso, sul finire degli anni Settanta. Ennesimo film on the road di Wenders dopo Alice nelle città e Falso movimento (con i quali forma una sorta d’ideale trilogia), il film è anche un sentito omaggio del regista al cinema d’altri tempi, con numerose citazioni e riflessioni sull’argomento. Girato in un rigoroso e splendido bianco e nero. (andrea tagliacozzo)

Anni di piombo

Leone d’oro alla Mostra di Venezia del 1981, il film è ispirato alla vicenda delle sorelle Esslin. Julianne e Marianne hanno un rapporto difficile, ma affettuoso: la prima lavora in un giornale femminista, mentre l’altra si unisce a un gruppo terroristico tedesco ed entra in clandestinità. Il più noto (e il migliore) dei film della von Trotta, in seguito non sempre all’altezza della fama acquisita con questa pellicola. Intense le interpretazioni delle due protagoniste.
(andrea tagliacozzo)

Alice nelle città

Dopo aver vagato a lungo senza meta per l’America, un giornalista piuttosto alienato (Vogler) incontra una donna che scompare misteriosamente, costringendolo a prendersi cura di sua figlia di nove anni. Intelligente riflessione sugli effetti della cultura popolare americana, vista con gli occhi di un europeo della generazione del dopoguerra. Primo di una trilogia di road movie completata da Falso movimento e Nel corso del tempo.

Il sole anche di notte

Pur ispirandosi al racconto
Padre Sergio
di Lev Tolstoj, i fratelli Taviani hanno spostato l’azione dalla Russia ottocentesca dello zar Nicola I, alla Napoli del Settecento di Carlo III di Borbone. Il giovane Sergio Giuramondo, primo aiutante del re, si appresta a sposare la duchessina Del Carpio. Quando questa gli rivela di essere stata l’amante del sovrano, il giovane volta le spalle a tutto e sceglie il convento. Una trascrizione cinematografica tecnicamente pregevole, ma fredda, incolore e senza passione.
(andrea tagliacozzo)