Anastasia

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mame cinema ANASTASIA - STASERA IN TV L'ULTIMA DEI ROMANOV zar
Anastasia e suo padre, lo zar Nicola II

1916, San Pietroburgo. La dinastia dei Romanov regna sulla Russia, finché il malvagio Rasputin decide di vendicarsi contro la famiglia reale per essere stato mandato in esilio. Di conseguenza, con l’aiuto di oscuri incantesimi, scoppia la rivoluzione popolare che invade il Palazzo Reale, uccidendo lo zar, sua moglie e i loro figli. Solo l’imperatrice Maria e sua nipote Anastasia riescono a uscire dall’edificio, grazie all’aiuto di un giovane servitore di nome Dimitri. Ma, inseguendo un treno in corsa verso Parigi, la principessa inciampa e batte la testa, sotto lo sguardo disperato della nonna che è appena riuscita a salire su un vagone.

18 anni dopo, Anastasia è un orfana priva di memoria, fatta eccezione per alcuni ricordi frammentati di cui non sa dare spiegazione. A ritrovarla è proprio Dimitri, che spera di poter incassare la ricompensa promessa dall’ex imperatrice a chiunque le riporti la sua amata e perduta nipote. Ma Rasputin è ancora in agguato, deciso a spazzare via ogni discendente dei Romanov. Riuscirà la ragazza a ricongiungersi con l’unica sua parente rimasta in vita? E come si evolverà il suo rapporto con l’irriverente Dimitri?

Curiosità

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Anastasia e Dimitri
  • Ci sono stati molti e vari dibattiti sulla possibilità di inserire Anastasia tra le principesse Disney ufficiali, nonostante il cartone animato non sia stato prodotto dalla famosa azienda, bensì dalla Fox. Tuttavia, adesso la Disney ha acquistato i diritti della Fox e la principessa russa entrerà a far parte del gruppo di Cenerentola, Biancaneve, Ariel e tante altre.
  • Dimitri è doppiato da Rosario Fiorello, mentre Anastasia è doppiata da Tosca. Nella versione originale, invece, i personaggi sono doppiati rispettivamente da John Cusack e Meg Ryan.
  • Il cartone animato è stato il primo film della 20th Century Fox.
  • La vera figlia dello zar, Anastasija Nikolaevna Romanova, venne uccisa insieme alla sua famiglia dai bolscevichi. Lo sviluppo di teorie sulla sua sopravvivenza è dovuto al fatto che i resti della ragazza non furono mai ritrovati. Tuttavia, è improbabile che la principessa sia sopravvissuta.
  • Anche Rasputin è un personaggio realmente esistito: era un mistico russo molto vicino ai Romanov e, in particolare, molto influente sullo zar Nicola II. A differenza della rappresentazione nel cartone animato, Rasputin era il consigliere dello zar.

La marcia dei pinguini

Il pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri) è l’unica specie vivente ad aver scelto l’inverno antartico per nidificare. Autolesionismo? Nient’affatto, poiché la natura l’ha dotato di un fitto piumaggio e generose scorte di grasso sottocutaneo (oltre che di dimensioni che ne fanno il gigante tra le 17 specie di pinguini che abitano l’emisfero sud: può raggiungere un metro e 20 centimetri di altezza). Il cineasta francese Luc Jacquet, accompagnato da una troupe di tecnici documentaristi, ha trascorso un anno filmando la permanenza di questi splendidi uccelli sul pack: l’arrivo delle coppie (tendenzialmente monogame), i rituali di corteggiamento, la deposizione dell’unico uovo, la lunga cova (affidata al maschio) e infine la nascita e la crescita dei tenerissimi pulcini, fino al loro primo impatto col mare, che sarà il loro elemento vitale. La voce narrante è quella di Fiorello, diretto da Francesco Vairano.
Se siete dei fedelissimi di Piero Angela, se tenete la foto di David Attenborough accanto al videoregistratore, se siete cresciuti con il mito dei documentaristi della BBC e avete fatto l’abbonamento a Sky solo per Discovery Channel, bene, questo film non è fatto per voi. In compenso, ha fatto incassare ai suoi produttori francesi oltre 80 milioni di dollari solo negli Usa, agguantando il secondo posto tra i documentari che hanno incassato di più (in vetta svetta sempre Fahrenheit 9/11 di Michael Moore). Certamente il merito non è stato solo di Morgan Freeman, voce narrante dell’edizione a stelle e strisce. C’è chi pensa si sia creato un curioso effetto di «traino pinguinesco» tra i protagonisti (a cartoni animati) di Madagascar e quelli (veri) di Jacquet. Sia come sia, in Italia la mossa di affidare il racconto a Fiorello senza dubbio «pagherà». Noi l’abbiamo trovato insopportabilmente gigioneggiante, onnipresente, insostenibile quando «doppia» i pulcini parlando in falsetto. Ma noi, appunto, abbiamo adorato Angela anche quando indossava ostentatamente i calzini bianchi sotto i pantaloni di vigogna blu. E quindi ci tiriamo rispettosamente fuori della mischia. Ciò detto, le immagini compongono – a tratti – affreschi di algida poesia; la colonna sonora, composta e interpretata dalla giovane Emilie Simon, le asseconda, creando un giusto mixage di dolcezza ed epos. Ma l’umanizzazione di questi meravigliosi animali, l’approssimazione su alcuni aspetti della loro biologia (per altro ancora poco chiara), fanno de La marcia dei pinguini un prodotto buono per il botteghino ma non per la storia del cinema di documentazione. (enzo fragassi)