Hamlet

L’immortale opera del Bardo, nell’interpretazione filologicamente corretta di Branagh, vive di alti e bassi. L’aggiornamento della vicenda alla seconda metà del XIX secolo smorza “a prescindere” eventuali critiche a un cast modaiolo. Jacobi (Claudio), la Christie (Gertrude) e la Winslet (Ofelia) ne escono a testa alta, benché Branagh caratterizzi la messa in scena con lo stesso approccio sopra le righe tipico di tanti suoi film. Molto discontinue anche le comparsate delle “guest star”. Splendidamente fotografato in 70mm da Alex Thomson. Panavision Super 70. Quattro nomination agli Oscar.

Una notte al museo

Larry Daley è un sognatore perennemente in bolletta che non si rassegna a un’esistenza ordinaria: ha inventato lo
snapper
(un aggeggio per accendere e spegnere elettrodomestici o quant’altro con lo schiocco delle dita) che però è stato surclassato dal
clapper,
e così tutte le sue invenzioni sembrano destinate al fallimento. Comunque non si perde d’animo, forte della convinzione di essere destinato a qualcosa di straordinario. Purtroppo l’unico lavoro che riesce a rimediare è quello di guardiano notturno al Museo di Storia Naturale di New York, impiego che accetta unicamente per non dover rinunciare al figlio Nick. Durante la sua prima notte di lavoro, però, succede qualcosa di incredibile: gli animali impagliati, le statue, lo scheletro del T-Rex prendono vita e…

La recensione

La pellicola è una giostra di emozioni e sorprese, supportate dagli straordinari effetti speciali creati dalla Rhythm & Hues, che di recente ha curato anche

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Aladdin

La versione Disney di questa avventura da Mille e una notte, in cui Aladdin evoca un potente genio, sembra più vicina alla sensibilità dei vecchi cartoni animati targati Warner Bros. Il ritmo incalzante è il punto di forza di questo cartone pieno di colori e canzoni, animato da Eric Goldberg; per il resto, si tratta di un prodotto piuttosto convenzionale. Musiche di Alan Menken, Howard Ashman e Tim Rice: due Oscar, non solo per la miglior colonna sonora (Menken), ma anche per la miglior canzone originale (A Whole New World, di Menken e Rice). Il film ha dato origine a due sequel destinati al mercato homevideo: Il ritorno di Jafar e Aladdin e il re dei ladri, e a una serie animata per il piccolo schermo.

Risvegli

Nel 1969, Malcolm Sayer, medico del Bainbridge Hospital di New York, sperimenta su un malato affetto da encefalite letargica, Leonard Lowe, un nuovo farmaco. Dopo ripetuti tentativi, il paziente mostra segni di ripresa e torna lentamente a una vita normale. Un film furbo e melenso, ma ben confezionato e, soprattutto, magistralmente recitato dai due protagonisti. La sceneggiatura, tratta dal libro di Oliver Sacks, è scritta da Steven Zaillian, premiato con l’Oscar nel ’94 per
Schindler’s List
.
(andrea tagliacozzo)

Tempi migliori

Jack, funzionario di banca a Taft, in California, è tormentato dal ricordo di un errore che, tredici anni prima, in una partita di football tra la formazione della propria città e quella della vicina Bakersfield, aveva condannato alla sconfitta il suo team. Nel tentativo di far ripetere l’incontro, l’uomo cerca di convincere il suo riluttante amico Reno a rimettere insieme la squadra. Una commedia gradevole ma piuttosto prevedibile, resa interessante dal buon copione di Ron Shelton (un esperto in film sportivi, due anni più tardi regista di Bull Durham) e dalla presenza di Robin Williams e Kurt Russell.
(andrea tagliacozzo)

L’uomo dell’anno

Tom Dobbs è il conduttore di un programma tv di successo che si occupa principalmente di satira politica. Il destino si materializza nella persona di una donna del pubblico che innocentemente chiede al conduttore perché non si candidi lui stesso alla presidenza degli Stati Uniti. Inizia quindi una serrata campagna elettorale in cui il nostro Tom viene affiancato dai suoi collaboratori di sempre. La realtà supera la fantasia e il conduttore si ritrova presidente designato. Dopo violenti tentativi di screditare la sua credibilità, Eleanor Green, colei che ha contribuito alla progettazione e alla realizzazione di un nuovo sistema elettorale totalmente informatizzato, si fa avanti, e rivela allo stesso Tom che la sua elezione è frutto di un errore nel sistema. A questo punto davanti al presidente designato si presentano due possibilità: rivelare al mondo intero la verità e farsi da parte oppure rivestire i panni dell’uomo più potente del mondo.

Jack

Un bambino nato prematuro, ma completamente sviluppato, invecchia a un ritmo quattro volte più veloce del normale. A dieci anni, con le caratteristiche fisiche di un uomo di quaranta, lascia la casa dove aveva vissuto per andare a scuola ed entrare in contatto con altri ragazzi della sua età per la prima volta nella vita. Williams è la scelta perfetta per il ruolo di questo uomo-bambino, ma la sceneggiatura non porta da nessuna parte. Esageratamente lungo, troppo adulto per i bambini e troppo ridondante per gli adulti; destinato a non soddisfare nessuno.

Will Hunting – Genio ribelle

Quattro amici di classe operaia escono insieme a South Boston, ma uno di loro, il combattivo Will Hunting (Damon), ha un dono insolito: è un genio. Quando un docente di matematica del Massachusetts Institute of Technology (SkarsgÔrd) ne sente parlare, insiste perché il ragazzo non sprechi più il suo talento, e lo manda da uno psicologo/insegnante (Williams) nel tentativo di aprire il suo fragile guscio. Questa fiction ben recitata e scritta dai co-protagonisti Damon e Affleck non regge a un’attenta disamina ma sicuramente intrattiene, con una sfilza di buone interpretazioni. Oscar per la miglior sceneggiatura originale e il miglior attore non protagonista (Williams), più altre sette nomination, tra cui quella per miglior film, regia e montaggio.

Popeye – Braccio di ferro

Il beneamato marinaio (Williams, nel suo primo ruolo da protagonista) abborda una nave che affonda in questo film incredibilmente noioso. Un cast risoluto fa il possibile con la sceneggiatura di Jules Feiffer che non diverte, con la disordinata messa in scena di Altman, e alcune presunte canzoni di Harry Nilsson. Piuttosto cercate in tv un vecchio cartone di Max Fleischer.

Cadillac Man (Mister occasionissima)

Assillato dall’ex moglie, dalle amanti e da un boss mafioso a cui deve del denaro, il povero Joey, venditore di macchine usate, rischia anche di perdere il posto se non riuscirà a vendere almeno una dozzina di vetture. Come se non bastasse, proprio in quello stesso giorno, un folle armato di mitra fa irruzione nell’autosalone minacciando di compiere una strage. Robin Williams si fa in quattro per coprire le non poche lacune del film. Ci riesce solo in parte. Bravo anche Tim Robbins, all’epoca poco conosciuto.
(andrea tagliacozzo)

Mrs. Doubtfire (Mammo per sempre)

Commedia per il grande pubblico (con sottintesi seri) su un uomo pieno di risorse la cui moglie decide di divorziare dopo quattordici anni di matrimonio. Non sopportando il fatto di venire separato dai suoi tre figli, l’uomo decide di travestirsi da governante inglese di altri tempi (sotto un make-up da Oscar) e si fa assumere per badare ai ragazzi. Williams è al meglio della forma e il regista Columbus riesce a mantenere la storia e i personaggi entro i limiti della credibilità, riuscendo a trasmettere un messaggio umano. Basato sul romanzo Un padre a ore di Anne Fine. Prodotto da Williams e da sua moglie. Panavision. Vinse l’Oscar per il Miglior Trucco.

L’attimo fuggente

Autunno 1959: all’Accademia Welton, in Vermont, c’è un nuovo insegnante di Lettere, John Keating, ex allievo del college. Gli studenti rimangono affascinati dai metodi anticonformisti del professore e, risvegliata la creatività, fondano la Società dei Poeti Estinti, riunendosi di notte in una grotta per declamare poesie. Un film indubbiamente commovente, dalla confezione quasi impeccabile, interpretato con la giusta dose di freschezza da un manipolo di giovani attori (tra i quali il futuro divo Ethan Hawke). Ottima anche la prova di Robin Williams. Oscar 1989, tutto sommato meritato, alla sceneggiatura di Tom Schulman. (andrea tagliacozzo)

Al di là dei sogni

Sgradevole e astruso film su un uomo che perde i suoi figli in un incidente d’auto, poi muore e cerca di raggiungere la sua amata e addolorata moglie rimasta in vita. Nonostante le credenziali (è basato su un romanzo di Richard Matheson, vanta un buon regista e un buon cast), questo film non è in grado di evocare nessuna emozione tangibile. Semplicemente non funziona. I suoi (troppo) elaborati effetti speciali vinsero un Oscar. Super 35.

Una voce nella notte

Gabriel Noone (Robin Williams) è un romanziere di successo che presenta da anni un programma radiofonico notturno. La sua vita e la sua carriera sono in crisi. Deve alla stazione radiofonica cinque storie e per il momento non vede alcuna via d’uscita. Il suo amico Ashe (Joe Morton), un curatore di romanzi, gli consegna il manoscritto di un libro di memorie, scritto dal quattordicenne Pete Logand (Rory Culkin), che racconta nei dettagli gli orrori della sua infanzia. Gabriel comincia a trascorrere ore al telefono con il ragazzo, fino a considerarlo una sorta di figlio. Ma quando deciderà di andare a conoscere il giovane, la sua vita ordinata e le sue certezze verranno messe completamente in gioco, fino a dubitare dell’esistenza stessa di Pete.

Nine Months – Imprevisti d’amore

Farsesca storia di una coppia la cui beata relazione quinquennale viene sorpresa alle spalle da una gravidanza inaspettata, che lui non riesce proprio ad affrontare. Questa patinata produzione hollywoodiana cerca di accostare il fascino fanciullesco di Grant alla radiosa bellezza della Moore, mentre Arnold aggiunge un roboante supporto comico, ma una totale prevedibilità e un’ingenua stupidità la inaridiscono. Un paio di scene con Williams nei panni di un nevrastenico ostetrico russo che parla sempre a sproposito sono senz’altro la cosa migliore. Basato sul film francese Nove mesi (1994). Panavision.

Daddy Sitter

Due grandi amici – un divorziato sfortunato in amore (Robin Williams) e uno scapolo che ama divertirsi (John Travolta) – vedono le loro esistenze stravolte quando a sorpresa devono prendersi cura di due gemelli di sei anni, proprio quando sono sul punto di concludere il miglior affare della loro vita. Questi uomini, non proprio a loro agio con i bambini, hanno difficoltà ad occuparsi dei gemelli e compiono un disastro dopo l’altro, ma forse questa esperienza li aiuterà a comprendere meglio quello che é veramente importante nella vita.

August Rush – La musica nel cuore

La musica nel cuore

mame cinema LA MUSICA NEL CUORE - STASERA IN TV scena
Una scena del film

Diretto da Kirsten Sheridan, La musica nel cuore (2007) ha inizio a New York, quando il chitarrista Louis (Jonathan Rhys Meyers) e la violoncellista Lyla (Keri Russell) si incontrano. Tra di loro scatta subito la passione e i due trascorrono la notte insieme. Il mattino dopo, però, Lyla è costretta dal padre a lasciare la città. Oltre quindi al rimpianto di un amore non vissuto, c’è un’altra conseguenza: la ragazza è incinta. Al momento del parto, le viene tuttavia detto che il bambino è morto.

Ma gli anni passano e il figlio di Louis e Lyla, invece, vive in un orfanotrofio e si chiama Evan. È un bambino con una spiccata propensione per la musica e una grande speranza di riuscire, prima o poi, a trovare i suoi genitori. Preso in giro dai suoi coetanei per questo, un giorno Evan decide di fuggire. Per strada conosce Arthur (Leon Thomas III) un bambino che suona la chitarra a Washington Square che lo conduce dal “Mago” (Robin Williams), musicista strano ed ambiguo, che ospita orfani e insegna loro a suonare per le strade, sfruttandoli e trattenendone parte delle mance. Il Mago intuisce all’istante il talento di Evan e gli dà un nome d’arte, August Rush.

La polizia, però, è alla ricerca di Evan, così lui scappa ancora. Nel frattempo Lyla, affrontando suo padre, scopre che suo figlio è ancora vivo. Sarà la musica a guidare Evan/August dalla sua vera famiglia, in un modo straordinario.

Curiosità

  • La pellicola ha complessivamente incassato circa 66 milioni di dollari, 31 nei soli USA e 34 all’estero.
  • Freddie Highmore ha vinto il Premio Migliore Performance di un giovane Attore agli Academy Awards e il premio al Miglior attore emergente ai Saturn Awards.
  • Leon Thomas III, invece, ha vinto il Premio Migliore Performance in un film ai Young Artist Awards.

Come ti ammazzo un killer

Riuscendo a sventare una rapina, un giovane, depresso per il recente licenziamento, ritrova la fiducia in se stesso. Lasciatosi però abbindolare dalle teorie belliciste dei
survivalisti
, parte per un corso d’addestramento sulle montagne. Terzo film di Robin Williams (escludendo una breve apparizione in
Can I Do It… Till I Need Glasses
del lontano 1977), diventato una star con la serie
Mork e Mindy
, ma all’epoca ancora in cerca di una vera affermazione nel mondo del cinema. Il film, piuttosto confuso nella struttura, procede per espedienti e funziona solo a tratti, indubbiamente valorizzato dalla bravura di Williams e dal consumato professionismo di Matthau.
(andrea tagliacozzo)

L’altro delitto

Originale la costruzione di questo thriller noir su un detective di Los Angeles che, mentre cerca di aiutare una donna colpita da amnesia, scopre che sono entrambi connessi — per uno strano gioco di reincarnazioni — a un famigerato quarantenne assassino. Intrigante, ma a ben guardare la storia si fa troppo contorta e artificiale per funzionare veramente. E a proposito di artificiale: levate quel cerone a Garcia! Williams compare come uno degli informatori di Branagh.

The Big White

Paul Barnell (Robin Williams) è un tour operator che lavora presso un’agenzia di una cittadina della sperduta e gelida Alaska. Sua moglie Margaret (Holly Hunter) soffre di una rara malattia, la sindrome di Tourette che si manifesta con tic nervosi e incontrollabili espressioni verbali. Paul ama molto sua moglie e la vuole portare a vivere in un luogo più caldo, sperando che il clima mite l’aiuti nello sconfiggere la malattia. Per poter lasciare l’Alaska e i creditori che lo rincorrono, Paul cerca di incassare l’assicurazione sulla vita del fratello Raymond (Woody Harrelson), sparito da cinque anni senza lasciare alcuna traccia, ma la compagnia assicurativa si rifiuta di erogare il pagamento in assenza di un corpo che ne dimostri l’effettivo decesso. Paul non sa più come fare, ma una sera, nel cassonetto di fronte all’agenzia di viaggio, trova il cadavere di uno sconosciuto abbandonato da due killer e, dopo una breve riflessione, decide di allestire una messa in scena ai danni dell’assicurazione: simulare il ritorno improvviso del fratello e poi utilizzare il cadavere per farlo credere morto e incassare il premio più alto dell’assicurazione, un milione di dollari. Ma sul cammino di Paul si intrometteranno il sospettoso agente assicurativo Ted (Giovanni Ribisi), i due killer che rivogliono il cadavere e anche il fratello Raymond, che, tornato dalla sua lunga «vacanza», non accetterà di buon grado la scelta del fratello di arricchirsi con la sua presunta morte.