Il diavolo nello specchio

Versione cinematografica avvincente, anche se convenzionale, della commedia d’annata di Edward Wooll su un baronetto (che era stato prigioniero di guerra) chiamato in tribunale a dimostrare la sua identità, cosa che risulta alquanto difficile. Metroscope.

Maria Antonietta

Questa produzione opulenta dell’Mgm sulla vita della regina francese del XVIII secolo manca di ritmo ma è ben recitata con la grande performance di Morley nel ruolo di Luigi XVI. La Shearer cattura l’essenza della protagonista mentre racconta nuovamente la sua vita da principessa austriaca a regina di un impero in disfacimento votata a un brutto destino.

La forca può attendere

Il figlio di un bandito scozzese, ossessionato dall’idea di ripetere le gesta del padre, si dà il furto e all’avventura. Decide di portare a termine un colpo fallito anni prima dal genitore, ma una ragazza, che lo ama da sempre, cerca di ricondurlo sulla retta via. Dall’autobiografia di David Haggart, una commedia divertente e scanzonata nel più tipico stile di John Huston.
(andrea tagliacozzo)

L’arciere del re

In Francia, durante il regno di Luigi XI, un cavaliere scozzese prende sotto la sua protezione una bella dama, difendendola dal re, dal duca di Borgogna, dai briganti delle Ardenne e da una tribù di zingari. Dal romanzo di Sir Walter Scott
Quentin Durward
, l’ennesima escursione nell’avventura medievale del binomio Thorpe-Taylor, dopo i successi di
Ivanhoe
e
I cavalieri della tavola rotonda
. Eccellente la confezione – costumi e fotografia – anche se la regia di Richard Thorpe è al solito un po’ statica. Anche Robert Taylor non brilla nei panni del protagonista. Molto meglio Kay Kendall, che purtroppo morirà tre anni più tardi a causa di un male incurabile.
(andrea tagliacozzo)

Il giro del mondo in ottanta giorni

Uno dei film più premiati della storia degli Oscar che purtroppo, con il trascorrere del tempo, ha perso gran parte del suo fascino. Nonostante ciò, questo adattamento (scritto da Mike Todd) del classico di Jules Verne offre grande divertimento, e soprattutto oltre 40 cammei, che faranno la gioia degli appassionati. Fra gli altri premi tributati dall’Academy, quello alla colonna sonora di Victor Young, alla sceneggiatura (James Poe, John Farrow, S.J. Perelman), alla fotografia (Lionel Lindon), e al montaggio (Gene Ruggiero, Paul Weatherwax). Remake nel 2004, più una miniserie televisiva nel 1989. 

Topkapi

Un banda di malviventi organizza un minuzioso piano per rubare dal museo Topkapi di Istanbul un pugnale d’incalcolabile valore. Ma, scambiati dal controspionaggio per terroristi, i ladri trovano un ostacolo inaspettato sulla loro strada. Un film diventato giustamente celebre, grazie al suo memorabile cocktail di suspense e divertimento (nonché per la colonna sonora composta da Manos Hadjidakis). Il bravissimo Peter Ustinov vinse l’Oscar 1964 come miglior attore non protagonista (il secondo dopo quello ricevuto nel 1960 per Spartacus, sempre nella stessa categoria). Scritto da Monja Danischewsky, dal romanzo di Eric Ambler The Light of Day.
(andrea tagliacozzo)