Un amore su misura

Una donna perfetta: alta, bionda, con un fisico statuario, magari anche intelligente e accondiscendente, mai gelosa ma sempre comprensiva, pronta a fare della felicità del proprio compagno l’unico scopo della sua vita. Almeno una volta questo è stato il sogno di tutti uomini. Certo non è facile trovare donne del genere e allora perché non farsene una
su misura?

L’ingegner Corrado Olmi, dopo quindici anni di vita coniugale senza scosse, senza sorprese e senza forti emozioni viene lasciato dalla moglie Carla e non riesce a darsi pace. Un luogo di conforto è il ristorante degli amici di una vita, Erminio e Giudy, una coppia gay caratterizzata da alti e bassi. Una sera Corrado viene avvicinato da un distinto signore tedesco, Schwarzkopf, incaricato dalla multinazionale giapponese Yono-Cho di trovare un uomo solo, adatto a testare la sua ultima invenzione: tramite un complesso processo di raffinazione del petrolio è stato scoperta una molecola che rende possibile la creazione di esseri umani che, sebbene artificiali, hanno la straordinaria possibilità di poter essere plasmati a seconda delle esigenze di ognuno.

La recensione

A più di dieci anni dall’ultima apparizione sul grande schermo in
Papà dice messa,
Renato Pozzetto interpreta e dirige
Un amore su misura.
Un film quasi a gestione familiare: il comico è anch

Saxofone

Una donna sposata conosce un individuo chiamato Saxofone che, senza mai separarsi dallo strumento dal quale ha ricevuto l’appellativo, ama andare in giro a dispensare agli amici e agli sconosciuti i suoi filosofici consigli. Attratta dalla concezione della vita che ha lo strano tipo, la donna lo segue ovunque. Esordio alla regia di Renato Pozzetto con una commedia di stampo quasi surreale, tutt’altro che perfetta ma con alcuni spunti interessanti. Gli sceneggiatori del film sono Enzo Jannacci, Cochi Ponzoni, lo scomparso Beppe Viola e lo stesso Pozzetto.
(andrea tagliacozzo)

Piedipiatti

Il brigadiere romano Vasco Sacchetti è sulle tracce di un trafficante di droga colombiano. Quando sta per incastrare il criminale, l’inefficienza di due colleghi manda all’aria l’operazione. Arrivato a Milano per proseguire le indagini, Vasco viene arrestato per errore da un brigadiere della polizia meneghina, Silvio Caporati. Deprimente mix di comicità e azione: poco divertente come commedia; tutt’altro che avvincente come poliziesco. Una sequenza è spudoratamente copiata da Sorveglianza… speciale di John Badham. (andrea tagliacozzo)

Oggi Sposi

Quattro matrimoni, mille peripezie e un solo obiettivo: raggiungere l’altare e pronunciare il fatidico sì. Nicola, promettente poliziotto pugliese con un passato da Don Giovanni, ha deciso di mettere la testa a posto e di sposare l’incantevole figlia dell’Ambasciatore indiano, Alopa. C’è solo un problema: come farà Sabino, un contadino alla vecchia maniera, ad accettare che il figlio si sposi con rito Indù? Nel frattempo, Salvatore e Chiara, due giovani precari senza una lira e con un figlio in arrivo, mettono a punto un piano per organizzare un matrimonio a costo zero: far imbucare i loro 72 invitati alle nozze dell’avvenente soubrette Sabrina e di Attilio Panecci, magnate della finanza. Ancora non sanno però che anche qualcun altro ha deciso di “imbucarsi” al matrimonio del secolo… Si tratta di Fabio Di Caio, PM romano che indaga da tempo sui loschi traffici di Panecci mentre cerca di dissuadere il suo anziano padre dallo sposare la sua nuova fiamma, una massaggiatrice poco più che ventenne.

Le comiche

Nel tentativo di sfuggire a una locomotiva, due strambi individui, personaggi di un film comico, escono dallo schermo ritrovandosi nel mondo reale. Provano a cimentarsi in diversi lavori, ma finiscono puntualmente per combinare un sacco di guai. Il film, realizzato dal team dei vari
Fantozzi
, si rifà allo stile delle vecchie comiche del cinema muto. Il risultato, però, è solo parzialmente – per non dire quasi mai – divertente, nonostante gli sforzi dei due protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Da grande

Un bambino di otto anni, sentendosi trascurato dai genitori, vorrebbe diventare subito adulto. Dopo aver espresso ad alta voce il suo desiderio, un misterioso fascio di luce lo trasforma in un corpulento quarantenne. Uno spunto singolare, svolto senza sbavature e con l’aiuto di un Pozzetto quasi sorprendente, perfettamente a suo agio nel ruolo del bambino troppo cresciuto. Il film fu realizzato quasi in contemporanea con il similare Big di Penny Marshall. (andrea tagliacozzo)

La Patata Bollente

Un operaio di una fabbrica, attivista politico rispettato sia dai colleghi che dai superiori, salva un omosessuale da un pestaggio concedendogli ospitalità nel proprio appartamento. La convivenza, però, si prolunga oltre il previsto, preoccupando non poco la fidanzata dell’operaio e gli amici in fabbrica che cominciano a dubitare della sua virilità. Garbata l’interpretazione di Massimo Ranieri nella parte dell’omosessuale. Anche la Fenech è utilizzata meglio che in altre occasioni.
(andrea tagliacozzo)

Sette chili in sette giorni

Due amici, che anni prima avevano ottenuto una stiracchiatissima laurea in medicina, decidono di sfruttare la moda delle diete allestendo una casa di cura per individui obesi. Dapprima le cose sembrano andare per il giusto verso e i clienti non mancano, ma alla lunga i poco professionali metodi dei due compari finiscono per far fallire l’iniziativa. Imbarazzante esordio dietro la macchina da presa del fratello di Carlo Verdone con una commedia banale e priva di spunti realmente divertenti. I due protagonisti si adeguano alla mediocrità dell’insieme. (andrea tagliacozzo)

Lui è peggio di me

Leonardo e Luciano, amici per la pelle, gestiscono un autonoleggio di macchine d’epoca. Mentre il primo, in qualità di autista, sta accompagnando una graziosa sposina al matrimonio, ha un improvviso colpo di fulmine e s’innamora della ragazza. Secondo film del regista Oldoini che, sempre nell’84, aveva debuttato dietro alla macchina da presa con
Cuori della tormenta
. Realizzato sulla base di una sceneggiatura inconsistente, trita e ritrita nelle sue prevedibili trovate comiche, cucita alla bell’e meglio sulle doti dei due interpreti. L’accoppiata Celentano-Pozzetto, comunque, aveva funzionato molto meglio in
Ecco noi per esempio
.
(andrea tagliacozzo)

Mia moglie è una strega

Una giovane strega seicentesca ottiene dal diavolo di poter rivivere ai giorni nostri per vendicarsi del discendente che l’ha condannata al rogo. Ma una volta conosciuto l’uomo in questione, la ragazza dimentica ogni suo proposito di vendetta e se ne innamora. Rifacimento all’italiana di
Ho sposato una strega
, il classico del 1942 di René Clair interpretato da Veronica Lake. Improponibile, ovviamente, il confronto tra quest’ultima e la Giorgi. Confezione mediocre.
(andrea tagliacozzo)

Giallo napoletano

Raffaele Capacece, professore di mandolino classico, si è ridotto a fare il suonatore ambulante. Per colpa dell’anziano genitore, che sperpera al lotto e alla roulette tutti i loro guadagni, il musicista si ritrova coinvolto in tre misteriosi delitti. Giallorosa dalla trama fin troppo intricata, ma ben sorretto da un cast d’eccezione.
(andrea tagliacozzo)

Grandi magazzini

I locali dei Grandi Magazzini ospitano una numerosa schiera di variegati personaggi che vanno dal direttore affascinante allo sfortunato fattorino, dai ladri pasticcioni al giovane commesso, fino ad arrivare all’ambizioso capo del personale. Il classico elefante che partorisce il topolino: un cast davvero imponente per un film sciatto e scarso di trovate. Si salvano in pochi. Tra questi, spicca Nino Manfredi, nel ruolo di un attore costretto a lavorare per la pubblicità, che fa spiritosamente il verso a se stesso.
(andrea tagliacozzo)

Casa mia, casa mia…

Il milanese Mario Bartoloni, dipendente di una grande gioielleria, viene trasferito a Roma. Il cambio di casa che ha effettuato con un collega, però, si rivela una fregatura: l’appartamento dove dovrebbe andare a vivere è sotto sfratto. A Mario non resta che trovare un’altra sistemazione. Renato Pozzetto, reduce dall’ottima prova di
Da grande
, è più misurato del solito. Altrettanto non si può dire del regista Neri Parenti, che tornerà a dirigere Pozzetto nei due episodi de
Le comiche
.
(andrea tagliacozzo)

Noi uomini duri

Un gruppo di persone s’iscrive a un corso di sopravvivenza. Tra questi, ci sono il romano Mario e il milanese Silvio che, nonostante qualche attrito iniziale, finiscono per diventare amici. Silvio s’innamora della bella Cora, sposata al robusto Ermanno, mentre Mario, che si rende conto di essere poco adatto a quel rude stile di vita, vorrebbe mollare tutto e andarsene. Una fiacca presa in giro del movimento di survivalisti. Dopo le buone prove con Nuti (
Madonna che silenzio c’è stasera, Io, Chiara e lo Scuro e Son contento
), il regista Maurizio Ponzi si è perso rapidamente per strada.
(andrea tagliacozzo)

Di che segno sei

Film a episodi, nel tipico stile della commedia all’italiana, affidato più che altro al consumato mestiere degli attori. Nel primo, un pilota cerca di abituarsi all’idea che deve cambiare sesso; nel secondo, una ballerina cerca un partner per una gara di ballo; il terzo descrive la giornata di Basilio, muratore pendolare; nel quarto, un attempato gorilla deve guardare le spalle al facoltoso commendator Bravetta. Esemplare quest’ultimo episodio, in cui Sordi rispolvera il personaggio di Nando Moriconi: divertentissimo vent’anni prima in
Un americano a Roma
, quasi patetico qui. Segno di un genere che stava ormai tramontando ed era ormai paurosamente a corto d’idee.
(andrea tagliacozzo)

Gran bollito

Lea, una napoletana trapiantata da molti anni in una città del Nord, è morbosamente attaccata al figlio Michele. Quando questi si fidanza, la donna, per il timore di vederlo andar via, fa un patto con la Morte, sacrificandole tre amiche zitelle, dai corpi delle quali ricava sapone e biscotti. Il tono grottesco del film poco si addice a un regista come Mario Bolognini, che comunque fa un buon uso del cast messogli a disposizione (curioso, infatti, l’impiego di tre interpreti maschili nei panni del trio di zitelle). Il soggetto è ispirato alla vicenda della «saponatrice di Correggio», Leonarda Cianciulli, che con le sue gesta inorridì l’Italia intera.
(andrea tagliacozzo)