Un natale esplosivo!

La divertente saga — anche se al solito sgangherata e talvolta di cattivo gusto — delle disastrate vacanze dei Griswold, con Chase nei panni del capofamiglia irrecuperabilmente stupido. Nel suo calderone “slapstick”, la vicenda sfodera momenti credibilmente acuti con sorprendente abilità. Terzo capitolo della serie, scritto da John Hughes. Seguito da Las Vegas — Una vacanza al casinò e da uno spin-off finito direttamente in homevideo.

Bersagli

Un attore di pellicole del terrore vorrebbe ritirarsi dalle scene perché si accorge che i suoi film non possono competere con gli orrori della vita di tutti i giorni. Nel frattempo un uomo apparentemente rispettabile perde la testa e si trasforma in un maniaco omicida. Eccellente esordio dietro alla macchina da presa di Peter Bogdanovich, regista cresciuto nella factory di Roger Corman (che produce il film con un budget piuttosto esiguo). Intelligente e (inevitabilmente) cinefilo. (andrea tagliacozzo)

Texasville

Seguito de
L’ultimo spettacolo
, diretto dallo stesso Bogdanovich vent’anni prima, con il quale la Leachman aveva vinto l’Oscar come migliore attrice non protagonista. Mentre la sua città, Amarene, sta per festeggiare il centenario della fondazione, Duane, petroliere in crisi finanziaria, ritrova un’antica fiamma, Jacy, appena tornata dall’Europa. Il film non regge di certo il confronto con l’impatto emotivo del precedente, ma è comunque degno di nota, anche grazie alle splendide prove di Jeff Bridges e Cybill Sheperd. Sottovalutato, sia in patria che all’estero.
(andrea tagliacozzo)

Freaked – Sgorbi

Dopo essere stato trasformato in un mutante, una giovane star tv finisce in un lager per mutanti gestito da un mad doctor (Quaid). Satira della tv e dello star-system di plastica (con la Shields che, come al solito, si offre al dileggio in un cameo), e insieme omaggio ai Freaks di Tod Browning, con tanto di rivolta finale. Tutto frullato nella superficialità sciocca di un horror per teen-ager, infarcito di effetti speciali plasticosi peraltro molto succulenti. Uno dei quei film che nascono come cult progettati a tavolino e che non lo diventano. Premio a chi riconosce Keanu Reeves sotto il trucco dell’uomo-cane. Musicofili all’erta: la canzone dei titoli di testa è di Henry Rollins, quella dei titoli di coda (sempre che non siano tranciati dalla pubblicità) la prima collaborazione tra Bill Laswell e George Clinton. (alberto pezzotta)

Texasville

Divertente sequel di L’ultimo spettacolo, da un romanzo di Larry McMurtry. Il tempo ha modificato alcuni personaggi in vere caricature, non c’è una trama, ma una serie di vignette, alcune migliori di altre: Potts è bravissima nel ruolo della moglie di Bridges, mentre la Shepherd recita tutto il film senza trucco, sembrando (realmente?) sempre peggio in ogni scena.

Independence Day

Spettacolare — e stupida — saga fantacientifica su truppe aliene che volano sulla Terra e progettano di attaccarla. Il presidente Usa (Pullman) cerca di capire qual è il modo migliore per combatterle, mentre la situazione cambia di ora in ora. Gli effetti speciali — importanti e premiati con l’Oscar — sono impressionanti, ma le storie dei protagonisti sono così stupide, la scrittura così zoppicante e qualche interpretazione così forzata che, a confronto, fanno sembrare brillanti alcuni stupidi film di fantascienza degli anni Cinquanta. Esiste anche una versione con 15 minuti in più. Super 35. Un Oscar agli Effetti Speciali e un’altra nomination.

The Ice Harvest

La vigilia di Natale, l’avvocato Charlie Arglist (John Cusack) si prepara a spiccare il volo da Wichita, nel Kansas, con un bel gruzzolo sottratto a un pezzo da novanta della malavita di Kansas City. Ma una serie di imprevisti mettono seriamente e rischio i su

Fuga di mezzanotte

Agli inizi degli anni Settanta, a Istanbul, un giovane americano prova a passare la dogana turca con addosso due chili di droga, ma viene scoperto e condannato a quattro anni di carcere. Le condizioni di vita all’interno della prigione si rivelano a dir poco allucinanti e il giovane, alla prima occasione, tenta la fuga. Primo lavoro importante di Alan Parker, all’epoca conosciuto solo per il divertente, ma tutto sommato modesto
Piccoli gangsters
. Tratto dalla storia realmente accaduta di Bill Hayes, il film è avvincente e di notevole impatto, specie per la brutalità con cui sono descritte le condizioni di vita dei prigionieri. Oliver Stone, autore della sceneggiatura (basata sul libro autobiografico di William Hayes), vinse l’Oscar nel 1977.
(andrea tagliacozzo)

Soldi ad ogni costo

A Montreal, un ragazzo ebreo cresce con l’ambizione di diventare tanto ricco da potersi comprare un pezzo di terra. Legatosi a una ragazza cattolica, il giovane, pur di raggiungere i suoi scopi, non si ferma davanti a nulla. Eccellente interpretazione di Richard Dreyfuss, giunto alla notorietà l’anno precedente con
American Graffiti
. La sceneggiatura, firmata da Mordechai Richler e Lionel Chetwynd, venne candidata all’Oscar.
(andrea tagliacozzo)

Dieci secondi per fuggire

Un industriale americano, vittima di un complotto, è accusato di omicidio e condannato a ventott’anni di reclusione in un penitenziario messicano. La moglie decide di liberarlo facendolo evadere con un elicottero. Per portare a buon fine l’operazione si affida a uno specialista. Discreto film d’azione – piuttosto violento, anche per i suoi standard – tratto dal racconto
Ten Second Jailbreak
di Eliot Asinof, Warren Hinckle, William Turner. Efficace, ma un po’ monocorde Charles Bronson.
(andrea tagliacozzo)

Pluto Nash

2087: Eddie Murphy è il proprietario di un night-club situato sulla Luna, in pericolo a causa di un boss della malavita che vuole trasformarlo in casinò. Costoso flop: paragonato a fiaschi storici come quelli di Howard the Duck e Ishtar, è stato il più grande fallimento al botteghino della carriera del comico afro-americano. Cammeo di Alec Baldwin.

Balle spaziali 2 – La vendetta

Mentre Mark, musicista di scarso successo, sta componendo un nuovo pezzo, la sua musica viene per errore trasmessa nello spazio, via satellite. Affascinati dalle note del brano, un nutrito gruppo di marziani piomba sulla Terra. Commedia a basso costo tutt’altro che divertente. Malgrado il titolo italiano (che in originale suonava come
Marziani tornatevene a casa!),
il film non ha nulla a che vedere con l’omonima pellicola di Mel Brooks.
(andrea tagliacozzo)

Paper Moon – Luna di carta

Spettacolo imbattibile che ritorna agli anni Trenta di Damon Runyon, in cui l’ex detenuto interpretato da O’Neal adotta senza volerlo una ragazzina (sua figlia nella realtà) già parecchio scaltra di suo. Tatum fece qui il suo debutto sullo schermo e vinse l’Oscar per la sua bravura nel rubare la scena; anche la Kahn è uno spasso nel ruolo di Trixie Delight. Sceneggiatura di Alvin Sargent, dal romanzo Addie Pray di Joe David Brown. In seguito ha generato una serie tv.

L’ultima corvée

Commedia drammatica di qualità superiore su due militari della marina con l’ordine di trasportare in carcere un prigioniero cleptomane. I dialoghi acuti e crudi di Robert Towne contribuiscono a dar forma a un personaggio fatto apposta per Jack Nicholson. Tratto da un romanzo di Darryl Ponicsan. Non perdete l’apparizione di Gilda Radner.

L’ultimo spettacolo

Acuto ritratto (tratto da un romanzo di Larry McMurtry, sceneggiato dallo stesso Bogdanovich) della vita in una cittadina del Texas negli anni Cinquanta e di come le esistenze dei protagonisti finiscono per intersecarsi. Johnson e la Leachman vinsero l’Oscar per la loro eccellente interpretazione, ma tutto il cast funziona benissimo. Ottima la fotografia in bianco e nero di Robert Surtees. Debutto cinematografico della Shepherd. Con un sequel: Texasville. L’edizione speciale rieditata da Bogdanovich nel 1990 include sette minuti di materiale originariamente tagliato.

Giorni di tuono

Cole Trickle, spericolato pilota di macchine da corsa, collauda con successo un nuovo potentissimo bolide. Durante una gara, l’auto di Cole e quella del suo avversario Rowdy Burnes rimangono coinvolte in un pauroso incidente. Il primo, grazie all’aiuto della dottoressa Claire Lewicki, riesce gradualamente a riprendersi, mentre il secondo è costretto ad abbandonare l’attività. Una sorta di Top Gun su quattro ruote (il regista e il protagonista sono gli stessi) che, come il precedente, non brilla certo per intelligenza e fantasia. Le sequenze delle corse sono spettacolari, ma da sole non bastano. (andrea tagliacozzo)

I segreti di Brokeback Mountain

I segreti di Brokeback Mountain

mame cinema I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN - STASERA IN TV scena
Una scena del film

Diretto da Ang Lee, I segreti di Brokeback Mountain (2005) racconta la storia di Ennis (Heath Ledger) e Jack (Jake Gyllenhaal), due cowboy che si incontrano nel Wyoming negli anni ’60. Entrambi hanno bisogno di un lavoro per la stagione estiva, quindi vengono assunti per condurre al pascolo un gregge di pecore nella località di Brokeback Mountain, un luogo di fantasia. I due non potrebbero essere più diversi: Jack è estroverso e solare, mentre Ennis è taciturno e chiuso in se stesso. Eppure, l’isolamento tra le montagne porta i ragazzi a cercare un contatto tra loro. Di conseguenza, nasce un sentimento reciproco che si rafforza giorno dopo giorno.

Tuttavia, l’estate volge al termine e i due uomini si separano, prendendo strade diverse. Ma, dopo diverso tempo, la vita li fa incontrare nuovamente. Che cosa succederà, quindi? Ognuno reprimerà i sentimenti che prova per l’altro o avranno il coraggio di stare insieme, nonostante tutto e tutti?

Curiosità

  • I segreti di Brokeback Mountain è stato il film con più nomination ai premi Oscar del 2006. Inoltre, ha ottenuto tre riconoscimenti per la Miglior regia, la Migliore sceneggiatura non originale e la Miglior colonna sonora.
  • In più, il film ha vinto quattro Golden Globe, quattro premi BAFTA e tre Critics’ Choice Award.
  • La pellicola ha debuttato alla Mostra internazionale del cinema di Venezia e ha vinto il Leone d’oro.
  • Il primo regista disposto a dirigere il film fu Gus Van Sant.
  • La pellicola si basa sul racconto Brokeback Mountain di Annie Proulx, uscito sul New Yorker nel 1997.
  • Fu offerta una parte nel film a Matt Damon, il quale però rifiutò. Anche Joaquin Phoenix non accettò di entrare nel cast.
  • Il regista, Ang Lee, ha dichiarato di aver utilizzato il reale imbarazzo degli attori protagonisti durante le scene intime per rendere più realistica possibile l’intensità emotiva del film.

La moglie del campione

Una sceneggiatura originale di Neil Simon decisamente poco affascinante su un rozzo campione di baseball che si innamora di una cantante. Noioso e sconnesso, pieno di musica mediocre — in breve, un bel pasticcio! L’allenatore è interpretato dal regista (ed ex attore) Martin Ritt.

L’ultimo inquisitore

Spagna 1972. Il pittore Francisco Goya (Skarsgard) è al culmine del successo quando la sua giovane musa, Ines (Portman), ingiustamente accusata di eresia, viene imprigionata e torturata. Per salvarla farà ricorso all’aiuto di Padre Lorenzo (Bardem), un enigmatico e potente religioso dell’Inquisizione spagnola, che sedurrà la giovane.

Questa terra è la mia terra

La vita del grande cantante folk Woody Guthrie, splendidamente interpretato da Carradine, in viaggio attraverso l’America degli anni Trenta: canterà per i perdenti e le vittime della grande depressione. Da Oscar la fotografia di Haskell Wexler e la colonna sonora di Leonard Rosenman. Ne esistono anche versioni più brevi: evitatele.

Follia d’amore

La regia inventiva di Altman prova a infondere vita in quello che non è altro che teatro filmato, l’indagine di Shepard su due ex amanti che si ritrovano inestricabilmente legati. Il problema più grande è destare interesse per questi personaggi. Coerente con il resto dell’opera di Shepard: se siete suoi fan, potreste far salire la nostra valutazione.