Romanzo popolare

Giulio, maturo operaio milanese, sposa Vincenzina, una giovane di Avellino che ha tenuto a battesimo diciotto anni prima. Attivamente impegnato nei sindacati, Giulio, durante uno sciopero, conosce un giovane poliziotto, Giovanni, del quale diventa un ottimo amico. Curiosa commistione tra commedia e melodramma che affronta con intelligenza l’incontro/scontro tra il Nord e il Sud. La sceneggiatura, oltre alla firma di Monicelli, porta quelle prestigiose di Age e Scarpelli. Colonna snora di Enzo Jannacci, che collaborò al film anche come consulente dei dialoghi (in dialetto milanese) assieme a Beppe Viola.
(andrea tagliacozzo)

Il commissario Pepe

Sulla base di alcune lettere anonime, il commissario Pepe fa partire un’inchiesta sulle perversioni e gli scheletri nell’armadio di una cittadina settentrionale. Ma ben presto si accorge di aver scoperchiato un verminaio. Quando la commedia all’italiana morì, alcuni dei suoi autori migliori tentarono degli affondi moralistici, di un cinismo piuttosto plumbeo ma capaci di rendere bene l’atmosfera di quegli anni (il più terribile di tutti, forse,
Un borghese piccolo piccolo
di Monicelli). Certo, ben altro che sessuali erano e sono le magagne d’Italia, eppure il tutto ha una sua inquietante credibilità. Questo è forse il primo film interessante di Scola, amarissimo e con un Tognazzi al suo massimo: se ne ricorderà forse Bertolucci per il suo «uomo ridicolo». Ottimi caratteristi (Dionisio, Cimarosa, Santercole) e particine per lo scrittore lombardo Umberto Simonetta e il gastronomo veneto Maffioli.
(emiliano morreale)

I compagni

Alla fine del secolo scorso, un gruppo di operai di una fabbrica di Torino, prendendo lo spunto da un grave incidente di lavoro subito da un compagno, decide di ribellarsi all’orario massacrante dei turni che comprende quattordici ore al giorno. Mastroianni, con barba e occhialini, è il rifugiato politico che da Genova arriva a Torino da un amico e vuole organizzare lo sciopero. Dettagliatissima e ambiziosa ricostruzione d’epoca, diretta con mano felice da un insolito Monicelli, autore della sceneggiatura assieme ad Age e Scarpelli. Nel cast una giovanissima e irriconoscibile Raffaella Carrà.
(andrea tagliacozzo)