Figli di un dio minore

Un giovane insegnante arriva in una scuola di audiolesi riscuotendo subito insperate soddisfazioni. Riesce perfino a vincere l’indifferenza di Sarah, una ragazza sordomuta addetta alle pulizie dell’Istituto, della quale a poco a poco s’innamora. Dal lavoro teatrale di Mark Medoff, un film commovente, indubbiamente ben realizzato, anche se eccessivamente calcolato a tavolino. La Matlin, realmente sordomuta, vinse l’Oscar 1986 come migliore attrice. Orso d’Argento al Festival di Berlino.
(andrea tagliacozzo)

Il capitalista

Ormai giunto alla terza età, un ricco uomo d’affari vorrebbe lasciare il suo ingente patrimonio ai discendenti di una sua vecchia fiamma. Per metterli alla prova, l’uomo si fa assumere sotto falso nome nel loro negozio. Commedia scacciapensieri senza troppe pretese interpretata da un ottimo cast. Una curiosità per gli appassionati: tra gli interpreti, in una piccola parte, c’è anche James Dean, quasi all’esordio (aveva fatto qualche comparsata in alcune produzioni di poco conto).
(andrea tagliacozzo)

The Faculty

Alla Herrington High c’è qualcosa che non va. Se ne accorge un gruppo di studenti: infatti i professori sono degli alieni che vogliono conquistare prima la scuola e poi il mondo, trasformando tutti in individui della loro specie. Sarà una lotta senza tregua.

Delirante ripescaggio della recidiva Cecchi Gori: esce ora in pochissime copie un film di tre anni fa che ormai in ogni parte del globo si trova persino sulle bancarelle dell’usato. Meglio tardi che mai, potremmo dire, ma sta di fatto che l’Italia sembra sempre più un paese del terzo mondo (senza maiuscole). Peccato che pochi riescano a vederlo, questo
The Faculty
, perché si tratta di uno spassosissimo fanta-horror che tritura di tutto: mille film del passato di genere, atmosfere scolastico-liceali, gore sopraffino, interpreti spiritosi e una certa bizzarria politicamente scorretta (la droga come strumento per eliminare il mostro). Rodriguez e lo sceneggiatore Kevin Williamson hanno dalla loro parte scaltrezza e consapevolezza di campo, e riescono a mantenere tutto sui binari mai dimenticati di una serie (da chiamare A o B a seconda dei gusti) che adesso sembra non esistere più.

Non siamo nei dintorni dell’orrore fritto e noioso di
Final Destination
o
Giovani Diavoli
, o di quello insipido e lesso di
Urban Legend
e soci, e nemmeno di quello metacinematografico di
Scream
da cui pure proviene Williamson, che qui ricorda (più che citare) con una gioia sbarazzina che risulta comunque simpatica.
The Faculty
ha intelligenza e brio da vendere, ed è esattamente quello che dev’essere: cinema di puro intrattenimento, che non manipola i meccanismi per creare qualcos’altro ma li utilizza per fortificarsi, come accadeva una volta. E al giorno d’oggi un film capace di irrobustire il genere stesso cui appartiene, con gran ritmo e notevole capacità, è un gioiello da custodire gelosamente.
(pier maria bocchi)

Carrie – Lo sguardo di Satana

Oppressa da una madre ossessiva e bigotta, Carrie è diventata una ragazza introversa e complessata, lo zimbello della scuola. La sensibile Sue, compagna di classe della giovane, convince il proprio ragazzo ad invitare Carrie, che non sa di essere in possesso di facoltà paranormali, alla festa di fine corso. Regia virtuosistica di Brian De Palma (da manuale l’uso estenuante del ralenti nella sequenza della festa), anche se la sceneggiatura, tratta dal libro di Stephen King, è tutt’altro che memorabile. Amy Irving, John Travolta e Nancy Allen torneranno, in film diversi, a lavorare con il regista (la Allen, nel ’79, diventerà addirittura sua moglie). (andrea tagliacozzo)

Lo spaccone

Il giovane Eddie Felson, che ha fatto del biliardo la sua unica ragione di vita, è così sicuro del suo talento da sfidare l’imbattibile Minnesota Fats. Ma l’impresa si rivela più ardua del previsto. Filmata in uno splendido bianco e nero (la fotografia valse un Oscar a Eugen Schüfftan), la pellicola ha il suo punto di forza nella superba interpretazione di Paul Newman. Gli tengono degnamente testa l’ottimo George C. Scott e Jackie Gleason. La sceneggiatura, tratta da un racconto di Walter Tevis, porta la firme del regista Robert Rossen e di Sidney Carroll. Newman, candidato agli Oscar, si vide soffiare la statuetta da Maximilian Schell (protagonista di
Vincitori e vinti
). Si rifarà nell’87 con Il colore dei soldi quando, tornato a vestire i panni dello stesso personaggio, riuscirà finalmente a vincere il premio.
(andrea tagliacozzo)

Trauma

Triti effettacci e artificiali spargimenti di sangue si sposano efficacemente in questo horror su una teenager traumatizzata (Argento) e un killer incappucciato che sega le teste alle sue vittime. Non un tipico trionfo di sangue alla Argento, ma i fan del regista non resteranno delusi. La versione homevideo, non censurata, dura 106 minuti.