Witness – Il testimone

Un bambino di otto anni, figlio di una giovane vedova appartenente alla comunità degli Amish, è l’unico testimone di un delitto. Nel corso delle indagini, l’ispettore John Book scopre che dietro all’omicidio si nascondono le losche trame di alcuni alti esponenti della polizia. Un thriller atipico e affascinante in cui Peter Weir si dimostra più interessato alle bucoliche e suggestive atmosfere che avvolgono la comunità Amish piuttosto che alla trama poliziesca vera e propria. Candidato a numerosi Oscar, il film riuscì ad aggiudicarsi solo il premio per la miglior sceneggiatura. (andrea tagliacozzo)

Gli anni spezzati – Gallipoli

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Frank, un giovane australiano con il pallino della corsa, si arruola nel contingente del proprio Paese e combatte la battaglia di Gallipoli in Turchia. Aggregato alle truppe dell’esercito inglese, si ritrova assieme ad altri coetanei, tra i quali il simpatico Archy, suo amico, con il quale condivide la passione per l’atletica oltre agli ideali. La dimensione intima e quella spettacolare si fondono alla perfezione in uno dei migliori film di Peter Weir. Splendido il finale sulle note di Jean-Michel Jarre e ottima interpretazione di Gibson e Lee. (andrea tagliacozzo)

Le macchine che distrussero Parigi

Gli scalcinati abitanti di Parigi (in Australia) mantengono l’economia locale provocando incidenti di auto e rivendendo i pezzi di ricambio e i rottami. Un’incostante commedia nera, con alcuni buoni momenti: un “must” per coloro che hanno seguito passo per passo la carriera di Weir, dagli esordi fino all’Olimpo. Titolo americano: The Cars That Eat People. Panavision.

L’attimo fuggente

Autunno 1959: all’Accademia Welton, in Vermont, c’è un nuovo insegnante di Lettere, John Keating, ex allievo del college. Gli studenti rimangono affascinati dai metodi anticonformisti del professore e, risvegliata la creatività, fondano la Società dei Poeti Estinti, riunendosi di notte in una grotta per declamare poesie. Un film indubbiamente commovente, dalla confezione quasi impeccabile, interpretato con la giusta dose di freschezza da un manipolo di giovani attori (tra i quali il futuro divo Ethan Hawke). Ottima anche la prova di Robin Williams. Oscar 1989, tutto sommato meritato, alla sceneggiatura di Tom Schulman. (andrea tagliacozzo)

Master & Commander – Sfida ai confini del mare

Durante le guerre napoleoniche, la nave inglese H.M.S Surprise viene attaccata dall’ Acheron, potentissimo vascello pirata francese che minaccia le baleniere del Regno Unito. Il Capitano della Surprise è Jack Aubrey, detto Jack il Fortunato, noto per il coraggio con cui affronta i nemici in battaglia. Lanciatosi all’inseguimento del pericoloso nemico, condurrà l’equipaggio dalle coste del Brasile a Capo Horn, attraverso il ghiaccio del Polo Nord e le bellissime spiagge incontaminate delle Galapagos. La caccia proverà l’abilità di Jack Lucky Aubrey nell’arte della navigazione ma allo stesso tempo porterà in superficie le sue debolezze di uomo: dovrà infatti scegliere se inseguire la gloria o salvare la vita del suo migliore amico, il medico della nave Stephen Maturin.
Master And Commander: Sfida ai confini del mare, è tratto dai romanzi di Patrick O’Brian, in particolare dagli omonimi Master And Commander e Sfida ai Confini del Mare. Gli «Aubrey/Maturin» (così chiamati dal nome dei personaggi principali) sono stati definiti dal New York Times, «i migliori romanzi storici che siano mai stati scritti». A intuire la potenzialità dell’opera di O’Brian fu, circa dieci anni fa, il produttore hollywoodiano Samuel Goldwyn Jr. Il film mescola momenti spettacolari ad altri più riflessivi e drammatici. Tecniche di navigazione, trucchi da lupi di mare, arrembaggi, vita di bordo, superstizioni: tutti gli ingredienti del perfetto romanzo marinaresco. Una manna per gli appassionati del genere. Le tempeste sono state realizzate combinando filmati reali a ricostruzioni al computer. Le navi sono piccoli gioielli. La 20th Century Fox ha addirittura acquistato l’ American Rose, una fregata a tre alberi in legno, riproduzione di una nave del XVIII secolo di cui sono state realizzate altre copie e miniature. Il vascello è stato posizionato in una gigantesca vasca di circa 25mila metri quadrati presso gli studi della Fox a Baja, in Messico, dotata del più grande meccanismo idraulico mai utilizzato per le riprese di un film. Sul piano economico, quindi, Master And Commander non è certo una produzione indipendente, vista anche la presenza di Russell Crowe. Un capitano che combatte come un «gladiatore» e allo stesso tempo vive una dolorosa lotta interna. Da una parte, la salvezza del suo equipaggio e del suo miglior amico, dall’altra la fame di gloria e successo. Per un momento viene accecato da una specie di sindrome napoleonica, è il condottiero che vuole andare avanti a tutti i costi. Poi una virata finale sul piano umano gli fa vincere la corsa più importante. (francesco marchetti)

The Way Back

Una notte del 1940, durante una bufera di neve, sette prigionieri scappano da un Gulag sovietico. Sono uomini liberi, ora, ma sono anche quasi certamente uomini morti … la loro fuga ha poche possibilità di riuscita, perché le terre che devono attraversare sono a dir poco spietate. Con poco cibo, nessun equipaggiamento a disposizione e senza avere idea della loro posizione, tantomeno della loro meta, questi uomini si avventurano in un viaggio che gli riserverà difficoltà e tragedie inimmaginabili.  Spinti dai soli istinti animali, sopravvivenza e paura, e affidandosi a tratti umani evoluti, compassione e fiducia, vivranno delle esperienze allo stesso tempo profonde e terribili, angoscianti ed estatiche. Nel corso della loro vicenda, seguiranno un solo, unico principio: andare avanti, andare avanti, andare avanti …

Fearless – Senza paura

Un uomo ha la sensazione che la sua vita, il suo aspetto e la sua intera ragion d’essere siano cambiati dopo il terribile incidente aereo al quale è sopravvissuto: non riesce più a rapportarsi con la sua famiglia, ma è attratto da un’altra superstite (Perez), che non riesce a sopportare la perdita del suo bambino nell’incidente. Scrittura e recitazione sopra la media, con Bridges (bravo come sempre) eguagliato dalla Rossellini (alla sua prova migliore, nel ruolo della moglie) e dalla Perez. Sceneggiatura di Rafael Yglesias, basata su un suo romanzo. Una nomination all’Oscar per Rosie Perez.

Picnic ad Hanging Rock

Cupo film d’atmosfera ambientato nel 1900 in cui tre collegiali e la loro insegnante scompaiono misteriosamente durante una gita in un giorno di sole. Lugubre e riccamente strutturato dal regista Weir; basato su un romanzo di Joan Lindsay. Rimontato da Weir nel 1998; quella versione è più corta di circa 7 minuti.

Green Card – Matrimonio di convenienza

Per ottenere la Green Card e restare negli Stati Uniti, il francese George sposa l’americana Bronte, che ha bisogno di un marito per ottenere un appartamento in quel di Manhattan. L’intenzione dei due è di non rivedersi più una volta celebrate le nozze, ma le indagini dell’ufficio immigrazione costringono George e Bronte a una convivenza forzata di qualche giorno. La trama sembrerebbe a prima vista banale. Peter Weir, invece, riesce a trarne una piacevole e raffinata storia d’amore, oltre ad evitare le trappole del facile sentimentalismo. Meno interessante, comunque, dei film del periodo australiano o di pellicole successive come Fearless . (andrea tagliacozzo)

Un anno vissuto pericolosamente

Nel 1965, un giornalista australiano è inviato a Giakarta, in Indonesia. Rovesciato il governo del presidente Sukarno, il potere cade nelle mani di Suharto, rappresentante dei generali di destra e il giornalista, pur di conoscere la travagliata realtà sociale e politica del Paese, mette più volte in pericolo la propria vita. Vigoroso dramma politico, ricco di ritmo e di tensione. Peter Weir riesce a ricreare il periodo e gli eventi con incredibile meticolosità, con un occhio allo spettacolo e un altro al punto di vista personale dei suoi protagonisti. Linda Hunt, che nel film interpreta i panni maschili di un fotografo nano, vinse un meritato Oscar come miglior attrice non protagonista. (andrea tagliacozzo)