Zorro

Il pacifista Miguel, nominato governatore della Nuova Aragona, viene misteriosamente ucciso. Il fraterno amico Diego giura di vendicarlo e, prendendone l’identità, assume la carica di governatore. Pur fingendosi un inetto damerino per non allarmare il tirannico colonnello Huerta, Diego all’occasione si trasforma nel leggendario Zorro. Dignitosa (ma tutt’altro che memorbile) versione nostrana delle gesta del celebre spadaccino. Alain Delon se la cava discretamente, anche se il Tyrone Power de
Il segno di Zorro
era davvero un’altra cosa.
(andrea tagliacozzo)

Il Gattopardo

Dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, forse il più celebre dei film di Luchino Visconti. Nel 1860, mentre anche in Sicilia spirano venti di rinnovamento sociale e politico, il principe di Salina vede mestamente crollare il suo vecchio mondo. Un lavoro imponente, estremamente raffinato, girato con un uso quasi pittorico dello schermo panoramico (inquadrature molto ampie, anche quando la sintassi cinematografica potrebbe imporre un primo piano). Indimenticabile la lunga sequenza del ballo che venne realizzato in ben 36 giorni di riprese. Vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes ex aequo con Seppuku di Masaki Kobayashi. (andrea tagliacozzo)

Bubù

Una ex operaia della filanda cerca di sottrarsi al fascino e allo sfruttamento di un mascalzone che la costringe a prostituirsi. Un anno dopo il successo di
Metello
, Bolognini torna a dirigere Ranieri e la Piccolo nella riduzione del romanzo «Bubù di Montparnasse» di Charles Philippe. Il risultato, però, è meno riuscito del precedente, malgrado l’accurata confezione e la bravura degli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

Tu la conosci Claudia?

Aldo, Giovanni e Giacomo conducono vite diversissime. Giovanni è metodico e ripetitivo e non comunica facilmente le sue emozioni. Sposato con Claudia, che lo tradisce, si interroga per circa cinque secondi al mese su di sé e la propria vita, giungendo alla conclusione che le cose vanno bene così come sono. Aldo, l’amante di Claudia, è un tassista pasticcione, sempre con la testa tra le nuvole, innamorato della vita e dell’amore, mentre Giacomo, un matrimonio fallito alle spalle, è depresso e in cura da una psicologa, la stessa di Claudia, di cui si innamora. Legati dall’amore per la stessa donna, i tre intraprenderanno un viaggio durante il quale scopriranno che…
Dopo il pasticcio americano de La leggenda di Al, John e Jack, il trio campione d’incassi torna in carreggiata con una commedia delle sue. Gag divertenti, un po’ di sentimento, una protagonista carina e simpatica ma tutt’altro che fatale e il gioco è fatto. Il problema è proprio questo: con la complicità del fido Massimo Venier, Aldo, Giovanni e Giacomo sembrano viaggiare con il pilota automatico. Una scena qualsiasi del loro nuovo film si incastrerebbe alla perfezione in uno qualsiasi dei primi tre lavori del trio. Ciascuno recita il ruolo cui ha abituato il pubblico fin dai tempi di Tre uomini e una gamba e, tanto per non smentire l’identificazione dell’attore con il proprio personaggio, ogni personaggio si chiama proprio come l’attore che lo interpreta. Una volta rassegnati all’assenza di novità sostanziali, il film è assolutamente piacevole, anni luce superiore a Il Paradiso all’improvviso di Leonardo Pieraccioni, campione d’incassi dello scorso Natale, di cui Tu la conosci Claudia? si appresta a prendere il posto. Paola Cortellesi se la cava egregiamente nel ruolo che un tempo sarebbe toccato a Marina Massironi, mentre Marco Messeri, Ottavia Piccolo e Sandra Ceccarelli sono un po’ sacrificati in particine che non gli rendono giustizia. Per farla breve: un film di Natale assolutamente dignitoso, inferiore a Tre uomini e una gamba e Chiedimi se sono felice ma superiore a Così è la vita. (maurizio zoja)

I mostri oggi

In sedici episodi caustici, vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell’Italia contemporanea. Perché passano gli anni, passano i decenni ma i difetti che affliggono l’Italia sono sempre gli stessi, qui illustrati in episodi divertenti, amari, grotteschi, fulminanti: cinismo, avidità, indifferenza, falso perbenismo, cialtroneria, vanità e via “difettando”.

Ciascun episodio, di durata e struttura diverse, ruota intorno a delle figure centrali, in genere caricaturali, che saranno interpretate da tre attori principali (Diego Abatantuono, Giorgio Panariello e Claudio Bisio), i quali compariranno sia alternativamente che insieme, così come in altri episodi con Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso e molti altri ancora…

Serafino

Il film narra le avventure di Serafino, un giovane e scanzonato pastore abruzzese. Questi, congedato anzi tempo dal servizio militare per insufficienza mentale, passa da un alcova all’altra alla ricerca della libertà assoluta. Indubbiamente un episodio minore della filmografia di Germi, superficiale e raffazzonato, in cui paradossalmente è proprio Celentano una delle poche note positive.
(andrea tagliacozzo)

Da grande

Un bambino di otto anni, sentendosi trascurato dai genitori, vorrebbe diventare subito adulto. Dopo aver espresso ad alta voce il suo desiderio, un misterioso fascio di luce lo trasforma in un corpulento quarantenne. Uno spunto singolare, svolto senza sbavature e con l’aiuto di un Pozzetto quasi sorprendente, perfettamente a suo agio nel ruolo del bambino troppo cresciuto. Il film fu realizzato quasi in contemporanea con il similare Big di Penny Marshall. (andrea tagliacozzo)

Sposi

Cinque coppie di sposi o aspiranti tali, che esplorano difficoltà, situazioni peculiari, desideri e fallimenti. Pellicola non esaltante, dal sapore minimalista e piccolo-borghese. È dedicata all’attore Nik Novecento, morto a soli 23 anni.