Cemento armato

Nell’afosa periferia romana, Diego (Vaporidis) e Asia (Crescentini) progettano di mettere su casa insieme, benché lui viva di espedienti e lei, più assennata, lavori solo di quando in quando come cameriera. Un giorno lui ripete una delle sue bravate: forza una colonna di auto ferme in coda con un motorino rubato, abbattendo a calci gli specchietti retrovisori. Fra le auto danneggiate c’è anche quella del Primario (Faletti), un potente trafficante di droga e palazzinaro, ben deciso a non lasciarla passare liscia a quel giovane sventato. In uscita col film anche il romanzo omonimo di Sandrone Dazieri (Mondadori).

Come tu mi vuoi

Giada è la classica secchiona sfigata. L’unica cosa che le riesce bene è superare brillantemente gli esami all’università. Riccardo è il suo esatto contrario: bello, ricco e tombeur des femmes ma con pochissima voglia di studiare. I due si incontrano per caso, si frequentano in virtù di una serie di lezioni private impartite da lei a lui e, incredibile ma vero, si innamorano. Ma Riccardo si vergogna di Giada di fronte ai suoi amici snob, salvo ricredersi quando il bruco si trasforma in una splendida e seducente farfalla grazie ai consigli di un guru del look. Peccato che Riccardo continui a fare la vita di prima, cambiando una ragazza ogni sera. La cosa, ovviamente, ferisce a morte la neobellissima Giada. Come andrà a finire?

Notte prima degli esami. Oggi

Newquel della fortunata commedia adolescenziale che ha visto esordire Fausto Brizzi alla regia nel 2005. Simona Crescentini prende il posto di Cristiana Capotondi; entrano nel cast Panariello e la Autieri ma ne esce Giorgio Faletti. Per il resto, tutto uguale ma diverso. Il primo film era ambientato alla fine degli Ottanta, mentre questo è contemporaneo. Con tanto di finale Mondiale. Cosa succede? Che dei giovani come tanti, di fronte alla prova della maturità, si amano o cercano di farlo, in mezzo a una società che lascia sempre meno spazio ai sentimenti.

 

Questa notte è ancora nostra

Massimo ha venticinque anni e non ha nessuna intenzione di far carriera nel ramo delle pompe funebri come il padre: nel frattempo però, tra una sepoltura e l’altra, sogna di diventare una rock star. Un giorno, tra le vie di Roma conosce Jing, una ragazza di origini cinesi nata e vissuta in Italia e tra i due nasce qualcosa: le differenze culturali saranno un problema all’inizio ma i due riusciranno a superarle grazie alla forza dei loro sentimenti.

Notte prima degli esami

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La trama
Un gruppo di compagni di scuola si accinge ad affrontare la Maturità. Siamo nell’estate del 1989. Luca (Vaporidis) vuole dire finalmente in faccia al temuto prof. Martinelli (Faletti) ciò che pensa di lui e delle sue terribili giacche. Dopo lo sfogo apprende tuttavia che sarà proprio l’insegnate di Lettere il membro interno all’esame. Da lui insomma dipenderà l’eventuale promozione. Il fortuito quanto provvidenziale furto della Simca 1000 del professore (soprannominato dagli studenti «la carogna»), apre tuttavia una possibilità di «redenzione», cui parteciperanno gli amici del cuore di Luca. Il giovane però è distratto da una ragazza sua coetanea, Claudia (Capotondi), conosciuta a una festa. Innamorato cotto, ignora che è figlia proprio della «carogna».
La recensione
Con tutto il dovuto rispetto, da Fausto Brizzi (classe 1968), qui al suo primo lungometraggio da regista, in precedenza sceneggiatore per Neri Parenti di vari Natali sul… (Nilo, India, Miami), non ci aspettavamo un capolavoro. Ma dobbiamo fare parzialmente ammenda, e volentieri, per una commedia adolescenziale senza pretese, recitata con freschezza e spontaneità, priva di eccessi caricaturali e con la giusta dose di leggerezza. Ciò che la rende particolare è l’ambientazione nel 1989, alla fine di quel decennio da molti amato e da altrettanti aborrito, che tuttavia sta tornando prepotentemente di moda, soprattutto in campo musicale. Ecco quindi giustamente citati i Duran Duran, Raf, Donatella Rettore, alcuni classici del genere «disco» e naturalmente il pezzo di Antonello Venditti (1984) che dà il titolo al film. Non c’entra nulla invece il micidiale Gioca Jouer di Claudio Cecchetto (datato 1981) ed è stato un piccolo sgarbo non piazzare neanche un accordo degli – per altri zuccherosissimi – Spandau Ballet, all’epoca idoli delle ragazzine almeno quanto Simon Le Bon e soci. È stato bello invece riprovare il brivido dell’irrintracciabilità dovuto all’assenza dei telefonini (all’epoca ancora un formidabile ritrovato della tecnica riservato a pochi «montati»; secondo alcuni, tra i quali lo scrivente, privo di futuro). Di raro sadismo la battuta, riferita allo scudetto (l’ultimo) vinto dall’Inter «Aò, stamo all’inizio di un grande ciclo».
A far da tutor alla frizzante nidiata di giovani attori (Nicolas Vaporidis, Cristiana Capotondi, Sarah Maestri, Chiara Mastalli, Andrea De Rosa ed Eros Galbiati) c’è Giorgio Faletti, che ha abbandonato il ruolo di autore di thriller di successo per tornare a respirare l’odore di benzina e popcorn del Drive In televisivo che lo lanciò. Qui però non c’è traccia dei personaggi grotteschi che ne fecero uno dei beniamini del pubblico, ma i panni di un insegnante deluso dalla professione e dalla vita che dignitosamente coltiva il rimpianto come i gerani sul balcone. Un ruolo accettato per amore del progetto che ne conferma però il poliedrico talento. Fanno anche parte del cast, con fugaci apparizioni, Valeria Fabrizi, un pimpante Riccardo Miniggio (Ric di Ric & Gian), Daniela Poggi ed Eleonora Brigliadori. Così, l’operazione nostalgia – a patto che abbiate tra i 30 e i 40 anni – è davvero completa. (enzo fragassi)

Tutto l’amore del mondo

Matteo, assieme ad alcuni amici, decide di intraprendere un viaggio alla scoperta delle città più divertenti e romantiche del mondo: da Barcellona a Parigi, ad Amsterdam, a Londra.
Il ragazzo, che fino a poco tempo fa aveva un carattere duro e poco incline all’amore, dovrà ricredersi: il viaggio ‘on the road’ lo porterà infatti ben presto a conoscersi meglio e ad innamorarsi, mettendo in discussione le proprie convinzioni.