xXx

Xander Cage è un amante del brivido, un campione degli sport estremi che si diverte a sfidare le autorità. Dopo l’ennesima bravata, Xander rischierebbe la galera, se non fosse per Augustus Gibbons, dirigente della segretissima NSA (National Security Agency), che vuole servirsi di lui per una importante e rischiosa missione a Praga. Xander dovrà infiltrarsi tra le fila di un’organizzazione chiamata Anarchy 99 che minaccia di distruggere il mondo. Il film di Rob Cohen avrebbe potuto chiamarsi «007 per caso». XXX è infatti una versione coatta e pompata agli estrogeni della serie di James Bond. Ma al contrario della saga tratta dai romanzi di Ian Fleming, che da almeno venticinque anni sembra incapace di sfornare un prodotto decente (l’ultimo episodio veramente riuscito, La spia che mi amava, risale al 1977), questo simpatico spoof funziona, diverte e ha la saggezza di spingere il pedale sul versante dell’azione inventandosi alcune sequenze di notevole impatto spettacolare (memorabile per follia ed esecuzione quella della valanga). Certo, la vicenda è formulaica e in alcuni momenti sfiora l’idiozia, ma ha il film ha il merito di non prendersi troppo sul serio, di stemperare tutto nell’ironia e, una volta tanto, di fregarsene altamente della verosimiglianza, soprattutto nella costruzione coreografica degli stunt e delle scene d’azione. E poi può contare sul carisma di Vin Diesel, film dopo film sempre più sicuro e sfrontato. Asia Argento non sfigura, almeno come presenza scenica, anche se sarebbe curioso vederla nella versione inglese, in presa diretta, dato che l’auto-doppiaggio non sembra averle giovato. (andrea tagliacozzo)

Wasabi

Hubert è un ispettore di polizia dal cuore tenero, ma dai modi un po’ bruschi. Gira per la città in stile
giustiziere
, rompendo nasi a chiunque, compreso il figlio del Prefetto di Parigi. Il suo capo gli consiglia una vacanza in cui rilassarsi e non pensare al lavoro, per poi tornare più sereno. Una telefonata dal Giappone lo riporta immediatamente a vent’anni prima, quando la donna della sua vita (mai dimenticata), Niko, lo aveva lasciato. Corre nel paese del Sol Levante per i funerali della donna e qui trova una bella sorpresa. Alla lettura del testamento scopre che Niko non lo ha mai dimenticato, un pericoloso intrigo mafioso e un inaspettato regalo… La solita coppia Besson-Reno (anche se qui il cineasta francese è in veste di sceneggiatore e produttore) ci regala una commedia d’azione frizzante e movimentata. Vedere Reno che vaga per la città con una ragazzina al seguito riporta la memoria al film
Leon
(1994), ma questa volta l’umore è diverso. In
Wasabi
si ride e ci si riesce soprattutto quando la figura del superpoliziotto è calcata in maniera surreale, facendo il verso al cinema di Hong Kong, ai polizieschi anni Settanta e a un Reno d’annata. Non è autoreferenzialità, ma autoironia.
(andrea amato)