Cose di questo mondo

L’adolecente Jamal e lo zio Enayat, leggermente più grande, mettono insieme le loro risorse per attraversare parecchi paesi, da un campo-profughi afgano fino a Londra. Viaggiano in camion, in treno e in nave, sorprendentemente con poche complicazioni: ma le poche che incontrano possono essere letali. Un film intrigante e senza copione, girato mentre i due protagonisti compivano effettivamente il tragitto, recitando se stessi: tutto ciò, insieme alla fotografia digitale, crea un potente senso realistico. Appassionante, a tratti quasi ipnotico, sebbene la parte finale resti evasiva. Digital Video Widescreen.

24 Hour Party People

Pellicola brillante, intensa, divertente ed evocativa sulla scena punk rock inglese di Manchester nei primi anni Settanta, e su uno dei suoi antesignani, che si racconta in maniera disarmante con sguardo in macchina (anche commentando il film stesso). Divertente anche se non si conosce molto del tema. Energico Coogan nel ruolo protagonista.

A Mighty Heart – Un cuore grande

Il 23 gennaio 2002 il mondo di Mariane Pearl è cambiato per sempre. Il marito Daniel, responsabile per il Sud dell’Asia del Wall Street Journal, sta facendo delle ricerche per ricostruire la vicenda di Richard Reid, l’uomo che tempo prima aveva cercato di far saltare un aereo imbottendosi le scarpe di esplosivo. Le sue indagini lo portano a Karachi, dove un intermediario aveva promesso l’accesso ad una fonte preziosissima. Quando Danny è uscito per andare all’appuntamento ha detto a Mariane che forse sarebbe arrivato tardi per la cena. Non è mai tornato. Questo film racconta la disperata ricerca di Daniel da parte della moglie Marianne. Tratto dal libro di Mariane Pearl Un grande cuore: La vita e la morte coraggiose di mio marito Danny Pearl.

Genova

La città di Genova rappresenta l’inizio di una nuova vita per Joe, professore universitario, e le sue giovani figlie; una famiglia statunitense che cerca di ricominciare dopo la tragica morte della madre. Mentre Kelly esplora con curiosità i misteri di questo nuovo mondo, Mary, la più piccola, “rivede” la madre aggirarsi per i vicoli.

The Road To Guantanamo

Quattro giovani inglesi di Tipton – un sobborgo di Birmingham – di origini orientali e fede islamica, decidono di recarsi in Pakistan per il matrimonio di uno di loro, Asif Iqbal (Arfan Usman), combinato dalla madre secondo le usanze. Hanno tutti più o meno vent’anni e disponendo di un po’ di tempo vanno alla scoperta di Karachi. Affascinati dal discorso di un imam, decidono, un po’ avventatamente, di varcare il confine con l’Afghanistan, dove già si odono i primi fragori di guerra. L’attacco alle torri gemelle di New York risale infatti a poche settimane prima. Animati dal desiderio di portare aiuto alla popolazione in fuga, si accodano in realtà a un reclutatore di aspiranti guerriglieri.
Quando capiscono di essere finiti in prima linea, è troppo tardi: uno di loro, Monir (Waqar Siddiqui) scompare per sempre senza lasciare traccia, Zahid – cugino pachistano di Shafiq (Riz Ahmed) – è gravemente ferito, mentre gli altri tre vengono fatti prigionieri dalle truppe dell’Alleanza del nord. Sopravvivono per miracolo a un primo durissimo periodo di detenzione in Afghanistan, venendo poi trasferiti nei campi di prigionia X-Ray e Delta, creati dagli americani a Guantanamo, sull’isola di Cuba. Trascorrono così oltre due anni, tra privazioni, interrogatori continui, torture psicologiche e fisiche. Sono accusati addirittura di comparire in un video accanto a Osama bin Laden e Mohammed Atta, il capo degli attentatori delle Twin Towers. La verità viene a galla solo quando i tre, sull’orlo della follia, confessano di essere ciò che non sono. Al processo che segue – al quale non possono partecipare – vengono finalmente riscontrate le loro versioni dei fatti, e cioè che nel periodo incriminato uno stava lavorando ai grandi magazzini e gli altri due si trovavano a Tipton in libertà vigilata per piccoli reati, con obbligo di firma. Saranno restituiti alle loro famiglie senza una scusa da parte di coloro che li avevano ingiustamente detenuti. 

Benvenuti a Sarajevo

Sguardo dolorosamente realistico e privo di sentimentalismo sui giornalisti a Sarajevo durante la guerra bosniaca. Un reporter della tv inglese, in particolare, rimane colpito dalla situazione in cui versano i bambini orfani e fa la propria promessa a una ragazzina (che poi porterà in salvo), mettendosi alla prova. Basato su una storia vera, raccontato con un’avvincente miscela di spezzoni dal vero e di repertorio. A tratti di difficile visione, ma di tutto rispetto. Super 35.

9 Songs

Un geologo britannico rimorchia una studentessa americana a Londra; tra un concerto rock e l’altro, si abbandonano al sesso. Ed è tutto qui, in questo monotono dramma erotico che presenta scene di sesso ritratte in modo realistico e vivido. Intende essere profondo, ma il risultato è profondamente noioso. Una versione alternativa dura 64 minuti.