Basta che funzioni

Woody Allen torna a New York con una commedia originale che racconta la storia di un irascibile misantropo (Larry David) e di una giovane, timida e suggestionabile ragazza del sud fuggita da casa (Evan Rachel Wood). Quando i genitori della ragazza (Patricia Clarkson e Ed Begley, Jr.) giungono a New York per salvarla, verranno velocemente e selvaggiamente risucchiati in inattesi intrighi sentimentali. Ma alla fine tutti capiranno che per trovare l‘amore ci vuole una giusta dose di fortuna abbinata alla capacità di riconoscere tutto ciò che potrebbe funzionare…

La filosofia é spicciola, ma Allen sa esprimerla senza cinismi, mostrando un’inedita condiscendenza alle complessità della vita (e del sesso). Tornando a girare a New York, ritrobva ambienti e bersagli noti, forse anche perché la prima stesura della sceneggiatura risale agli anni Sessanta. Il protagonista, Larry David, notissimo stand-up comedian e autore americano, qui è un alter ego perfetto di Allen.

 

Fino a prova contraria

Steve Everett, giornalista dell’«Oakland Tribune» con un debole per l’alcool e le donne, dopo la morte della sua collega Michelle prende in mano l’inchiesta sul condannato a morte Frank Beachum, della cui innocenza la donna era sicura. Frank inizia a indagare e scopre subito che le presunte certezze dei testimoni altro non sono che una fragile rete di pregiudizi razziali. A Venezia, nel corso del seminario organizzato dal festival, Clint ha spiegato chiaramente di che cosa tratta Fino a prova contraria : «È un film su gente che ha visto delle cose, ma non nel modo in cui sono accadute». Come dire: il film è sì un pamphlet contro la pena di morte, ma sviluppato nelle forme di un’analisi della visione che si erge, naturalmente, a testo teorico sul fare cinema eastwoodiano. Lo sguardo decostruisce le inquadrature della realtà preconfezionata dagli altri; il dovere morale del cineasta è vedere al di là di ciò che è socialmente accettato. È cosi: se lo sguardo fallace può dare la morte, quello del cinema salva. Fino a prova contraria è uno dei pochi esempi di cinema democratico non politicamente corretto in circolazione. Oltre a essere un dolente capolavoro su un paese che lentamente muore nei suoi figli che non hanno diritti. (giona a. nazzaro)

Jack

Un bambino nato prematuro, ma completamente sviluppato, invecchia a un ritmo quattro volte più veloce del normale. A dieci anni, con le caratteristiche fisiche di un uomo di quaranta, lascia la casa dove aveva vissuto per andare a scuola ed entrare in contatto con altri ragazzi della sua età per la prima volta nella vita. Williams è la scelta perfetta per il ruolo di questo uomo-bambino, ma la sceneggiatura non porta da nessuna parte. Esageratamente lungo, troppo adulto per i bambini e troppo ridondante per gli adulti; destinato a non soddisfare nessuno.

La fantastica sfida

Commedia demenziale sulla rivalità tra rivenditori di auto usate che porta a elaborare inconsueti e spettacolari piani per attrarre clienti. Spassosa sceneggiatura di Bob Gale e Zemeckis, che procura divertimento con idiozie ma è talmente ben congegnata che è difficile resistere. E ricordate: cinquanta dollari non hanno mai ucciso nessuno!

Corto circuito 2

Innocuo (ma troppo lungo) sequel, con il balbuziente Stevens e “Numero 5” (ora chiamato “Johnny Five”) che si imbattono nell’aspirante costruttore di giocattoli McKean e nel cattivo Weston. Va bene per i bambini, gli adulti si faranno qualche risatina qua e là.

Signori, il delitto è servito

Ispirato al
Cluedo
, il celebre gioco da tavolo. Negli anni Cinquanta alcune persone, tra loro sconosciute, si ritrovano in un lugubre castello del New England, dove sono stati invitati dal misterioso Mr. Boddy. Quando quest’ultimo viene assassinato, tra gli ospiti si scatena una ridda di accuse. Nel finale agli spettatori vengono proposte tre risoluzioni differenti dell’enigma. Il cast, composto da ottimi elementi, è affiatato, ma il film, a parte qualche singola trovata, è modesto e raramente riesce a divertire.
(andrea tagliacozzo)

Auto Focus

Bob Crane (Greg Kinnear) è il fortunato presentatore radiofonico del programma mattutino
Gene Krupa alla batteria… eh, no signori, era il sottoscritto ad avere in mano le bacchette,
nella Los Angeles del 1964. Crane è felicemente sposato e padre di due bambini, va a messa la domenica e conduce una vita ineccepibile. Il suo agente gli propone il ruolo principale in una puntata pilota di una nuova serie televisiva: una commedia ambientata in un campo di prigionia all’epoca della seconda guerra mondiale. Crane è dubbioso, ha paura del progetto, ma alla fine accetta e il programma diventa un cult, con il titolo
Gli eroi di Hogan.
Intanto la moglie scopre riviste pornografiche in garage e così viene alla luce la passione di Crane per le donne nude. L’incontro con un tecnico audio-video, John Carpenter (Willem Dafoe), cambierà completamente la sua vita, portandolo a una totale dipendenza per il sesso: «Un giorno senza sesso è un giorno sprecato». La sua popolarità, unita ai piaceri della carne e alla passione per la fotografia, fanno di Bob Crane un lascivo personaggio che manda all’aria la carriera e due matrimoni. Quasi nel baratro decide di abbandonare il suo amico di scorribande e di cercare di rimettersi in carreggiata. Ma una notte…
Auto Focus
è la vera storia di Bob Crane, tratta dal libro di Robert Graysmith
The Murder of Bob Crane.
Una pellicola vivace, dotata di humour e risvolti noir. Il decadimento morale di Bob Crane, abbinato al morboso rapporto con John Carpenter. E poi la sua ossessione maniacale per riprendere e fotografare i suoi amplessi. I due attori principali, Greg Kinnear e Willem Dafoe, appaiono molto credibili e ben calati nei personaggi. Ma la cosa migliore della pellicola, oltre alla storia, è la regia. Paul Schrader, man mano che la vicenda procede, cambia progressivamente metodo di direzione e di ripresa, arrivando in alcuni punti anche alla presa diretta. Interessante anche il lavoro fatto sulla fotografia del film. Si può vedere.
(andrea amato)

Teste di cono

Commedia sorprendentemente bonaria (e divertente) basata sugli skatches del Saturday Night Live degli anni Settanta. Dal pianeta Remulak, le Teste di cono giungono sulla Terra durante una sgangherata missione, e sorprendentemente si adattano alla vita borghese urbana. Un film per famiglie davvero divertente, che combina assurdità e inattese battute intelligenti. Divertenti cammei di un gruppo di star del Saturday Night Live, sia presenti che del passato. Attenzione a Drew Carey nel taxi. Aykroyd è anche co-sceneggiatore.

Corto circuito 2

Seguito del fortunato
Corto circuito
, diretto nel 1986 da John Badham. Caduto nelle mani di tre lestofanti, il robot Johnny 5 viene usato, a sua insaputa, per compiere una rapina ai danni di una banca. Una volta compiuta l’impresa, i criminali tentano di sbarazzarsi del complice meccanico riducendolo in un inerte ammasso di ferraglia. Al film, diretto con impassibile piattezza e interpretato da attori senza alcuna personalità, manca la verve, l’originalità (e, soprattutto, il divertimento) del primo episodio. Cynthia Gibb s’era fatta conoscere con la serie televisiva
Saranno famosi
.
(andrea tagliacozzo)

D.A.R.Y.L.

Daryl è un ragazzino dalle sembianze umane, ma dal cervello completamente computerizzato che gli fornisce straordinarie capacità. L’esercito l’ha creato in laboratorio per scopi militari, poi decide di distruggerlo. Ma il ragazzo riesce a fuggire. Solido prodotto d’intrattenimento, spettacolare, intelligente e ben costruito. (andrea tagliacozzo)

Le ragazze della terra sono facili

A Los Angeles, un disco volante piomba nella piscina di Valerie, una giovane e bella manicure. Dall’astronave spuntano tre alieni strani, ma del tutto innocui. Gli extraterrestri, che sotto un foltissimo strato di peli rivelano fattezze umane piuttosto piacenti, non hanno difficoltà ad adattarsi alle abitudini terrestri. Un film divertente, stravagante e colorato, quasi Pop, diretto da un regista proveniente dai video musicali (già autore dell’ambizioso ma poco riuscito Absolute Beginners). Jim Carrey all’epoca era pressoché sconosciuto.
(andrea tagliacozzo)

The Producers

Max Bialystock (Nathan Lane) è un produttore teatrale di mezza età, la cui carriera si trova ormai in un vicolo cieco: lo chiamano il più grande produttore di fiaschi di tutta Broadway e per finanziare i suoi spettacoli è costretto a vendere le sue prestazioni amorose a uno stuolo di aristocratiche vecchine. Ma un giorno incontra Leo Bloom (Matthew Broderick), un giovane contabile senza spina dorsale che, accidentalmente, gli propone un metodo sicuro per diventare ricchi: produrre il più grande flop della storia, che possa fallire già alla prima serata, così da poter scappare con i finanziamenti ottenuti. Ma come si fa a ottenere un fiasco sicuro? Elementare: scegliendo la peggior sceneggiatura del mondo e affidandola al peggior regista disponibile. La sceneggiatura in questione è presto individuata: si intitola
Primavera per Hitler,
un’esaltazione della figura del führer scritta da un pazzo nostalgico del Reich. Ai produttori non resta altro da fare che mettere in piedi lo spettacolo…

La recensione

Remake di
Per favore, non toccate le vecchiette,
primo successo di Mel Brooks risalente al 1968. Storia interessante di circolarità: nel 2001 è stato realizzato un adattamento teatrale in forma d