Una vedova allegra, ma non troppo

Un killer della mafia viene ucciso dal proprio boss che l’ha colto in flagrante con la sua amante. La moglie del primo, rimasta vedova, decide di trasferirsi con il figlio a New York, ignara d’essere costantemente controllata da due agenti dell’FBI. Una curiosa commedia che, dopo un inizio stentato, prende rapidamente quota anche grazie all’apporto degli interpreti, tutti in grande forma, tra i quali lo stralunato e divertentissimo Matthew Modine, nei panni di uno dei poliziotti, e la bellissima Michelle Pfeiffer. Bravi anche Dean Stockwell (candidato all’Oscar) e Mercedes Ruehl, i quali non di rado rubano la scena ai due protagonisti. Ottima la regia di Jonathan Demme che, come al solito, fa un buon uso della nutrita colonna sonora. (andrea tagliacozzo)

I guerrieri della notte

Nel famigerato quartiere del Bronx, durante una riunione fra tutte le bande di teppisti newyorkesi, viene assassinato uno degli indiscussi capi carismatici. La colpa ricade ingiustamente sul gruppo dei Guerrieri che si trova così al centro di una violenta caccia all’uomo da parte delle altre bande. Dal romanzo di Sol Yurick, un film che riesce abilmente a fondere l’azione con la sociologia sullo sfondo di una New York notturna dal volto inedito. Ottima la regia di Walter Hill, autore anche della sceneggiatura assieme a David Shaber. Durante la lavorazione del film, gli attori, scambiati per veri teppisti dagli abitanti del quartiere dov’era allestito il set, hanno avuto non pochi problemi.
(andrea tagliacozzo)

Non dirmelo…non ci credo

George, bugiardo patalogico, viene affidato alle cure del lestofante Eddie che, pur di uscire di prigione, si offre come volontario per alcuni servizi di assistenza sociale. George viene identificato da uno sconosciuto come il miliardario Abe Fielding misteriosamente scomparso. Eddie decide di sfruttare la situazione per trarne un grosso guadagno. Film poco divertente, nonostante gli sforzi degli interpreti (in quello stesso anno Mercedes Ruhel vincerà l’Oscar come migliore attrice non protagonista con
La leggenda del Re Pescatore
). Ritmo piuttosto fiacco. Si salvano solo un paio di gag.
(andrea tagliacozzo)

Big

Stanco di essere un ragazzino e di subire le imposizioni dei più grandi, il tredicenne Josh chiede a una strana macchina del Luna Park, raffigurante un mago orientale, di diventare adulto. La mattina dopo, con sua grande sorpresa, Josh si ritrova trasformato in un ragazzone di venticinque anni. Una piacevole commedia, realizzata in contemporanea con il similare
Da grande
di Franco Amurri. Tom Hanks, perfettamente a suo agio nel ruolo dell’adulto-bambino, si meritò una candidatura come miglior attore agli Oscar 1988 (la statuetta poi andò a Dustin Hoffman, protagonista di
Rain Man).
(andrea tagliacozzo)

A New York qualcuno è impazzito – Pubblifollia

Un pubblicitario, deciso a usare la più assoluta onestà sul lavoro, conia alcuni slogan che ai dirigenti dell’agenzia sembrano assurdi e privi di senso. Rinchiuso frettolosamente in un manicomio, il creativo registra un inaspettato trionfo quando una delle sue trovate, pubblicata per errore, ha un enorme successo. L’interpretazione dell’esilarante Dudley Moore assicura un minimo di divertimento a un film di per sé non eccezionale.
(andrea tagliacozzo)