Honolulu Baby

L’ingegner Colombo sta per essere licenziato dalla solita multinazionale, che tuttavia prima di notificargli la lieta novella decide di sbatterlo nel lontano Melancias, dove sono già scomparsi altri suoi sventurati colleghi. Qui però conosce un attempato amatore francese e viene presto raggiunto persino dalla moglie, che sembrava invece avergli dato il benservito. Sono almeno vent’anni che Maurizio Nichetti non incontra il favore del pubblico cinematografico, anche se in fondo – dai tempi di
Ho fatto splash
e
Rataplan
– è rimasto sempre lo stesso. Ed è forse per questo che, dopo l’immeritato insuccesso di
Luna e l’altra
, Nichetti è tornato sui suoi passi, riprendendo il personaggio dell’imbranato Alberto Colombo di
Ratataplan
e spedendolo (ben poco casualmente) in un luogo in capo al mondo dove è possibile ricostruirsi un’esistenza. Questo di
Honolulu Baby
è un Nichetti tenero e sentimentale, sempre abbastanza stralunato e imprevedibile, straordinariamente agile anche se fin troppo maturo e consapevole rispetto agli anni Settanta, quando sembrava un’appendice in carne e ossa dei cartoon di Bruno Bozzetto.
(anton giulio mancino)

Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico

La presenza della Melato, in un racconto di un sensuale gioco del gatto col topo, potrebbe far pensare a un altro Travolti da un insolito destino, ma qui siamo lontani anni luce: una commedia implacabilmente pesante su una ricca e sexy capitalista italiana che rapisce un famoso terrorista e cerca di ripagarlo con la sua stessa moneta… finché non si sente attratta da lui. Una “notte” che sembra non finire mai!

Sotto… sotto… strapazzato da anomala passione

Una vicenda ovvia, ma non divertente: la Lario si scopre attratta dalla sua migliore amica de Santis; il marito (Montesano), un sessista con un ego molto fragile, va comicamente fuori di testa. Incidentalmente, l’attore Wertmüller è il nipote della regista.