Storia di ragazzi e di ragazze

Nel 1936, a Porretta Terme, si festeggia il fidanzamento della figlia di piccoli proprietari terrieri con un giovane borghese di Bologna. In un’atmosfera festosa i numerosi invitati manifestano i reciproci sentimenti e le loro vicende personali. Tipico prodotto del periodo intimista di Pupi Avati: indubbiamente ben confezionato e con un cast di tutto rispetto, ma quasi stucchevole nel suo calligrafismo minimale. Nastro d’argento 1990 ad Avati per la miglior regia. (andrea tagliacozzo)

Diceria dell’untore

Al termine della seconda guerra mondiale, un reduce, gravemente malato ai polmoni, viene accolto in un sanatario. In un’atmosfera cupa e deprimente, l’uomo conosce, però, l’affascinante Marta, una ex ballerina che durante il conflitto era stata Kapò in un lager nazista. Dal romanzo omonimo di Gesualdo Bufalino, un melodramma spento, mai appassionante, a tratti perfino ridicolo, complice la mediocre regia e un cast non sempre all’altezza.
(andrea tagliacozzo)