Avventura a Capri

Yvonne, una giovane francese, vince un concorso e si reca a Capri per una breve vacanza. Durante il soggiorno, la ragazza incontra un barone caduto in disgrazia che, credendola facoltosa, le fa la corte. Ma Yvonne sembra più attratta da Mario, uno studente romano. Tipica commediola estiva degli anni Cinquanta, ingenua e prevedibile.
(andrea tagliacozzo)

Black Stallion

Opera prima del regista Carroll Ballard, prodotta da Francis Ford Coppola. Durante un viaggio a bordo di transatlantico, un ragazzo di undici anni socializza con uno splendido stallone nero. Una terribile burrasca sulle coste del Nord Africa provoca l’inabissamento della nave e il ragazzo, sul punto di affogare, viene miracolosamente tratto in salvo dal cavallo. Tratto da un classico di Walter Farley, un film spettacolare e commovente, splendidamente fotografato da Caleb Deschanel. Del film ne verrà realizzato un seguito nel 1983 (Il ritorno di Black Stallion di Robert Dalva) e una serie televisiva. (andrea tagliacozzo)

Enrico IV

Deludente aggiornamento della brillante satira pirandelliana sulla natura della follia e dell’illusione. In seguito a una caduta da cavallo, un nobiluomo si convince di essere l’imperatore Enrico IV… e se fosse vero? Gli interpreti fanno quello che possono per cavare qualche momento di lucidità dalla confusione, ma il risultato non è all’altezza.

Divorzio all’italiana

In Sicilia, un nobile, innamoratosi di una provocante sedicenne, pensa di liberarsi della moglie, donna noiosa e soffocante. Spinge questa nella braccia di un antico spasimante per poter poi sorprenderla in flagrante adulterio. Divertente satira dei costumi siciliani (che, nel ’65, ispireranno ancora Germi in
Sedotta e abbandonata
), il film vinse un meritato Oscar nel 1962 per la migliore sceneggiatura originale (firmata dallo stesso Germi con Ennio De Concini e Alfredo Giannetti).
(andrea tagliacozzo)

Don Bosco

Ormai vecchio e stanco, Don Bosco, che ha dedicato l’intera esistenza ai giovani, ricorda le sue provocatorie iniziative, nella Torino dell’800, tese a strappare i ragazzi al bieco sfruttamento dei padroni. L’attività del sacerdote, però, riceve l’aperta ostilità di molti personaggi altolocati. Didascalico e scontato, il film soffre molto dell’impostazione paratelevisiva della regia di Castellani. Cast dignitoso, ma svogliato.
(andrea tagliacozzo)

Reazione a catena (Ecologia del delitto)

Il non plus ultra degli horror ipercromatici di Bava, che ha influenzato film come Halloween e Venerdì 13. Alcune persone in case isolate vengono uccise una a una in modi raccapriccianti e fantasiosi. Chi ama Bava non lo fa per le sue storie, ma per la straordinaria padronanza della tecnica cinematografica, qui felicemente espressa. Noto anche negli Usa come Last House On the Left, Part II (anche se non c’entra niente con la prima parte), Bay Of Blood, e (per validi motivi), Carnage. 

Un giorno da leoni

Nella confusione che si è venuta a creare all’indomani dell’otto settembre 1943, tre giovani, riusciti miracolosamente a sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi, si uniscono a un gruppo di militari decisi a compiere una pericolosa azione di sabotaggio. Primo film importante di Nanni Loy – in precedenza già autore di lavori più «leggeri» come
Parola di ladro
,
Il marito
e
L’audace colpo dei soliti ignoti
. Alle prese con un progetto piuttosto complesso, il regista si dimostra un narratore puntuale ed efficace. L’anno dopo, Loy realizzerà
Le quattro giornate di Napoli
, ambientato più o meno nello stesso periodo storico. Sceneggiatura firmata dallo stesso Loy e da Alfredo Giannetti.
(andrea tagliacozzo)

Il medico della mutua

Un giovane e ambizioso medico seduce la moglie di un collega per ottenere la lunga lista di mutuati appartenente al quasi defunto marito della donna. Divertente (ma allo stesso tempo desolante, visto l’argomento) satira dell’ambiente ambulatoriale orchestrata con abilità dal regista Luigi Zampa e da un istrionico Alberto Sordi, perfettamente a suo agio nei panni dell’ambizioso ruffiano senza scrupoli. Un anno più tardi, l’attore romano tornerà ad indossare gli stessi panni in
Il prof. dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste, convenzionata con le mutue
.
(andrea tagliacozzo)

Il marchese del Grillo

Rievocazione della figura del Marchese Onofrio del Grillo, vissuto a Roma all’inizio dell’800. Il nobiluomo per vincere la noia frequenta spesso gli ambienti popolari. Un giorno in una bettola incontra il carbonaio Gasperino, completamente sbronzo, che gli somiglia come una goccia d’acqua. Se lo porta a casa e lo mette al proprio posto per farsi burla di parenti e amici che non si accorgono della sostituzione. In un ruolo cucitogli su misura, Sordi è perfettamente a suo agio, ma il film, pur con qualche momento riuscito e divertente, non è all’altezza di un regista come Monicelli.
(andrea tagliacozzo)

Un giorno in pretura

In un tribunale romano, durante un’intensa giornata, il pretore Lorusso passa in rassegna diversi casi: da un ladruncolo che per fame ha rubato dei gatti, al figlio di un ex deputato accusato di aver baciato una ragazza; da un caso di abbandono del tetto coniugale, a un altro di oltraggio al pudore. Memorabile soprattutto quest’ultimo episodio con Alberto Sordi che dà vita a uno dei suoi personaggi più famosi: Nando Mericoni, l’americano «de Roma».
(andrea tagliacozzo)

Nuovo cinema Paradiso

Nell’immediato secondo dopoguerra, in un piccolo centro abitato della Sicilia, il piccolo Salvatore, preso a benvolere da Alfredo, un anziano proiezionista, passa gran parte del suo tempo nell’unico cinema del paese. Quando il vecchio perde la vista in seguito a un incidente, il ragazzino prende il posto dell’uomo in cabina di proiezione. Un omaggio nostalgico al mondo del cinema e al modo con cui questo veniva fruito in un’epoca che sembra ormai remota, visto con gli occhi di un bambino. Indubbiamente ben confezionato sul piano puramente estetico-visivo, il film eccede furbescamente in sentimentalismi e stereotipi nostrani (che hanno fatto la fortuna della pellicola all’estero). Esistono due versioni del film: la prima, voluta da Tornatore, fu distribuita senza fortuna; la seconda, sensibilmente accorciata dal produttore Franco Cristaldi, riuscì a ottenere un grande successo che spianò la strada alla conquista (ampiamente immeritata) dell’Oscar come miglior film straniero.
(andrea tagliacozzo)

Destinazione Piovarolo

Nel ’22, essendosi classificato ultimo alle selezioni di un concorso delle Ferrovie dello Stato, Antonio La Quaglia deve accontentarsi di un posto come capostazione in uno sperduto paesino dove non passa più di un treno al giorno. In attesa di un nuovo trasferimento, il tempo passa e la società italiana attraversa continue trasformazioni. Una commedia agrodolce, ben interpretata da Totò, spesso spalleggiato da una straordinaria Tina Pica. Nello stesso anno, Paolella diresse Totò ne
Il coraggio.
(andrea tagliacozzo)