Uno scapolo in Paradiso

Uno scrittore, scapolo impenitente, realizza un’inchiesta sugli usi e costumi della donna americana. Finirà per trovare l’anima gemella. Piacevole (ma tutto sommato prevedibile) commedia diretta da un piccolo maestro del cinema di fantascienza di serie B. Scatenato Bob Hope, anche se la bravissima Janis Paige finisce spesso per rubargli la scena. (andrea tagliacozzo)

I peccatori di Peyton

Dal celebre romanzo di Grace Metalious, un ritratto al vetriolo di una cittadina di provincia americana. A Peyton Place, nel New England, un uomo arriva con la speranza di diventare il preside della locale scuola. Grazie all’interessamento della moglie di uno stimato avvocato, l’uomo riesce nel suo intento. Grande successo dell’epoca, oggi il film, sebbene indubbiamente ben fatto, appare piuttosto datato. Scontata la realizzazione di un sequel, girato quattro anni più tardi e intitolato
Ritorno a Peyton Place
.
(andrea tagliacozzo)

Controspionaggio

In Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale, la giovane Carla Van Oven, vedova di un eroe della Resistenza olandese, viene addestrata da Deventer, un ufficiale dei servizi segreti. La donna torna poi in patria per una pericolosa missione. Il fallimento di alcune azioni militari viene attribuito all’operato di un collaborazionista. Deventer sospetta di Carla, ma il traditore è un altro. Il carisma dei due interpreti (per la quarta ed ultima volta assieme sullo schermo) e i paesaggi olandesi sono le uniche cose interessanti del film.
(andrea tagliacozzo)

Lo specchio della vita

La figlia di una diva del cinema e quella della sua governante nera crescono insieme. Quest’ultima, che ha una carnagione molto chiara, si vergogna delle proprie origini e ripudia la madre. Ultimo film del maestro del melodramma americano, che nel realizzare il remake dell’omonimo film di John Stahl del 1934 firma il proprio testamento spirituale. Tutto sopra le righe, pieno di scene madri, il film intreccia i percorsi di una doppia discriminazione, razziale e di genere, sullo sfondo di quei conflitti di classe che il melodramma, perfino nella sua versione telenovela, sa porgere così bene. Il film viene realizzato quando Hollywood è al collasso, i conflitti sembrano impazziti e i generi non tengono più. Già il titolo e i titoli di testa, folli e coloratissimi, dichiarano il carattere di riflessione sul mondo di Hollywood, come molti altri crudelissimi capolavori del periodo (
Il bruto e la bella, È nata una stella, Viale del tramonto
). E la trovata geniale sta in fondo: i neri che nel film non abbiamo visto, rimossi come in tutto il cinema di Hollywood, appaiono tutti insieme, in un finale memorabile, sulle note di
Trouble of the World
cantata da Mahalia Jackson
(emiliano morreale)

Madame X

Tratto da un lavoro teatrale di Alexandre Bisson, più volte portato sul grande schermo. Holly Parker, sposata al ricchissimo Clayton Anderson, ha una breve relazione extraconiguale con Phil Benton. Durante un alterco con quest’ultimo, al quale ha comunicato l’intenzione di troncare ogni legame, la donna provoca accidentalmente la morte dell’amante. Un dramma a tratti stucchevole, ma ben sorretto dall’indubbio mestiere della Turner. Ultimo film di Constance Bennet, scomparsa il 24 luglio del 1965 in seguito a un’emorragia cerebrale.
(andrea tagliacozzo)

Il bruto e la bella

Un giovane e ambizioso organizzatore cinematografico, figlio di un produttore caduto in rovina, non esita a servirsi degli amici più cari e calpestare i sentimenti dei suoi collaboratori pur di raggiungere il successo. Ma il fiasco di un nuovo film, del quale ha voluto curare anche la regia, lo riduce sul lastrico. Uno straordinario melodramma sull’ambiente del cinema, tratto da un soggetto di George Bradshaw. Il giovane produttore è interpretato con grande vigore da Kirk Douglas: l’attore, candidato all’Oscar, si vide soffiare la statuetta da Gary Cooper (interprete di
Mezzogiorno di fuoco
). Il premio andò invece a Gloria Grahame (attrice non protagonista), a Charles Schnee (per la sceneggiatura), alla costumista Helen Rose e al team di scenografi.
(andrea tagliacozzo)