Mai dire mai

Connery torna a indossare i panni di James Bond a dodici anni di distanza da
Una cascata di diamanti
in un rifacimento di
Thunderball
. Inviato in una clinica per ritrovare la forma perduta, James Bond scopre che l’organizzazione criminale della «Spectre» vuole impadronirsi di due missili nucleari. L’agente 007 prende contatto con il ricco e misterioso Largo, presumibilmente a capo dell’intera operazione. Il film è lungo e noiosetto, senza contare che Connery, invecchiato e munito un vistoso parrucchino, è ormai fuori ruolo.
(andrea tagliacozzo)

La mia Africa

Il film, pluripremiato agli Oscar (film, regia, sceneggiatura, suono, musica, fotografia e scenografia), descrive il periodo africano della scrittrice Karen Blixen (nota anche con lo pseudonimo di Isak Dinesen). Proveniente da un’agiata famiglia danese, Karen si sposa con il nobile Bror Blixen. Stabilitasi in una fattoria del Kenya assieme al marito, la donna, constatato il fallimento del suo matrimonio, s’innamora di un affascinante avventuriero inglese. Nonostante il grande successo, non si tratta di uno dei migliori lavori di Sydney Pollack che in più di una occasione tende a scivolare nel calligrafismo turistico. Impeccabili, comunque, gli interpreti – in particolare la Streep e Klaus Maria Brandauer – e la splendida musica di John Barry (non a caso premiata con l’Oscar).
(andrea tagliacozzo)

La casa Russia

Il best-seller di John Le Carré adattato per il grande schermo dal commediografo e sceneggiatore Tom Stoppard. Un maturo editore inglese, costretto a diventare una spia per conto dei servizi segreti britannici e americani, va a Mosca per contattare la giovane Katya Orlova. La donna, che funge da tramite per un intellettuale in possesso di alcune preziose informazioni, rimane sentimentalmente coinvolta con l’editore. Ritmo lento e poca suspense per un atipico film di spionaggio in cui l’elemento più importante sembra essere la delicata storia d’amore tra i due i protagonisti.
(andrea tagliacozzo)