Lo stato dell’unione

Più attuale che mai, questa commedia drammatica di origine letteraria (adattata dalla pièce di Howard Lindsay e Russel Crouse) vede Tracy nei panni di un industriale che lotta per mantenere la sua integrità mentre viene inghiottito dai meccanismi della politica nella corsa alla presidenza. La Hepburn è sua moglie e la sua coscienza, la Lansbury una milionaria assetata di potere che sostiene la campagna, Van Johnson il sardonico manager della campagna. Grande intrattenimento.

Il mago della pioggia

Lancaster è in piena forma in questo ruolo di un carismatico carcerato che offre speranza a una cittadina del sudest degli Stati Uniti assediata dalla siccità e a una donna la cui vita è a un crocevia. La Hepburn è stupenda. L’opera teatrale di N. Richard Nash è stata in seguito trasformata in un musical a Broadway col titolo 110 in the Shade.

Le troiane

La tragedia di Euripide sulla promessa delle donne di Troia dopo la sconfitta dell’esercito della città riceve qui un trattamento sorprendentemente piatto (per quanto fedele), anche se nessun film che metta insieme quattro attrici così grandi può essere totalmente liquidato.

Indovina chi viene a cena?

L’ultimo film di Spencer Tracy, scomparso in quello stesso anno in seguito a un attacco di cuore. Una giovane bianca s’innamora di un coetaneo di colore e decide di sposarlo credendo di avere la sicura approvazione dei genitori. Ma questi ultimi, sebbene di estrazione liberale, esitano a dare il loro consenso. Una commedia interrazziale dai buoni propositi, ma dai toni fin troppo blandi, che affronta il tema in modo quasi semplicistico. Sebbene sia tratto da un soggetto originale, il film sembra inoltre avere un’impostazione teatrale, anche se i dialoghi sono sufficientemente brillanti da compensare la staticità dell’azione. La Hepburn, una spanna sopra gli altri interpreti, vinse il suo secondo Oscar. Una statuetta andò anche a William Rose per il soggetto e la sceneggiatura, ma il film era in lizza con dieci nomination.
(andrea tagliacozzo)

Mare d’erba

Un ricco proprietario terriero sposa una spigliata ragazza di città, ma le due diverse mentalità vengono presto a contrasto e turbano l’armonia familiare. I rapporti fra i due s’incrinano del tutto quando la donna, sedotta da un giudice, avversario del marito, ha un momento di debolezza e cede. Uno dei film più famosi della coppia Hepburn-Tracy, tratto da un romanzo di Conrad Richter, anche se non uno dei loro migliori, nonostante la prestigiosa regia di Kazan, qui al suo secondo film.
(andrea tagliacozzo)

Quando si ama

Preceduto da una fama di gran dongiovanni, un famoso direttore d’orchestra conosce una giovane compositrice. I due s’innamorano e, poco tempo dopo, si sposano. Tornato dal viaggio di nozze, il direttore riprende la vita a cui era abituato e la moglie, convinta del suo tradimento, lo abbandona. Melodramma fiacco e convenzionale, a tratti perfino ridicolo, che la Hepburn, all’epoca ventottenne, non riesce a salvare nonostante il suo innegabile talento.
(andrea tagliacozzo)

Scandalo a Filadelfia

Una ricchissima e bisbetica ereditiera di Filadelfia si divide dal marito decidendo di sposare un giovanotto semplice e ingenuo. Ma il respinto non si rassegna e, con l’aiuto di un giornalista, prova a riconquistare il cuore dall’ex consorte. Una delle migliori commedie sofisticate mai prodotte a Hollywood, splendidamente recitata dai tre protagonisti e da uno stuolo di ottimi caratteristi. James Stewart, nei panni del reporter, vinse l’Oscar nel 1940 come miglior attore. Una statuetta andò anche allo sceneggiatore Donald Odgen Stewart che aveva adattato una commedia di Philip Barry.
(andrea tagliacozzo)

Susanna

Un timido professore universitario viene perseguitato da una bella miliardaria, al seguito della quale finisce in Connecticut cercando di recuperare un osso di dinosauro e un finanziamento per le proprie ricerche. Uno dei capolavori della commedia sofisticata americana. Sofisticata, poi, fino a un certo punto: Hawks devasta tutto, mostra la lotta dei sessi mostrando con acida e acuta misoginia la supremazia femminile ma riconducendo tutto al regno animale: il finale – tra cani, leopardi e dinosauri – è un bestiario che porta il conflitto tra maschi e femmine fuori della civiltà. Magistrali, non c’è bisogno di dirlo, i due protagonisti, che si destreggiano in un campo minato di gag e di doppi sensi pesantissimi (comprensibili solo nella versione originale); e Katharine Hepburn, oltretutto, era davvero sexy. Esilarante e perfetto, un film brillantemente filosofico.
(emiliano morreale)

Piccole donne

Prima trasposizione sonora (dopo due realizzate all’epoca del muto, datate 1917 e 1918) del romanzo di Louisa May Alcott (ne seguiranno altre due, nel 1949 e nel 1994, non altrettanto riuscite). Le sorelle Jo, Meg, Amy e Beth sono unite da un grande affetto. Quando una delle quattro decide di sposarsi, la più grande, amareggiata, respinge una proposta di matrimonio e si trasferisce a New York. Bella la regia di Cukor, ma a mettersi in evidenza è soprattutto Katharine Hepburn, incontenibile nel ruolo di Jo. Il film vinse l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. Nel 1933, anche la Hepburn si aggiudicò una statuetta, anche se con un’altra pellicola:
La gloria del mattino
.
(andrea tagliacozzo)

Il diavolo è femmina

Una coppia di simpatici imbroglioni e una ragazza, figlia del più anziano dei due, vivono organizzando truffe ai danni di poveri sprovveduti. Mentre tentano un ennesimo raggiro ai danni di un pittore, la giovane finisce per innamorarsi dell’artista. Intelligente variazione sulla classica struttura della
screwball comedy
. Bravissima Katharine Hepburn, che veste panni maschili per quasi tutta la durata del film. Cary Grant ha un ruolo ingrato, simpatico ma immorale e negativo, anche se riesce a interpretarlo nel migliore dei modi. Il film non ebbe molto successo all’uscita, ed era costato moltissimo alla RKO, anche a causa del personaggio della Hepburn e del primo bacio fra donne apparso sugli schermi (la Hepburn travestita viene baciata da una ragazza che la crede un uomo, cameriera di una famiglia ricca che il trio vuole derubare).
(andrea tagliacozzo)

La principessa di Bali

Penultimo episodio (l’unico a colori) della lunga serie Road to… interpretata dal terzetto Hope-Crosby-Lamour dal 1940 al 1962. George e Harold, attori di vaudeville che vivono in Australia, vengono ingaggiati dal principe Klen Arok per per ripescare un tesoro affondato al largo dell’isola di Bali. Giunti a destinazione, dopo una serie di contrattempi, George e Harold apprendono dalla principessa Lalah, vera proprietaria del tesoro, che l’impresa è assai rischiosa. I due si innamorano dellla principessa, che è più incline a George, ancge se Harold… Moderatamente divertente. Gli episodi precedenti, però, erano decisamente migliori. Una carrellata di guest star da brivido. (andrea tagliacozzo)

Maria di Scozia

Nel 1561, Maria Stuarda diviene regina di Scozia e sposa Lord Darley, dal quale ha un figlio. Sua acerrima rivale è Elisabetta I, regina d’Inghilterra. Quando, alla morte del marito, Maria si risposa con Lord Botwell, la sovrana inglese approfitta della situazione per accusarla di aver organizzato l’uccisione del precedente consorte. Basato su un lavoro teatrale di Maxwell Anderson, un eccellente film storico diretto con grande senso dello spettacolo da John Ford (che però non fu molto soddisfatto del montaggio). La vicenda verrà portata nuovamente sullo schermo nel 1971 da Charles Jarrot, con Vanessa Redgrave nei panni che furono della Hepburn.
(andrea tagliacozzo)

Sul lago dorato

Gli anziani coniugi Norman ed Ethel Thayer lasciano la città per ritirarsi nella loro casa di campagna, sulle rive del Lago Dorato. In occasione dell’ottantesimo compleanno di Norman, i due vengono raggiunti dalla figlia Chelsea, con la quale il padre non ha mai avuto buoni rapporti. La donna è accompagnata dal nuovo fidanzato e dal giovane figlio di questi. Dalla commedia di Ernest Thompson (autore anche della sceneggiatura, che vinse l’Oscar), una storia che tende decisamente al mieloso, ma confezionata in maniera quasi impeccabile, in perfetto stile Hollywood. Anche Henry Fonda e Katharine Hepburn si aggiudicarono l’Oscar: il primo in precedenza ne aveva vinto solo uno (per giunta alla carriera), mentre per la seconda si trattava della quarta statuetta su dodici nomination.
(andrea tagliacozzo)