Witness – Il testimone

Un bambino di otto anni, figlio di una giovane vedova appartenente alla comunità degli Amish, è l’unico testimone di un delitto. Nel corso delle indagini, l’ispettore John Book scopre che dietro all’omicidio si nascondono le losche trame di alcuni alti esponenti della polizia. Un thriller atipico e affascinante in cui Peter Weir si dimostra più interessato alle bucoliche e suggestive atmosfere che avvolgono la comunità Amish piuttosto che alla trama poliziesca vera e propria. Candidato a numerosi Oscar, il film riuscì ad aggiudicarsi solo il premio per la miglior sceneggiatura. (andrea tagliacozzo)

Moonlight & Valentino

Una giovane donna non riesce ad accettare il fatto di essere rimasta improvvisamente vedova, nonostante il supporto della sua migliore amica, della giovane sorella e della ex suocera che le stanno accanto. Insolito soggetto trattato con abilità e imprevedibilità, anche se alcuni potranno trovarlo troppo parlato e/o artefatto nella sua eccentricità. La Perkins regala una straordinaria interpretazione. Ellen Simon (figlia di Neil) ha qui adattato una sua opera teatrale, basata sulla sua stessa esperienza. Peter Coyote compare, non accreditato, come marito della Goldberg.

Malice – Il sospetto

Un professore di un college del New England si sente minacciato e messo in ombra dall’arrivo in città di un grosso chirurgo che affitta una stanza da lui e sua moglie. La trama s’infittisce e diventa sempre più sciocca, in questo esile thriller sessuale interessante. Le buone performance aiutano a nascondre i buchi della trama fino all’epilogo, in cui tutto va a pezzi. Troppo surriscaldato e piuttosto assurdo.

Strange Days

Sgargiante ma disturbante miscela di azione futuribile e rilevanza sociale. Fiennes è uno spacciatore di registrazioni mentali di esperienze reali, di cui alcuni sono diventati dipendenti; poi incappa in una oscura cospirazione delittuosa che coinvolge i suoi clienti. Roboante e ambizioso, ma capace di catturare, a sprazzi, il brivido da assuefazione della realtà virtuale anche se la storia d’amore interrazziale tra Fiennes e la Bassett alla fine suona fasulla. Cosceneggiato da Jay Cocks e James Cameron. Super 35.

Il volto dei potenti

Complicato dramma ambientato nel mondo dell’alta finanza. Alla morte del marito, l’ex attrice Lee Winters diventa presidente del consiglio di amministrazione di una potente industria petrolchimica americana. Consigliata da un abile banchiere, la donna si mette in affari con un gruppo di finanziatori arabi. Assai confuso nella trama, a tratti perfino ridicolo, il film sembra diretto con aria distratta da Pakula, regista in passato abituato a ben altri livelli (
Tutti gli uomini del Presidente
).
(andrea tagliacozzo)

Target – Scuola omicidi

La moglie di un tranquillo commerciante americano viene misteriosamente rapita a Parigi. Marito e figlio si precipitano in Francia per cercare di ritrovarla. Tra un omicidio e un inseguimento, il ragazzo scopre che il padre ha un avventuroso passato da agente della CIA. Ingiustamente maltrattato dalla critica, il film, pur non essendo uno dei migliori lavori del regista, contiene non poche sequenze degne di nota. Più riuscito sul versante dell’azione, però, che sul profilo psicologico dei personaggi. Arthur Penn aveva già diretto Gene Hackman nel 1975 in
Bersaglio di notte
.
(andrea tagliacozzo)

Hanky Panky – Fuga per due

Uno stravagante architetto newyorkese viene coinvolto nella caccia a un nastro contenente un importante segreto militare. La sorella di un pittore, misteriosamente assassinato, aiuta l’uomo a sfuggire agli agenti della sicurezza nazionale e ad alcuni malavitosi fortemente interessati alla preziosa registrazione. Poco originale nello spunto (preso in prestito da
Intrigo internazionale
), piuttosto fiacco nella realizzazione, un film che non ha quasi nulla di realmente divertente, nonostante l’impegno di Gene Wilder e di sua moglie Gilda Radner. Nel 1981, Sidney Poitier aveva diretto Wilder in coppia con Richard Pryor nel più riuscito
Nessuno ci può fermare
.
(andrea tagliacozzo)

La vita a modo mio

Picaresco sguardo su un buono a nulla di provincia e sulla sua grande (e insana) famiglia di amiconi; dopo aver voltato le spalle alla sua vera famiglia anni addietro, ora si ritrova a passare del tempo con il figlio ormai cresciuto e il nipotino. In questo studio di caratteri dal fascino imprevedibile, un Newman irresistibilmente commovente è circondato da meravigliosi attori, incluso Willis nella parte della sua amichevole nemesi. Sceneggiatura di Benton, da un romanzo di Richard Russo. Elizabeth Wilson compare non accreditata nel ruolo dell’ex moglie di Newman.

D.A.R.Y.L.

Daryl è un ragazzino dalle sembianze umane, ma dal cervello completamente computerizzato che gli fornisce straordinarie capacità. L’esercito l’ha creato in laboratorio per scopi militari, poi decide di distruggerlo. Ma il ragazzo riesce a fuggire. Solido prodotto d’intrattenimento, spettacolare, intelligente e ben costruito. (andrea tagliacozzo)

The Family Man

Dopo aver lasciato (tredici anni prima) Kate per andare a studiare Londra, Jack Campbell è diventato uno spietato squalo di Wall Street. In attesa di condurre in porto una delicata fusione finanziaria, Jack costringe i suoi colleghi a rimanere in ufficio a fare le ore piccole anche la vigilia di Natale. A notte fonda, deciso a fare due passi, va a comprare del latte in un negozio di alimentari. Qui trova Cash, un afroamericano che in seguito a una lite col commesso coreano tira fuori una pistola. Jack riesce a ricondurre Cash alla ragione: parlando e straparlando, gli tiene pure una specie di arrogante lezione di vita. Ma Cash lo prende alla lettera e gli combina un micidiale scherzetto.

Un regista curioso, questo Brett Ratner. Specialista di commedie d’azione (
Rush Hour-Due mine vaganti
), compare in un gustoso cameo autoparodico in
Black & White
di James Toback. Sorprende quindi trovarlo alle prese con un mélo natalizio frankcapriano fotografato da Dante Spinotti, musicato da Danny Elfman e con tanto di Don Cheadle a fare le veci dell’angelo Clarence. La parabola dei buoni sentimenti è di una letale esemplarità, ma se è vero (come è vero) che di alcuni film si sa già tutto in anticipo e se è vero che – stando a Douglas Sirk – ciò che conta è vedere attraverso quali articolazioni giunge la sospirata parola «fine», allora bisogna dare atto a Ratner di aver costruito il suo intreccio con un certo acume (bello il cameo del padre di Robert Downey).

Evitando facili e moralistici manicheismi,
The Family Man
riflette amaramente sull’impossibilità di essere felici. Dopo la conclusione, forse, non resta altro da fare che sognare la vita che non si è avuta e pensare che sarebbe stata davvero «un’altra vita».
(giona a. nazzaro)

Una lama nel buio

Sam Rice, psichiatra, indaga per proprio conto sull’assassinio di uno dei suoi pazienti. Strada facendo, s’innamora dell’ex amante della vittima, Brooke, che potrebbe risultare tra i principali sospettati. Un omaggio non troppo riuscito ad Alfred Hitchcock da parte dell’autore di Kramer contro Kramer . Qualche buon momento di tensione e un cast di prim’ordine, ma la sceneggiatura ha troppi buchi per poter funzionare. (andrea tagliacozzo)