Uno strano caso

Rimasta vedova in giovane età, la quarantenne Corinne vive per ventitré anni nel culto del defunto marito. Questi riappare improvvisamente, reincarnato in un giovane che la donna si trova ad ospitare quasi casualmente nella propria abitazione. Un gradevole film, ben interpretato da Robert Downey Jr. e da Cybill Shepherd, che si rifà alle commedie sofisticate degli anni Quaranta, riuscendo in parte a ricrearne le atmosfere. (andrea tagliacozzo)

Weekend con il morto 2

L’anziano presidente di una società editrice muore stroncato da un infarto. Il giovane nipote, successore alla presidenza, deve rintracciare una ragazza che è stata vista fuggire seminuda dalla camera del defunto per comprarne il silenzio ed evitare uno scandalo. Il cast del film – fiacco e con una trama piuttosto esile – è impreziosito da numerosi e bravissimi caratteristi. Dalla MacLaine, reduce dalla splendida prova de
L’appartamento
, era comunque lecito aspettarsi di più.
(andrea tagliacozzo)

Weekend con il morto

I giovani Larry e Richard, da poco assunti in una società d’assicurazioni, individuano casualmente al computer un inghippo ai danni dell’azienda. I due comunicano la scoperta al principale che, per ricompensa, li invita a passare il fine settimana nella sua villa al mare. Ma i ragazzi ignorano che il capo, artefice della frode, ha deciso di eliminarli. Una commediola senza pretese, a tratti decisamente idiota, che è riuscita miracolosamente a ottenere un clamoroso successo, sia in patria che all’estero. Il seguito è addirittura peggiore. Il canadese Kotcheff ha fatto di meglio (come l’ottimo
Soldi ad ogni costo
con Richard Dreyfuss e
Cambio marito
, divertente versione aggiornata di
Prima pagina
realizzata l’anno precedente).
(andrea tagliacozzo)

La morte ti fa bella

Commedia nera su un’affascinante ed egocentrica star del cinema (Streep), ossessionata dal timore di invecchiare, e su una donna delusa (Hawn) che vuole vendicarsi di lei a ogni costo. Una parabola sull’assurdità degli eccessi, zeppa di effetti e condotta con scarso senso della misura, nonostante la Streep sia uno spasso nel ruolo dell’attrice piena di manie. Divertente anche il cammeo del regista Sydney Pollack nei panni di un medico di Beverly Hills. Oscar per gli effetti speciali.