Batman

Versione ultramiliardaria (sia per costi che per incassi) delle avventure del celebre personaggio dei fumetti creato da Bob Kane. A Gotham City, il miliardario Bruce Wayne, sotto le inquietanti e mascherate spoglie di Batman (l’uomo pipistrello), si erge a paladino della giustizia combattendo contro ogni genere di criminali. Il più pericoloso di questi è l’ironico ma diabolico Joker. L’impianto visivo orchestrato da Burton (e dallo scenografo Anton Furst, premiato con l’Oscar) è a dir poco affascinante, ma il film risulta piuttosto statico (quasi un pachiderma incapace di sollevarsi), ravvivato di tanto in tanto dai guizzi dell’istrionico Jack Nicholson. Tim Burton si farà ampiamente perdonare con il sequel, lo splendido
Batman, il ritorno
. Da dimenticare, invece, gli episodi successivi diretti da Joel Schumacher.
(andrea tagliacozzo)

Stranger Than Paradise – Più strano del paradiso

La semplice storia di un ragazzo qualunque, del suo migliore amico stupido e della cugina sedicenne arrivata in America dall’Ungheria. Una commedia on the road acclamata dalla critica che, alla peggio, è un po’ lenta; al meglio è originale, seducente ed estremamente divertente. Produzione indipendente sviluppata da un corto di 30 minuti. Sceneggiatura di Jarmusch, musica di Lurie.

Il piccolo diavolo

Esorcizzando una grassa parrucchiera posseduta dal demonio, un sacerdote americano si trova davanti a un piccolo e scatenato diavoletto, simpatico quanto irriverente e dispettoso. Ai colleghi del convento, il prete presenta lo strano essere, fonte inesauribile di guai, come suo nipote. Commedia ricca di momenti esilaranti, ma anche di grandi lacune e una struttura narrativa praticamente inesistente. La sceneggiatura del film, tutt’altro che esaltante, è firmata dall’attore toscano assieme a Vincenzo Cerami. (andrea tagliacozzo)

Daunbailò

Il terzo film di Jarmusch (anche sceneggiatore) è intrigante, divertente e leggero in ogni momento: uno sguardo su tre perdenti che finiscono insieme in carcere, e poi riescono a evadere. La vicenda acquista veramente vita quando entra in scena Benigni. Film dall’andamento pacato, fotografato in uno spettacolare bianco e nero da Robby Müller in Louisiana. I co-protagonisti Lurie e Waits hanno contribuito anche alla colonna sonora.

New Rose Hotel

A Tokyo c’è un gangster che assolda una prostituta italiana (Asia Argento) per sedurre un ingegnere genetico. Ma se ne innamora e… Dopo un capolavoro come
Fratelli
e un’operazione incerta ma a tratti folgorante come
Blackout
, Ferrara sconcertò tutti con questo film di fantascienza da camera tratto da William Gibson, tutto teorico, mentale e a tratti incomprensibile. Con certe atmosfere alla Alphaville, ma lavorando con il montaggio come un artista sperimentale, Ferrara costruisce una specie di film-truffa, con la storia che si arena, non va da nessuna parte, ricomincia uguale. Chi scrive l’ha visto una sola volta e ne porta un ricordo atterrito, oltre all’immagine di una Asia Argento molto hard. I fan si sono divisi: c’è chi lo giudica una bufala e chi il capolavoro estremo del regista. Chissà. Comunque, meglio le visioni di Ferrara che quelle di don Wim Wenders.
(emiliano morreale)