Tè e simpatia

Il sensibile Tom, studente di un college americano, ha gusti diversi rispetto ai suoi compagni e preferisce l’arte all’attività fisica. Schivato dagli altri studenti, che lo credono un omosessuale, il giovane trova conforto nell’amicizia di Laura Reynolds, l’attraente moglie del direttore, della quale finisce per innamorarsi. Minnelli tratta con molta intelligenza un tema scottante come quello della diversità, anche se non ha il coraggio (o la possibilità, viste le regole ferree di Hollywood) di osare più di tanto. Emozionante l’interpretazione di Deborah Kerr.
(andrea tagliacozzo)

La tela del ragno

Il dottor Stewart Melver dirige una clinica per malati di mente. Quando sua moglie suggerisce di cambiare la tappezzeria della biblioteca, nell’istituto si scatena un’aspra polemica: l’amministratrice è fermamente contraria, mentre Meg, la direttrice, pensa di affidare il compito di disegnare la nuova carta da parati a uno dei ricoverati, Steven. Tra i film meno riusciti del grande Vincente Minnelli, anche se lo stile raffinato del regista e alcune sue felici intuizioni narrative riescono ad aggirare le trappole del soggetto (tratto da un romanzo di William Gibson).
(andrea tagliacozzo)

Rivolta al Central Park

Dopo l’uccisione di un suo amico, un veterano del Vietnam, tornato dalla guerra duramente provato nella psiche, prende possesso del Central Park di New York. Le autorità cercano in tutti modi di stanarlo, ma l’uomo si difende usando le tecniche di combattimento apprese durante il conflitto nel Sud Est asiatico. Pellicola mediocre e confusa realizzata direttamente per il piccolo schermo. Una curiosità: nonostante l’ambientazione newyorchese, l’intero film è stato interamente girato a Toronto, in Canada.
(andrea tagliacozzo)

Il pozzo e il pendolo

Secondo adattamento (dopo
I vivi e i morti
dell’anno precedente) che Roger Corman trasse agli inizi degli anni Sessanta dai racconti di Edgar Allan Poe (seguito, l’anno successivo, da
I racconti del terrore
). Un giovane va dal marito della defunta sorella, proprietario di un lugubre castello, per conoscere le ragioni della morte della donna. L’angosciato vedovo gli confessa il timore che la donna sia stata sepolta ancora in vita. Sceneggiato da Richard Matheson, un horror elegante e stilizzato, con un raffinato uso dei set e del colore. Notevole la prova di Vincent Price, anche se un po’ teatrale e sopra le righe.
(andrea tagliacozzo)