Vagone letto per assassini

Movimentato giallo d’atmosfera con la polizia che dà la caccia a un folle omicida. Bella fotografia di Jean Tournier; buono l’intreccio originale, rovinato però dal doppiaggio. Basato su un romanzo di Sébastien Japrisot. Debutto alla regia di Costa-Gavras. CinemaScope.

Z – L’orgia del potere

Oscar per il miglior film straniero e per il montaggio, basato su fatti realmente accaduti e incentrato sull’assassinio politico di Montand e sulle sue agghiaccianti conseguenze. Troppo parlato, apprezzabile più per la sua attualità che non per le qualità cinematografiche, ma comunque avvincente. Buona la recitazione.

Les choristes – I ragazzi del coro

Un nuovo sorvegliante si presenta al lavoro in un riformatorio per ragazzi “difficili”, diretto da un uomo severo e poco illuminato. Organizzando un coro, riesce a dare coesione e speranza ai giovani allievi. Ben fatto ma scontato fin dall’inizio, il che diminuisce l’impatto emotivo. Il co-produttore Jacques Perrin è il direttore nella scena iniziale. Suo figlio Maxence interpreta Pépinot. Remake di La cage aux rossignols (1947). Due nomination agli Oscar (Milgior Film Straniero e Miglior Canzone).

Il popolo migratore

Cicogna bianca, Alsazia-Senegal, 4000 chilometri. Albatros urlatore, circumnavigazione della regione antartica, 30.000 chilometri. Pellicano bianco africano, Africa del nord-Mar Caspio, 4000 chilometri. Sterna artica, Islanda-Oceano Indiano, 18.000 chilometri… E via così. Ventisette specie di uccelli che migrano dal nord al sud per andare a riprodursi, per tornare dove sono nati, per sfuggire al freddo, per inseguire una speranza. Volano da un capo all’altro del mondo sorvolando gli oceani o i ponti di Parigi, la Muraglia cinese o i canyon americani, la foresta amazzonica o l’oasi del deserto del Sahara, l’Islanda o la Terra del Fuoco. Oppure accarezzando le Twin Towers di New York… Un lungo viaggio, affascinante, meraviglioso accompagnato solo da scarne didascalie che spiegano di che uccello si tratta, il Paese di partenza e quello di arrivo, la distanza che copre nel duplice viaggio di andata e ritorno. E come colonna sonora i versi, le urla, i sussurri degli uccelli (oltre alle musiche di Bruno Coulais e canzoni di Nick Cave). Jacques Perrin, l’autore di Microcosmos, il viaggio nel mondo degli insetti, ha girato un film-documentario incredibilmente bello. Quattro anni di lavoro, quasi cinquecento uomini (tra cui, 17 piloti, 14 operatori e decine di guide di alta montagna) divisi in sei troupe, 450 chilometri di pellicola girata, 30 miliardi di vecchie lire, cinquanta Paesi attraversati… Il tutto silenziosamente ripreso dal deltaplano, dalla mongolfiera, dall’aliante, dal paracadute. Immagini che lasciano a bocca aperta, perché gli attori (l’idea è venuta a Perrin guardando le sue oche in Normandia) volano certo, ma giocano, litigano, si riproducano, si sbranano, amoreggiano (fantastici i due cigni che intrecciano il collo sinuoso in una struggente scena che immaginiamo d’amore), combattono, hanno paura, ridono, piangono… Cigni, oche, albatros, sterne, gufi, pappagalli, pellicani, aquile, gru, cicogne… che lottano per la sopravvivenza (solo il cinquanta per cento di chi parte arriva a destinazione, gli altri sono annientati dalla fatica e dalle condizioni meteorologiche), che se la devono vedere con i fucili degli uomini (scene di bracconaggio senza commento), ma anche con gli altri animali, con il mare in tempesta, con la neve, con lo scioglimento dei ghiacci. Bellissimo, per sognare, per imparare, per capire i danni che l’uomo sta facendo. Il film sosterrà una campagna di raccolta fondi di Wwf e Lipu (Lega italiana protezione uccelli) per aiutare le iniziative antibracconaggio nelle Valli bresciane e nello Stretto di Messina. (d.c.)

L’enfer

Sophie, Ane e Celine sono tre sorelle. Da bambine hanno subito un terribile trauma che le ha segnate profondamente. Ora, da adulte, vivono le proprie vite l’una lontana dall’altra ma nessuna riesce a rimuovere il doloroso ricordo.
L’arrivo di un uomo però cambierà le cose e le tre sorelle riusciranno a riavvicinarsi e superare il passato

L’inferno

Sophie, Ane e Celine sono tre sorelle. Da bambine hanno subito un terribile trauma che le ha segnate profondamente. Ora, da adulte, vivono le proprie vite l’una lontana dall’altra ma nessuna riesce a rimuovere il doloroso ricordo.
L’arrivo di un uomo però cambierà le cose e le tre sorelle riusciranno a riavvicinarsi e superare il passato

Nuovo cinema Paradiso

Nell’immediato secondo dopoguerra, in un piccolo centro abitato della Sicilia, il piccolo Salvatore, preso a benvolere da Alfredo, un anziano proiezionista, passa gran parte del suo tempo nell’unico cinema del paese. Quando il vecchio perde la vista in seguito a un incidente, il ragazzino prende il posto dell’uomo in cabina di proiezione. Un omaggio nostalgico al mondo del cinema e al modo con cui questo veniva fruito in un’epoca che sembra ormai remota, visto con gli occhi di un bambino. Indubbiamente ben confezionato sul piano puramente estetico-visivo, il film eccede furbescamente in sentimentalismi e stereotipi nostrani (che hanno fatto la fortuna della pellicola all’estero). Esistono due versioni del film: la prima, voluta da Tornatore, fu distribuita senza fortuna; la seconda, sensibilmente accorciata dal produttore Franco Cristaldi, riuscì a ottenere un grande successo che spianò la strada alla conquista (ampiamente immeritata) dell’Oscar come miglior film straniero.
(andrea tagliacozzo)