Per amore di Lily

Nel tentativo di ottenere un ruolo importante nel nuovo film scritto dalla moglie, un attore egocentrico e non più giovanissimo con un abile travestimento si spaccia per un giovane collega italiano. E, non contento, continua il diabolico scherzo corteggiando la propria consorte. Pallido tentativo di resuscitare la commedia sofisticata. Plummer e la Smith (premio Oscar nel ’78 per
California Suite
) s’impegnano al massimo, ma il risultato è poco più che mediocre. Lo spunto ricorda da vicino quello di
La mia geisha
(1962) di Jack Cardiff.
(andrea tagliacozzo)

Nuda sotto la pelle

Certe stranezze accadono anche a Cardiff. Una favola moderna, di gusto psichedelico-esistenzialista, su una donna che lascia il marito e in sella alla motocicletta fa visita all’ex amante. Dal romanzo di André Pierye De Mandiargue. Ritoccato rispetto alla versione incensurata, intitolata Naked Under Leather.

La mia geisha

Un regista, sposato a un’attrice affermata, è convinto che il successo dei suoi film dipenda soprattutto dalla costante presenza della celebre consorte. Deciso a fare a meno della moglie per la sua nuova versione della Madama Butterfly, l’uomo parte per il Giappone. Ma l’attrice, perfettamente truccata da orientale, riesce a ingannare il marito e ottiene la parte. Un film poco convincente, nonostante gli sforzi dell’ottimo cast e uno spunto originale. La storia è vagamente ispirata ai rapporti della MacLaine con l’allora marito Steve Parker, produttore del film. Sceneggiatura di Norman Krasna. (andrea tagliacozzo)

Il magnifico irlandese

Dall’autobiografia di Sean O’Casey. Nell’Irlanda degli inizi del secolo, l’operaio John Cassidy aspira a diventare scrittore di teatro. Impegnato in prima linea nella lotto contro l’occupante britannico, il giovane trova difficoltà a far rappresentare la sua opera. Il film venne iniziato da John Ford che, per problemi di salute, fu costretto a passare la mano al collega Jack Cardiff. L’influenza del maestro, comunque, si sente. La pellicola è degna di essere ricordata anche per l’ottima interpretazione di Rod Taylor. (andrea tagliacozzo )