Settimo velo

Superbo dramma psicologico con la pianista Todd lasciata in affidamento al nevrotico cugino Mason. Lo psichiatra Lom userà l’ipnosi per far riconquistare alla Todd il suo benessere professionale e personale. Tre protagonisti di prima categoria in uno dei film chiave britannici degli anni Quaranta. La sceneggiatura di Muriel e Sydney Box vinse l’Oscar.

Guerra e pace

Il complicato romanzo di Tolstoj perde molta della sua forza, diventando prolisso e troppo semplificato. Il cast di tutte stelle e le spettacolari scene di battaglia (dirette da Mario Soldati) non possono compensare una sceneggiatura rozza (alla quale hanno contribuito sei autori tra i quali anche il regista Vidor) e alcuni marchiani errori di casting. Rifatto con molto più successo nel 1968. VistaVision.

Il mistero della signora scomparsa

A Firenze, Bob, giovane e piacente meccanico, oltre ai motori ha un’altra grande passione: quella per le ragazze. La passione è tanto grande da costringerlo a dividersi tra cinque conquiste differenti. Prima o poi, però, il giovane dovrà fare i conti con ognuna di loro. Dall’omonimo romanzo di Vasco Pratolini, uno dei migliori esempi del cosiddetto «neorealismo rosa», divertente e ben interpretato da uno stuolo di giovani attori.
(andrea tagliacozzo)

Charleston

Charleston, un simpatico lestofante che si avvale della collaborazione di quattro abili compari, decide di truffare un miliardario americano. Questi, dopo aver tentato inutilmente di affondare la sua nave da crociera per riscuotere l’indennizzo dell’assicurazione, vorrebbe vendere l’imbarcazione. Tipico prodotto del cinema popolare italiano degli anni Settanta: scontato, ma tutto sommato dignitoso e piacevole, anche grazie alla carismatica presenza di Bud Spencer. Herbert Lom è noto al grande pubblico come l’ispettore capo Dreyfus della serie
La pantera rosa
.
(andrea tagliacozzo)

La zona morta

Dall’omonimo best-seller di Stephen King. Un giovane insegnante rimane vittima di un incidente stradale ed entra in coma, riprendendo conoscenza solo cinque anni più tardi. Dopo una lunga riabilitazione, il giovane scopre di avere acquisito poteri paranormali che gli permettono di predire eventi. David Cronenberg abbandona gli effetti truculenti dei suoi horror precedenti per dare maggior rilievo ai risvolti psicologici ed emotivi del protagonista, interpretato da un bravissimo Christopher Walken. Un film intelligente, a tratti persino toccante. (andrea tagliacozzo)

Il grande pescatore

Epico dramma religioso, ispirato alla vita di S. Pietro così come viene raccontata nel romanzo di Lloyd Douglas. L’ultimo film girato da Borzage è a tratti noioso, e non particolarmente ispirato. La versione originale durava 184 minuti, e fu poi tagliata fino a 160. Super Panavision 70.

Spartacus

Lo schiavo Spartaco, spedito alla scuola dei gladiatori, si dimostra uno di migliori elementi. In seguito, l’uomo si pone alla testa degli schiavi che, ribellatisi ai romani, si organizzano in un esercito e tentano di raggiungere la libertà. Kubrick, che aveva lavorato con Douglas in
Orizzonti di gloria
, sostituì il regista Antony Mann a riprese già iniziate. E lo fece nel migliore dei modi. Non è il suo film migliore, ma dal punto di vista stilistico è nettamente superiore ai kolossal dell’epoca. Sceneggiatura «politica» (tra le righe e non) scritta da Dalton Trumbo, che tornò a poter usare la sua firma dopo essere stato per lungo tempo sulla lista nera del Senatore McCarthy (quello della «Caccia alle streghe» anticomunista).
(andrea tagliacozzo)

La setta

Mentre si trova a bordo della sua auto, Miriam, giovane maestra di Francoforte, investe un uomo molto anziano. La ragazza decide di portare il vecchio, ancora in stato confusionale, nel suo cottage. Ma ignora che l’uomo è il capo di una pericolosa setta satanica. Il regista Michele Soavi, allievo di Dario Argento (che figura tra gli sceneggiatori del film), sembra incapace di governare la materia narrativa. Il risultato è un horror senza capo né coda, incomprensibilmente apprezzato da alcuni critici nostrani. Alcune scene sono semplicemente disgustose; altre involontariamente comiche e grottesche.
(andrea tagliacozzo)

Uno sparo nel buio

Peter Sellers torna a indossare i panni dell’imbranatissimo ispettore Clouseau, indossati in quello stesso anno ne
La pantera rosa
. A Parigi, viene ucciso l’autista di un uomo molto ricco. La responsabile del delitto sembra essere la giovane cameriera Maria Gambrelli. Ma l’ispettore Clouseau, rapito dalla bellezza della ragazza, si fa in quattro per dimostrarne l’innocenza. Il miglior film della serie e, in assoluto, il capolavoro di Edwards e Sellers (con
Hollywood Party
). Quasi tutte le gag – proposte a valanga, con un ritmo variabile, non sempre velocissimo come vuole la tradizione dello
slowburn
, ovvero della trovata comica cucinata a fuoco lento – sono irresistibili.
(andrea tagliacozzo)

Il fantasma dell’Opera

Un compositore, orrendamente sfigurato in volto, cerca d’impedire la rappresentazione di un’opera di sua creazione,
Giovanna d’Arco
, che viene ingiustamente attribuita a un autore senza scrupoli. Terza versione cinematografica della nota storia di Gaston Leroux (la prima, con Lon Chaney, risale al 1925) questa volta realizzata con un budget piuttosto considerevole dalla Hammer, casa di produzione inglese specializzata in horror. Più elaborato rispetto ad altri prodotti della stessa compagnia, il film comunque offre pochi momenti di vero terrore.
(andrea tagliacozzo)

La pantera rosa sfida l’ispettore Clouseau

Impazzito a causa dalle disastrose imprese dell’ispettore Clouseau, Dreyfuss, ispettore capo della polizia francese, finisce in manicomio. Riuscito a fuggire, l’uomo rapisce l’inventore di un raggio capace di disintegrare un oggetto di qualsiasi dimensione e, con la minaccia di colpire svariati obiettivi, esige da tutte le nazioni del mondo l’eliminazione di Closeau. Quinta puntata della fortunata serie iniziata nel ’64 dallo stesso Blake Edwards. Il tasso di novità è praticamente pari allo zero, anche se il film risulta comunque esilarante, grazie a un Peter Sellers in forma strepitosa e al gran numero di gag orchestrate dal regista.
(andrea tagliacozzo)

Tiara Tahiti

Durante la guerra, un colonnello fa radiare dall’esercito un capitano, colpevole solo d’essere il nipote del suo vecchio e invidiato principale. I due si ritrovano anni dopo a Thaiti, dove il primo, divenuto un ricco industriale, vorrebbe costruire un albergo di lusso sull’isola. Mediocre miscela tra dramma e commedia, anche se James Mason e John Mills offrono al film un’interpretazione d’alta classe.
(andrea tagliacozzo)

Allan Quatermain e le miniere di Re Salomone

Sulla falsariga del più celebre
Indiana Jones
, gli autori del film riaddattano un personaggio inventato anni prima da H. Rider Haggard. L’avventuriero Allan Quatermain viene reclutato da una bella ragazza per salvare il padre di costei, un anziano archeologo caduto nella mani di loschi criminali che vorrebbero carpirgli il segreto delle miniere di re Salomone. Soporifero e mediocre, nonostante la regia di un mestierante di grande esperienza come Jack Lee Thompson.
(andrea tagliacozzo)