La croce di fuoco

In Messico, durante la rivoluzione, il governo locale perseguita i religiosi. Solo un mite ma coraggioso sacerdote sceglie di sfidare il potere, deciso a restare nel paese a qualsiasi costo. Adattamento cinematografico de
Il potere e la gloria
di Graham Greene, dal quale sono stati eliminati diversi elementi scabrosi. Un film minore di John Ford, anche se non privo di pregi (tra i quali la splendida fotografia di Gabriel Figueroa). Henry Fonda aveva lavorato per la prima volta con John Ford nel 1939 interpretando il giovane Abramo Lincoln in
Alba di gloria.
(andrea tagliacozzo)

Non è più tempo d’eroi

Nel novembre del 1942, un tenente della Marina americana, addetto alle comunicazioni, viene aggregato a un reparto britannico di stanza in un’isola delle Nuove Ebridi. Assieme a un commando di dodici uomini, l’ufficiale partecipa a una missione altamente pericolosa. Un film bellico efficace e polemico, in pratica una dura e violenta requisitoria contro la guerra. Grande regia di Aldrich, come al solito privo di frivoli, e ottimo il cast. (andrea tagliacozzo)

Meteor

Una meteora di gigantesche proporzioni si dirige verso la Terra. L’imminente disastro potrebbe essere evitato con dei missili da 100 megatoni progettati dal dottor Paul Bradley. Per ordine del generale Adlon, però, le testate nucleari sono puntate contro l’Unione Sovietica. Bradley, contrariando l’ufficiale, invoca la collaborazione dei russi. Un prodotto di routine sulla scia dei soliti film catastrofici, con due protagonisti bravi ma sprecati nel contesto. Mediocri gli effetti speciali.
(andrea tagliacozzo)

La conquista del West

La conquista dell’Ovest vista attraverso le vicende, che si sviluppano nell’arco di tre generazioni, di una famiglia di pionieri. Il protagonista ha due figlie: una si sposa con un giocatore d’azzardo, mentre l’altro diventa la moglie di un cacciatore. Il figlio di quest’ultima, diventato adulto, partecipa alla guerra di Secessione. Un film molto spettacolare girato nella magnificenza del Cinerama, ma sostanzialmente non all’altezza delle sue ambizioni. John Ford firma l’episodio migliore del film: quello della battaglia di Shiloh. Una vera sorpresa George Peppard, che riesce a tenere degnamente il confronto con divi più titolati di lui. Vincitore di tre Oscar: sceneggiatura, montaggio e suono.
(andrea tagliacozzo)

Guerra e pace

Il complicato romanzo di Tolstoj perde molta della sua forza, diventando prolisso e troppo semplificato. Il cast di tutte stelle e le spettacolari scene di battaglia (dirette da Mario Soldati) non possono compensare una sceneggiatura rozza (alla quale hanno contribuito sei autori tra i quali anche il regista Vidor) e alcuni marchiani errori di casting. Rifatto con molto più successo nel 1968. VistaVision.

Furore

Alla fine degli anni Venti, nel periodo della grande crisi americana, una famiglia di agricoltori attraversa speranzosa gli Stati Uniti con un camion malandato per raggiungere la California, mitico Eldorado, terra di fortuna. Dal romanzo di John Steinbeck, un capolavoro della storia del cinema che fotografa con passione, vigore e poesia gli anni bui della Grande Depressione. John Ford e Jane Darwell si aggiudicarono l’Oscar 1940, rispettivamente per la miglior regia e per la miglior attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Jess il bandito

Gli agenti di una società ferroviaria, decisi a espropriare a ogni costo alcuni terreni, uccidono una proprietaria, la signora James. I figli della donna, Jess e Frank, vendicano la morte della madre e diventano fuorilegge. Un cast eccellente per uno dei migliori western dell’epoca. Un anno dopo, il regista Fritz Lang girò un seguito di questo film intitolato
Il vendicatore di Jess il bandito
, con Henry Fonda nuovamente nel ruolo di Frank James.
(andrea tagliacozzo)

La figlia del vento

La Davis vinse il suo secondo Oscar nel ruolo della tempestosa bella sudista che va troppo oltre nell’ingelosire il fidanzato Fonda; anche la Bainter ha ottenuto un Oscar nel ruolo della comprensiva zia della Davis. Bella produzione, eccellente l’intero cast. John Huston è uno degli sceneggiatori. Disponibile anche in versione colorizzata al computer.

Fedora

Elegante ma greve adattamento cinematografico del racconto di Thomas Tryon sul disastroso tentativo di un produttore di far uscire con le lusinghe dal proprio esilio volontario un’attrice che ricorda la Garbo. Wilder spara a zero sul cinema e sui registi di oggi, ma riuscirebbe a colpire il bersaglio se il film fosse migliore.

La più grande avventura

Girato da John Ford nello stesso anno del suo celeberrimo
Ombre rosse
, il film narra la grande epopea dell’indipendenza americana vista attraverso uno scorcio di vita familiare: i pionieri Gil (Fonda) e Lana (Colbert) sono costretti a fuggire di stato in stato per scampare agli assalti degli indiani alleati con gli inglesi. Uno dei migliori film del regista – il suo primo a colori – praticamente ineccepibile nello stile narrativo, allo stesso tempo spettacolore e intimista.
(andrea tagliacozzo)
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Il mio nome è nessuno

Un anziano pistolero vorrebbe lasciare il West e imbarcarsi per l’Europa. Ma un giovane, suo grande ammiratore, lo convince a tentare un’ultima gloriosa impresa: spazzare via dallo Stato centocinquanta pericolosi fuorilegge. Western all’italiana divertente e scanzonato, impreziosito dalla bella (e ormai notissima) musica di Ennio Morricone. Uno dei migliori nel suo genere. Il soggetto del film porta, tra gli altri, la prestigiosa firma di Sergio Leone. (andrea tagliacozzo )

Il ladro

Uno dei rari flop (in termini commerciali) del maestro del brivido. A causa di una incredibile somiglianza, un mite e onesto orchestrale viene ingiustamente accusato di aver compiuto una rapina. Arrestato e riconosciuto da più di un testimone, il musicista fatica a dimostrare la propria innocenza, mentre le persone che potrebbero aiutarlo sembrano diventate introvabili. Da un articolo apparso sulla rivista Life, uno dei film più disperati e angoscianti del regista, che si serve dei suoi marchi di fabbrica (come la soggettiva) per far calare lo spettatore nei panni del protagonista (esemplare, in questo senso, la sequenza in cui si ritrova per la prima volta in una cella). Assolutamente perfetto, nel suo ruolo, Henry Fonda, rappresentante ideale dell’uomo medio che si ritrova a vivere un’avventura da incubo dalla quale ne uscirà per sempre segnato.
(andrea tagliacozzo)

Giallo a Creta

A Creta, un adolescente inglese è sulle tracce di un ladro che, a Londra, gli ha sottratto una preziosa collana. Ad aiutare il ragazzo ci pensa una graziosa e vivace connazionale che si trova sull’isola greca per una vacanza. Classica commedia in stile Disney che riesce ad accontentare e divertire gli spettatori di tutte le generazioni. Buona l’interpretazione di Pola Negri che era assente dagli schermi dal 1943 (anno in cui aveva girato
Hi Diddle Diddle
di Andrew L. Stone).
(andrea tagliacozzo)

C’era una volta il West

Il pistolero Frank uccide Bret McBain, proprietario di una fattoria e di un terreno sul quale il bieco Morton, mandante del delitto, vuol far passare la ferrovia. La giovane vedova McBain, rimasta sola, trova due fedeli protettori in un meticcio e in un fuorilegge. Forse il miglior film di Sergio Leone, summa dei lavori precedenti in termini di stile, temi ed epica narrativa. Eccellenti tutti gli interpreti, tra i quali svetta un Henry Fonda davvero memorabile nell’inusuale ruolo del cattivo. La sceneggiatura del film, oltre alla firma del regista, porta anche quelle prestigiose di Dario Argento e Bernardo Bertolucci. Da antologia la sequenza iniziale, con cui Leone si riallaccia idealmente ai suoi primi tre western (la cosiddetta «trilogia del dollaro») .
(andrea tagliacozzo)

Il giorno più lungo

Rievocazione dello sbarco alleato in Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944, e degli altri significativi episodi che portarono alla sconfitta dell’esercito nazista. Le troppe menti al lavoro (ben cinque registi, tra i quali il produttore Darryl F. Zanuck) creano un certo squilibrio e il film, per quanto sia tratto dal romanzo autobiografico del colonnello Cornelius Ryan, è disseminato di ingenuità (i documenti tedeschi recano l’evidente, quanto improbabile scritta Top Secret). Ma vista la disponibilità di mezzi, lo spettacolo ovviamente non manca. Il nutrito gruppo di stelle che parteciparono alla realizzazione del film (quasi tutti in piccoli ruoli, anche se significativi) non presero alcun compenso. (andrea tagliacozzo)

Rollercoaster – Il grande brivido

In un Luna Park, un incidente sulle montagne russe provoca numerosi morti e feriti. Un criminale, autore del misfatto, minaccia di provocare altri disastri se non gli verrà consegnato un milione di dollari. Ma l’addetto alla sicurezza del parco divertimenti indaga per suo conto, deciso a smascherare il ricattatore. Spettacolare e ben realizzato, il film segue la scia dei film catastrofici tanto in voga negli anni Settanta.
(andrea tagliacozzo)

Ultima notte a Warlock

Gli abitanti di Warlock, per scongiurare le scorrerie di una banda di cowboy, ingaggiano il pistolero Clay Blaisdell e il suo amico Tom Morgan. I due riescono nel loro intento, ma danno il via a una spirale di violenza senza fine. Un piccolo classico del genere western, nobilitato dalla presenza di un trio di eccellenti protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Sul lago dorato

Gli anziani coniugi Norman ed Ethel Thayer lasciano la città per ritirarsi nella loro casa di campagna, sulle rive del Lago Dorato. In occasione dell’ottantesimo compleanno di Norman, i due vengono raggiunti dalla figlia Chelsea, con la quale il padre non ha mai avuto buoni rapporti. La donna è accompagnata dal nuovo fidanzato e dal giovane figlio di questi. Dalla commedia di Ernest Thompson (autore anche della sceneggiatura, che vinse l’Oscar), una storia che tende decisamente al mieloso, ma confezionata in maniera quasi impeccabile, in perfetto stile Hollywood. Anche Henry Fonda e Katharine Hepburn si aggiudicarono l’Oscar: il primo in precedenza ne aveva vinto solo uno (per giunta alla carriera), mentre per la seconda si trattava della quarta statuetta su dodici nomination.
(andrea tagliacozzo)