Barry Lyndon

Nell’Irlanda del Settecento, il giovane Redmond Barry, infatuatosi della cugina, sfida a duello un rivale in amore, capitano dell’esercito inglese. Credendo di aver ucciso l’ufficiale, Redmond fugge verso Dublino andando incontro a una odissea fatta di alti e bassi che lo porterà fino ai vertici dell’aristocrazia. Tratto dal romanzo di William M. Thackeray, uno dei lavori meno immediati di Stanley Kubrick – forse per via dell’eccessiva lunghezza – ma anche uno dei suoi più suggestivi e spettacolari. Un grande affresco decadente; o più precisamente, considerati i numerosi riferimenti pittorici del film, una straordinaria pinacoteca vivente. Per ricreare l’atmosfera dell’epoca, il regista è arrivato perfino a girare le scene notturne a lume di candela. Nonostante l’insuccesso commerciale, quattro Oscar al suo attivo (fotografia, adattamento musicale, scenografie e costumi). (andrea tagliacozzo)

Obiettivo mortale

Satira esplicita, bizzarra e disinibita sulla nostra società dominata dalla televisione, incentrata sulla connessione tra un famoso giornalista (Connery) e un gruppo di terroristi, e sui possibili legami di quest’ultimo con il governo americano. Una sceneggiatura approssimativa riesce a centrare pochi obiettivi, ma trae vantaggio dal ritmo mozzafiato della regia.

La battaglia della Neretva

Nell’inverno del 1942, l’armata popolare jugoslava guidata da Tito è incalzata dalle truppe corrazzate tedesche del colonello Kranzer. I partigiani, attardati da donne, bambini e feriti, si dirigono verso il fiume Neretva con l’intenzione di attraversarlo. Quasi un film di propaganda, una discutibile ma spettacolare agiografia di Tito, che in questa versione, ridotta di quasi un’ora, perde di molta della sua forza narrativa. Protagonista del film, in veste d’attore, il regista russo Sergej Bondarciuk, già autore di film come Waterloo e Guerra o Pace. (andrea tagliacozzo)

Buona fortuna Maggiore Bradbury

Scialbo racconto su un coraggioso ragazzo rapito (Ando) e sul suo tutore inglese (Niven). Dal momento che il sequestrato è il figlio dell’ambasciatore giapponese (Mifune), Niven coglie l’occasione di mettere in scena molte delle sue storie di atti eroici che hanno impressionato il giovane. Le tiepide sequenze d’azione, che includono terrorismo politico e astuzie in stile Disney, rovinano completamente il procedere della vicenda. Panavision.

Quell’ultimo ponte

Versione insipida e iperprodotta dell’ottimo libro di Cornelius Ryan, incentrata sui disastrosi bombardamenti degli alleati dietro le linee tedesche in Olanda nel 1944. Esistono copie da 158 minuti. Vincitore di  3 BAFTA Film Award.