Falso movimento

Storia eccessivamente metaforica (ma di tanto in tanto interessante) di un uomo scontento (Vogler) che cerca di guardare dentro di sé e al suo passato, vagando per la Germania con diversi compagni di viaggio. Sceneggiato da Peter Handke e vagamente ispirato a Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister di Goethe. Primo film per la Kinski. Il secondo (e il meno riuscito) episodio della trilogia “on the road” wendersiana, dopo Alice nelle città e Nel corso del tempo.

La lettera scarlatta

Avvincente versione del classico di Hawthorne già portato varie volte sullo schermo, con la Berger che interpreta Hester Prynne, Blech è Roger Prynne e Castel il reverendo Dimmesdale. Anche se manca la spontaneità di altri film del primo Wenders, c’è molto su cui riflettere e di cui godere: in particolare, il ritratto che Wenders fa dei coloni immigrati nel New England. Rifatto nel 1995. Girato in Spagna.

Gli innocenti dalle mani sporche

A Saint-Tropez, Julie, annoiata moglie del ricco Louis Wormser, diventa l’amante di Jeff, un modesto scrittore. Assieme a quest’ultimo, la donna progetta l’assassinio del marito. Quando, dopo l’improvvisa sparizione del facoltoso consorte, Julie sta per essere incriminata di uxoricidio, Louis ricompare vivo e vegeto. Uno dei film meno apprezzati di Chabrol, molto intricato nei suoi continui colpi di scena e a volte eccessivamente confuso. Il regista riesce comunque a creare un’atmosfera insolita e suggestiva, anche grazie a un uso eccellente della macchina da presa.
(andrea tagliacozzo)