Doppia personalità – Raising Cain

Lithgow è protagonista assoluto dello show qui — letteralmente — con più ruoli di quanti si riesca a contarne in questo esagerato thriller su due fratelli gemelli che non si fermeranno davanti a nulla per procurare bambini per gli esperimenti scientifici del loro padre. Questo ironico esercizio di De Palma (con accenni a Hitchcock, Welles e Michael Powell) è “corretto” con la satira, ma i brividi — e le risatine — non aggiungono granché. Non per i deboli di cuore.

Super

Dopo che la moglie (Liv Tyler) lo ha lasciato per uno spacciatore di droga seduttore e psicopatico (Kevin Bacon), Frank (Rainn Wilson) si trasforma e nasce così Crimson Bolt. Con una tuta fatta a mano, una chiave inglese e un’assistente un po’ folle, Boltie (Ellen Page), Crimson Bolt si fa strada tra le vie infernali del crimine nella speranza di salvare la moglie. Le regole sono state scritte tanto tempo fa: non si molestano i bambini, non si sniffa, non si graffiano le automobili. Se lo fai, preparati ad affrontare la furia di Crimson Bolt!

Chiamata da uno sconosciuto

Una giovane studentessa del liceo, arrotonda la paghetta dei genitori facendo da baby-sitter ai figli di una ricca coppia borghese. Una sera comincia a ricevere delle strane telefonate: la voce dall’altro capo lancia forti minacce contro i piccoli. Presa dalla paura, la ragazza chiama la Polizia scoprendo che le telefonate in realtà partono proprio dalla casa in cui lavora

Femme Fatale

Festival di Cannes 2001, un gruppo di malviventi sta mettendo in atto un colpo da dieci milioni di dollari. Si tratta di un abito, indossato da una modella, composto da diamanti preziosissimi. Una bionda mozzafiato, travestita da fotografo, attira la modella in bagno per un incontro lesbo incandescente. Nel frattempo i complici sostituiscono il vestito e creano scompiglio nel Palais du Festival. Qualcosa va storto, la biondona scappa e un complice viene catturato. Scena successiva: la bionda cerca di trovare documenti falsi e di scappare dalla Francia. Uno strano scambio di persona l’aiuta a espatriare. Dopo sette anni, sotto mentite spoglie, la biondona torna a Parigi e un paparazzo le scatta una foto che mette a repentaglio la sua vita. Il fotografo, però, è affascinato da questa donna, la segue e scopre che per lui sarà una femme fatale. Altro non si può dire della trama di questo film, per non svelare la rete articolata tessuta da Brian De Palma, che si diverte a giocare con i colpi di scena, l’attenzione dello spettatore e il sottile limite tra sogno e realtà. Molte le citazioni di De Palma, anche di se stesso, anzi soprattutto. Un film che riuscirebbe a vivere di vita propria, senza sceneggiatura, secondo il tipico stile del regista. Incredibile la fotografia, il montaggio, il missaggio e la visionarietà della macchina da presa. Una Rebecca Romijn-Stamos sensualissima e due scene sexy da far sobbalzare lo spettatore. Per il resto un po’ troppa prevedibilità e la sensazione di essere continuamente presi in giro da De Palma. (andrea amato)

Omicidio a luci rosse

A Los Angeles, l’attore Jack, ospitato nello splendido appartamento di un collega, si ritrova a spiare mediante un potente telescopio un’attraente vicina. Quando la donna viene barbaramente uccisa, praticamente sotto i suoi occhi, l’uomo, che nei giorni precedenti l’aveva pedinata, viene incluso nella lista dei sospettati. Un giallo hitchcockiano che è piaciuto ai critici europei. La struttura, però, è sconclusionata (vedere per credere come s’integra nel racconto la lavorazione del video dei Frankie Goes to Hollywood), la risoluzione dell’enigma (come suggerisce il titolo) abbastanza intuibile e Craig Wesson è un interprete inadeguato. Brava, invece, Melanie Griffith nel ruolo della prostituta. Qualche pezzo di bravura, in perfetto stile «De Palma rifà Hitchocock» (la claustrofobia che affligge il protagonista fa il paio con la paura delle altezze del protagonista de La donna che visse due volte ), ma non bastano per fare un grande film. (andrea tagliacozzo)