Un marziano sulla terra

Kreton, simpatico ma strambo marziano, scende sulla Terra a bordo di un disco volante. Ospitato da un giornalista della televisione che ha sempre negato l’esistenza dei marziani, l’extraterrestre s’innamora della giovane figlia di questi, già fidanzata a un poderoso energumeno. Prevedibile commediola che funziona solo a tratti grazie alla verve di Jerry Lewis. La sceneggiatura porta la firma dello scrittore americano Gore Vidal.
(andrea tagliacozzo)

Bob Roberts

Bob Roberts, cantante country, si candida alle elezioni presidenziali con un programma ultra-reazionario e con metodi spregiudicatissimi. Sconfiggerà un vecchio senatore liberal, rimasto coinvolto in uno scandalo sessuale. Classica commedia liberal, con in più una gustosa ideuzza di regia dell’esordiente Robbins (che è anche ottimo protagonista): tutto il film è girato come un reportage televisivo, zoom e macchina a mano, mostrando l’orrore del personaggio protagonista solamente attraverso il suo lato pubblico, la sua maniera di presentarsi, le sue canzonette (intelligente la trovata di far cantare a Roberts alcuni hit della canzone libertaria come la dylaniana
The Times They’re A-Changin’
, ma con un nuovo testo parafascista). La storia è molto caustica e divertente; nel sottofinale, la macchina da presa svela l’impostura di Roberts mostrando il suo piede che batte il tempo (e dunque che l’attentato di cui egli si proclamava vittima era un bluff). Il candidato perdente è un simpatico Gore Vidal.
(emiliano morreale)

Dimenticare Palermo

Un italoamericano, candidato alla carica di sindaco di New York, per combattere le speculazioni criminali lancia un sondaggio a favore della liberalizzazione della droga. Ovviamente la cosa non piace ai boss della mafia che, durante un viaggio in Italia, gli tendono una trappola. Le intenzioni del regista erano lodevoli e sincere (da anni si dice che l’unico mezzo per sconfiggere la mafia è quello di togliere il vigente proibizionismo sugli stupefacenti), ma il film, piuttosto costoso (15 miliardi), è riuscito solo in parte, appesantito da sequenze troppo didascaliche, una sceneggiatura poco omogenea (scritta, tra gli altri, da Gore Vidal e Tonino Guerra) e da un protagonista non all’altezza.
(andrea tagliacozzo)