Una coppia alla deriva

La bella Joanna, moglie di un facoltoso uomo d’affari, cade dallo yatch e rimane vittima di un’amnesia. Ricoverata in un ospedale, viene riconosciuta come la consorte di un modesto falegname, il quale decide di approfittare della perdita della memoria della donna per dare una madre alla sua numerosa nidiata di figli. Innocua commediola diretta da un regista incostante, che alterna film convenzionali (come
Pretty Woman
) ad altri lavori più intelligenti e riusciti (
Paura d’amare
).
(andrea tagliacozzo)

Protocol

A Washington, una cameriera dall’aria un po’ svampita, ma in realtà assai svelta di cervello, riesce fortunosamente ad ottenere un posto nel governo in qualità di addetta alle relazioni pubbliche. Il film, diretto da un esperto della commedia leggera, è stato confezionato su misura per sfruttare la viscomica di Goldie Hawn. E in parte ci riesce. Solo che il tutto sa troppo di ovvio, di già visto, e finisce per risultare tremendamente scontato.
(andrea tagliacozzo)

La morte ti fa bella

Commedia nera su un’affascinante ed egocentrica star del cinema (Streep), ossessionata dal timore di invecchiare, e su una donna delusa (Hawn) che vuole vendicarsi di lei a ogni costo. Una parabola sull’assurdità degli eccessi, zeppa di effetti e condotta con scarso senso della misura, nonostante la Streep sia uno spasso nel ruolo dell’attrice piena di manie. Divertente anche il cammeo del regista Sydney Pollack nei panni di un medico di Beverly Hills. Oscar per gli effetti speciali.

Una bionda per i Wildcats

Una donna simpatica e volitiva si ritrova ad allenare di una squadra di football di un liceo dei bassifondi per dimostrare il proprio valore all’allenatore del team universitario. Cucita su misura per le doti comiche di Goldie Hawn, una commedia sulla battaglia dei sessi prevedibile ma simpatica. Nel cast del film figurano Wesley Snipes e Woody Harrelson, all’epoca ancora sconosciuti.
(andrea tagliacozzo)

Tutti dicono I love you

Le disavventure di una famiglia di classe medio-alta di Manhattan tra casa, Venezia e Parigi. Una vivace confusione che Allen utilizza per realizzare un musical. Il semplice piacere di guardare gli attori cantare meravigliose vecchie canzoni (solo la Barrymore è doppiata) fa dimenticare tutti difetti del film (comprese la mancanza di una storia e la curiosa insensata abitudine delle telecamere di non riprendere chi sta cantando). Tutti sembrano divertirsi un sacco e Woody ritorna con piacere sul suo personaggio di perdente. La colonna sonora è brillantemente arrangiata da Dick Hyman.

Due nel mirino

Inseguito da alcuni trafficanti di droga, contro i quali ha testimoniato diversi anni prima in tribunale, Rick è costretto a cambiare continuamente identità. Nonostante i mille accorgimenti, i criminali riescono ugualmente a scovarlo. Nel frattempo, l’uomo s’imbatte casualmente in Marianne, l’ex fidanzata. Tutto già visto in questa commedia d’azione, ma la confezione è impeccabile, il ritmo sostenuto e i momenti divertenti non mancano. Affiatato ed azzeccato il duo d’interpreti: atletico e ironico Gibson, brillante e stralunata la Hawn. (andrea tagliacozzo)

Shampoo

Confusa satira di usi e costumi del sud della California, incentrata su un irrequieto parrucchiere e le sue esigenti clienti femminili. Alcuni momenti brillanti in una monotona commedia drammatica di Beatty e Robert Towne. Film d’esordio della Fisher; la Grant vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonsita.

Il genio della rapina

Un giovane americano organizza un grosso colpo ai danni di un istituto bancario tedesco per il quale, nelle sue reali vesti di funzionario di una fabbrica di antifurti, ha messo a punto un sofisticato ma tutt’altro che irresistibile sistema d’allarme. Scritto dallo stesso Brooks, un film dall’andamento atipico, abilmente giocato in bilico tra la commedia e il thriller. La trama è molto simile a Colpo da 500 milioni di dollari alla National Bank , realizzato due anni prima dall’inglese Peter Hall. Ottima colonna sonora di Quincy Jones. (andrea tagliacozzo)

Il club delle prime mogli

Tre compagne di università si ritrovano dopo anni al funerale di un’amica e scoprono di avere qualcosa in comune: mariti che le hanno scaricate. Prevedibile ma pur sempre gradevole, grazie alle tre vivaci protagoniste e a un superbo cast di supporto. Tratto dal romanzo di Olivia Goldsmith, qui un po’ ammorbidito. Heather Locklear appare non accreditata. Una nomination all’Oscar per la musica.

Sperduti a Manhattan

Accade una calamità dietro l’altra quando una coppia di mezza età dell’Ohio viaggia verso New York, con lui che deve recarsi a un colloquio di lavoro. Meno abrasivo e farsesco rispetto all’originale del 1970 di Neil Simon, questo film ha la sua buona dose di risate, con Cleese in parte nel ruolo di un altezzoso manager di un hotel; ma è soprattutto la bella interpretazione di Martin a distinguersi. Nelle sequenze iniziali compare Oliver Hudson, il vero figlio della Hawn.