Superfantozzi

Quinta puntata della serie, che vede l’ormai universale e inossidabile maschera di Fantozzi andare su e giù per i secoli, dal paradiso Terrestre al più lontano e fantascientifico futuro, in diciotto episodi. Ricco di gag, ma solo poche sono realmente divertenti. Tra gli sceneggiatori, oltre ai «veterani» Villaggio, Benvenuti e De Bernardi, si sono aggiunti Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni.
(andrea tagliacozzo)

Fra Manisco cerca guai

Mentre l’arrivo di Garibaldi sembra imminente, Fra Pacifico e Fra Leone, giunti in paesino del napoletano con l’intenzione di costruirvi una chiesa, si ritrovano a proteggere una coppia d’innamorati, un antiborbonico e la figlia di un camorrista, dalle ire del padre di lei. Innocua commediola che si regge unicamente sui duetti comici tra Aldo Fabrizi e Carlo Croccolo.
(andrea tagliacozzo)

Fantozzi subisce ancora

Quarto episodio della serie, il secondo diretto da Neri Parenti. La vita del ragionier Fantozzi è sempre più grigia e umiliante: dopo aver coperto i colleghi assenteisti al lavoro ed essere sopravvissuto a una disastrosa riunione di condominio, il nostro eroe scopre che Mariangela, la sua bruttissima figlia, è incinta. Di un mostro. Il film lascia poco spazio all’originalità: si tratta dei soliti lazzi, delle solite gag, dei già noti personaggi che se da un lato accontentano i fan, dall’altro lasciando indifferenti tutti gli altri. Una curiosità: la gag dell’aereo antincendio che pesca Fantozzi in mare e lo getta sulle fiamme di una foresta e straordinariamente simile a una delle sequenze iniziali di
Magnolia
, realizzato sedici anni più tardi da Paul Thomas Anderson.
(andrea tagliacozzo)

Rag, Arturo De Fanti, bancario-precario

Trovandosi in difficoltà finanziarie, un bancario e sua moglie decidono di dividere il loro appartamento con i rispettivi amanti. La cosa, che all’inizio sembra funzionare, s’ingarbuglia quando i nuovi arrivati si tirano dietro anche i relativi consorti. Nel ’75, il binomio Salce-Villaggio aveva dato vita alla fortunata serie di Fantozzi. Questa prova dei due, invece, non può dirsi altrettanto felice e ispirata. Ma soprattutto – ed è questo il guaio per un film comico – non risulta quasi mai divertente.
(andrea tagliacozzo)

Fantozzi alla riscossa

Ottavo film della serie (il quinto diretto da Neri Parenti). Fantozzi, da tempo in pensione, vuole dimostrare ai suoi ex datori di lavoro, che non lo hanno mai stimato, il proprio valore. Ma, per una ragione o per l’altra, ogni iniziativa intrapresa dal povero ragioniere finisce per risolversi in un inevitabile fallimento. Dopo la prova dignitosa di
Fantozzi va in pensione
, Villaggio e Parenti tornano alla solita routine. Le trovate comiche, sempre più ripetitive di pellicola in pellicola, raramente colgono il segno.
(andrea tagliacozzo)

I clowns

A partire da un flashback infantile (l’arrivo del circo nella Rimini di Federico bambino), il film diventa una inchiesta che il regista, interpretato dallo stesso Fellini, tenta di condurre sui superstiti del mondo del circo. La logica antinarrativa de
La dolce vita
è ormai diventata la struttura del cinema di Fellini: qui il regista riprende la finta inchiesta del blocknotes di un regista con più consapevolezza, assumendola come un vero e proprio «genere». Il gioco del cinema nel cinema è già oltre la maniera, dentro l’incubo. Un lungo funerale che è anche un cartone di Roma e di
Amarcord
, ma in una chiave ancora più atroce e cupa (la prima mezz’ora è strabiliante, con una descrizione della provincia italiana tra le più cattiva che si siano mai viste). L’inchiesta, tutta di fantasmi e come impossibilitata a uscire dal cerchio del circo/cinema, con Fellini re dei clown, ha una libertà sovrana, ma come sempre funeralesca.
(emiliano morreale)

Fantozzi contro tutti

Terza puntata della serie, diretta da Paolo Villaggio in collaborazione con Neri Parenti (che sarà il regista dei successivi quattro episodi). Nella società dove da anni lavora senza sosta il ragionier Ugo Fantozzi, viene nominato Direttore Totale un maniaco dello sport. Questi obbliga tutti i dipendenti, nessuno escluso, a partecipare a una massacrante corsa ciclistica. Diretto alla meno peggio e slegato nella narrazione, ma ricco di gag divertenti. (andrea tagliacozzo)

Il… Belpaese

Tornato in Italia dopo sette anni di duro lavoro all’estero, Guido usa i suoi risparmi per mettere su una bottega da orologiaio. Ma deve scontrarsi con la brutalità di una società dominata dalla violenza dell’estremismo politico e dalla dilagante criminalità. In breve tempo, l’uomo si ritrova senza soldi e in un mare di debiti. Una buona idea (seppur didascalica) realizzata con mano pesante e trovate comiche non sempre di prima scelta (la sceneggiatura, d’altronde, porta le firme di Castellano e Pipolo).
(andrea tagliacozzo)

47 morto che parla

Totò è Antonio Peletti, ricco e avarissimo barone che ha ereditato dal padre una fortuna in monete d’oro. Secondo il testamento paterno, però alla sua morte, Antonio dovrebbe lasciare metà del tesoro di famiglia al Municipio e l’altra metà al figlio Gastone. Ma il barone nega l’esistenza del testamento e caccia di casa Gastone. Da una commedia di Ettore Petrolini, uno dei film meno felici di Totò, stranamente frenato da un testo più rigoroso rispetto ai canovacci a cui era solitamente abituato. (andrea tagliacozzo)

Fantozzi

Primo episodio della serie
Fantozzi
, tratto da un libro scritto dallo stesso Paolo Villaggio. Il ragionier Fantozzi, dileggiato e vessato dai superiori e dai colleghi d’ufficio, è marito di una donna sfiorita e bruttina e padre di una figlia orripilante che, lui stesso, esita a definire «bambina». La comicità surreale del film era, almeno per l’Italia, un’assoluta novità. Peccato che nei film successivi lo smalto degli autori sia andato progressivamente scemando e l’umorismo abbia finito per assumere connotazioni grottesche. L’impressionante numero di gag (alcune delle quali quasi geniali, sciorinate a raffica) e un Villaggio mai così in forma ne fanno un classico del cinema comico italiano.
(andrea tagliacozzo)

Fracchia contro Dracula

Per evitare il licenziamento, l’agente immobiliare Giandomenico Fracchia decide di portare a termine la vendita di un antico castello in Transilvania. Ma il povero impiegato ignora che il proprietario del maniero è niente meno che Dracula il vampiro. Un film senza capo né coda cucito su misura per le doti comiche di Paolo Villaggio. Gag risapute, ma qualche spunto divertente non manca. Neri Parenti ha iniziato a collaborare con Villaggio nel 1980 in
Fantozzi contro tutti
.
(andrea tagliacozzo)

Fantozzi va in pensione

Settima puntata delle avventure del ragioniere più famoso d’Italia, ma con una punta di malinconia in più rispetto alle precedenti. Per Fantozzi, dopo anni di umiliazioni e duro lavoro, arriva l’ora di andare in pensione. L’evento si rivela fatalmente tragico: la noia prende presto il sopravvento. La regia, al solito, è piuttosto sciatta. Anche le trovate comiche si fanno ripetitive e spesso mancano il bersaglio. Ma per chi sa accontentarsi e per gli irriducibili fan dell’indomito ragionier Ugo il divertimento non manca.
(andrea tagliacozzo)

Il secondo tragico Fantozzi

Secondo film della serie
Fantozzi.
Allo sfigatissimo ragionier Ugo Fantozzi continuano a capitarne di tutti i colori. Il poverino è perfino costretto a rifare la scena più famosa de
La corazzata Potjomkin
precipitando, travestito da infante, lungo una scalinata ripidissima. La regia di Luciano Salce come al solito non brilla per raffinatezza, ma il film è pieno zeppo di gag, alcune delle quali decisamente esilaranti.
(andrea tagliacozzo)