Straziami, ma di baci saziami

Due fidanzatini di un paese delle Marche si lasciano per un equivoco. Si ritrovano a Roma dopo un tentativo di suicidio di lui, ma lei è sposata a un sarto sordomuto… Quando la commedia all’italiana si mise a giocare con il kitsch. Questo è uno degli esempi più riusciti: meglio di Scola (
Dramma della gelosia
), di Samperi (
Divina creatura
) e di Comencini (
Mio Dio, come sono caduta in basso!
). Il gioco di Risi (foto), Age e Scarpelli consiste in un fine equilibrio tra passato e presente, tra romanzo d’appendice e critica sociale. E se la parte satirica sui due fidanzati burini che sognano
Il dottor Zivago
è un po’ scontata (ma Pamela Tiffin è davvero surreale), ci sono alcuni momenti ferocissimi come la cena altoborghese e il giro delle agenzie di collocamento di Roma. Il vertice, comunque, è un esilarante Tognazzi con parrucca bionda che fa il sarto sordomuto: quasi poetico.
(emiliano morreale)

Un giorno da leoni

Nella confusione che si è venuta a creare all’indomani dell’otto settembre 1943, tre giovani, riusciti miracolosamente a sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi, si uniscono a un gruppo di militari decisi a compiere una pericolosa azione di sabotaggio. Primo film importante di Nanni Loy – in precedenza già autore di lavori più «leggeri» come
Parola di ladro
,
Il marito
e
L’audace colpo dei soliti ignoti
. Alle prese con un progetto piuttosto complesso, il regista si dimostra un narratore puntuale ed efficace. L’anno dopo, Loy realizzerà
Le quattro giornate di Napoli
, ambientato più o meno nello stesso periodo storico. Sceneggiatura firmata dallo stesso Loy e da Alfredo Giannetti.
(andrea tagliacozzo)

Stavisky il grande truffatore

Uno strano esperimento. Doveva essere un’operazione commerciale, che ripercorreva un celebre scandalo finanziario della Francia degli anni Trenta, e per giunta con un divo come Belmondo. Un film provocatoriamente classico e limpido, tutto dolly e carrelli, in anni dominati da zoom e macchine a mano. Ma in realtà è un’opera complicata e segreta, in cui i paralleli storici (Stavisky e Trotskij in esilio) e le premonizioni (l’Europa alle soglie della catastrofe, e Stavisky che ironicamente mostra «il re nudo») costituiscono dei rimandi misteriosi e paralleli. Alla fine ne risulta una riflessione sugli enigmi e le trappole della Storia, sulla Storia come truffa e inganno. Un intreccio di eventi e situazioni, un’atmosfera di tristezza e minaccia: un film che riesce a trasmettere, se non la tragedia della Storia, almeno la sua malinconia.
(emiliano morreale)