Quiller memorandum

Buono lo script di Harold Pinter su un agente segreto americano che indaga su un movimento neonazista nella Berlino degli anni Sessanta. Risalta rispetto alla maggior parte dei film di spionaggio dell’epoca. Basato sul romanzo The Berlin Memorandum di Elleston Trevor (sotto lo pseudonimo Adam Hall). 

Quel certo non so che

La segretaria di un celebre fumettista chiede aiuto all’ex marito per sollevare il suo datore di lavoro in crisi creativa. L’ex marito accetta per motivi economici, ma non gli vanno giù le attenzioni che lo scrittore dedica alla ex-moglie. Tratto dal lavoro teatrale
King of Hearts
di Jean Kerr ed Eleanore Brooke, una commedia opaca e raramente divertente, nonostante gli evidenti sforzi (e l’indubbio talento) degli interpreti. Tra gli sceneggiatori figura anche I.A.L. Diamond, stretto collaboratore di Billy Wilder.
(andrea tagliacozzo)

Il villaggio dei dannati

Gli abitanti di un paese della Scozia cadono in preda a uno strano sonno e si risvegliano, dopo qualche ora, senza notare nulla di anormale. Passa qualche settimana e tutte le donne della cittadina scoprono di essere in stato interessante.
I nascituri
, che sembrano apparentemente normali, crescendo si rivelano precoci e dotati di poteri paranormali. Tratto da un racconto di John Wyndham intitolato
The Midwich Cuckoos
, il film è un classico della fantascienza inglese, tutto giocato sulle atmosfere inquietanti che riesce a creare il regista grazie a uno stile freddo e controllato. Seguito nel ’63 dal quasi similare
La stirpe dei dannati
di Anton Leader. Nel 1995 John Carpenter ne realizzerà un rifacimento interessante ma non altrettanto riuscito.
(andrea tagliacozzo)

Eva contro Eva

Film trionfatore degli Oscar 1950: premiati il film, il regista, la sceneggiatura, il suono e George Sanders come miglior attore non protagonista. Con astuzie e sotterfugi, un’aspirante attrice di teatro riesce a soffiare una parte molto ambita a una collega affermata ma non più giovanissima. Parabola sull’ambizione, mirabilmente diretta e magistralmente interpretata. Nel cast, su tutti, spicca ovviamente la straordinaria Bette Davis. Tra gli interpreti, in una particina di scarso rilievo, una Marilyn Monroe ancora sconosciuta.
(andrea tagliacozzo)

Il figlio della furia

Agli inizi dell’800, un nobile inglese, perseguitato da un cugino prepotente, è costretto a lasciare la patria natia trovando rifugio in un’isola dei mari del Sud. Un bel melodramma avventuroso, con tutti gli elementi canonici del genere, e in più un sorprendente messaggio progressista. Si tratta dell’ultimo film di Frances Farmer, sfortunata attrice che passò i successivi sette anni in un ospedale psichiatrico. La sua storia, trent’anni più tardi, fu portata sullo schermo in
Frances
con Jessica Lange nei panni della Farmer.
(andrea tagliacozzo)

Uno sparo nel buio

Peter Sellers torna a indossare i panni dell’imbranatissimo ispettore Clouseau, indossati in quello stesso anno ne
La pantera rosa
. A Parigi, viene ucciso l’autista di un uomo molto ricco. La responsabile del delitto sembra essere la giovane cameriera Maria Gambrelli. Ma l’ispettore Clouseau, rapito dalla bellezza della ragazza, si fa in quattro per dimostrarne l’innocenza. Il miglior film della serie e, in assoluto, il capolavoro di Edwards e Sellers (con
Hollywood Party
). Quasi tutte le gag – proposte a valanga, con un ritmo variabile, non sempre velocissimo come vuole la tradizione dello
slowburn
, ovvero della trovata comica cucinata a fuoco lento – sono irresistibili.
(andrea tagliacozzo)

Rapina al Cairo

Tratto da un racconto di W.R. Burnett che nel 1950 aveva già ispirato a John Huston il suo
Giungla d’asfalto
. Al Cairo, il maggiore Pickering assolda cinque uomini per trafugare i gioielli di Tutankamen dal museo della città. La banda riesce nell’impresa, ma viene ostacolata nella fuga da un agente di polizia. Dignitoso ma mediocre, specie se paragonato al film di Huston, Tre anni prima, il regista Wolf Rilla aveva realizzato lo splendido
Il villaggio dei dannati
, poi diventato un classico del cinema di fantascienza.
(andrea tagliacozzo)

Rebecca, la prima moglie

Tratto dal romanzo di Daphne du Maurier. Un vedovo molto ricco, proprietario di un magnifico castello, sposa una ragazza timida e ingenua che la governante, ossessionata dal ricordo della prima moglie dell’uomo, fa sentire quasi un’estranea. La nuova moglie non viene mai nominata per tutto il film. Esordio hollywoodiano del maestro del brivido – che qui compare nel suo solito ruolo cameo fuori da una cabina telefonica – con un film cupo, inquietante e suggestivo. Oscar 1940 per il miglior film e per la fotografia di Gorge Barnes. Joan Fontaine, anche lei candidata, rimase a mani vuote, ma si rifece l’anno dopo vincendo l’ambita statuetta con
Il sospetto
(altro film di Hitchcock).
(andrea tagliacozzo)

Salomone e la regina di Saba

Sgargiante spettacolo con la fascinosa Gina e lo stoico Brynner che se la spassano ai tempi della Bibbia. Tyrone Power morì durante le riprese in Spagna e fu rimpiazzato da Brynner che rigirò le prime scene di Power. Alcune sequenze mostrano ancora Power, non Brynner. Ultimo film da regista di Vidor. Riportato a 139 minuti su laserdisc. Super Technirama 70.

Ambra

Figlia illegittima di un nobile, la contadina Ambra diventa prima l’amante di un avventuriero, poi quella di un bandito. Dopo alterne vicende, la giovane, decisa a entrare a corte, si sposa con un vecchio conte. Tratto da una novella di Kathleen Winsor, un melodramma spettacolare e ben recitato, ricco di costumi e sontuose scenografie, che non ottenne il successo che i produttori speravano.
(andrea tagliacozzo)

Quasi una truffa

Un ufficiale di Marina incontra casualmente un amico che non vedeva da anni. Questi gli presenta la sua fidanzata e, immediatamente, tra i due nasce un sentimento di reciproca simpatia. Deciso a sposarla, l’ufficiale mette in atto un piano ingegnoso per procurarsi il denaro necessario al matrimonio. Dopo una buona partenza, il film si perde strada facendo, complice probabilmente la regia del non troppo ispirato Guy Hamilton (in seguito autore dei migliori episodi della serie 007, tra i quali
Goldfinger
e
Vivi e lascia morire
).
(andrea tagliacozzo)

Duello mortale

Verso la fine degli anni Trenta, in Germania, gli agenti della Gestapo arrestano un nobile inglese con l’intenzione di farlo passare come un sicario inviato dalla Gran Bretagna per uccidere Hitler. Emozionante riduzione cinematografica di un racconto di Geoffrey Household, probabilmente realizzata per scopi propagandistici. Ottima la regia di Fritz Lang, che riesce a creare una notevole tensione. Nel ’76, il film ha avuto una nuova versione per la televisione inglese intitolata
Rogue Male
con Peter O’Toole nei panni del protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Sansone e Dalila

Come prevedibile, con il tocco di DeMille questo film rimane un grandissimo intrattenimento. Mature è una piacevole sorpresa nel ruolo di Sansone, anche se la sua celebre lotta con il leone è disperatamente fasulla; pure difficile da mandare giù è l’idea che la Lansbury sia la sorella maggiore della Lamarr. Ma la sorpresa più grande è Sanders che interpreta con moderazione il ruolo del Saran. Oscar per le scenografie e per i costumi. Rifatto per la tv nel 1984 (con Mature nella parte del padre di Sansone) e nel 1996.

Ivanhoe

Prima di una serie di pellicole realizzate dal regista Richard Thorpe con Robert Taylor. Il re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone viene catturato da Leopoldo d’Austria. Giovanni, fratello del sovrano inglese, ne approfitta per insediarsi sul trono. Ma non ha fatto i conti con il nobile Ivanhoe, fedelissimo di re Riccardo. Il film, spettacolare e coloratissimo, è tratto dal classico di Walter Scott.
(andrea tagliacozzo)