Maschere e pugnali

Durante la seconda guerra mondiale, uno scienziato americano arriva in Svizzera per spiare l’attività dei nazisti, già a buon punto con la preparazione della bomba atomica. Quindi si reca in Italia, accompagnato da un agente segreto, per entrare in contatto con un collega italiano costretto, suo malgrado, a mettersi al servizio dei tedeschi. Un Fritz Lang poco ispirato firma uno dei suoi film meno riusciti, appena nobilitato dalla presenza del divo Gary Cooper (anche lui, a dire il vero, un po’ sottotono).
(andrea tagliacozzo)

La fonte meravigliosa

Da un romanzo di Ayn Rand. Un giovane architetto rinuncia al facile successo pur di non tradire le sue idee rivoluzionarie e si riduce a lavorare in un miniera. Qui s’innamora della figlia del padrone, Dominique, che ricambia i suoi sentimenti. Ma il giovane, chiamato a New York per ragioni di lavoro, sparisce improvvisamente. A dispetto dell’ottimo cast e del regista, un lavoro non eccezionale, anche se può contare su un buon numero di estimatori. (andrea tagliacozzo)

Addio alle armi

Adattamento sontuosamente romantico del romanzo di Hemingway sulla sfortunata storia d’amore fra un soldato americano e un’infermiera inglese durante la prima guerra mondiale: datato ma di buona fattura. La raffinata fotografia di Charles Lang vinse un Oscar. Rifatto nel 1957. Esiste anche in una versione colorizzata al computer.

Mezzogiorno di fuoco

Il giorno del suo matrimonio, ma anche del suo ritiro dall’incarico, lo sceriffo Cooper scopre che un pistolero in cerca di vendetta sta per giungere in città. Pur avendo tutti i motivi per filarsela, decide di restare al proprio posto e di affrontare il rivale, pur senza l’aiuto di nessuno. La vicenda si dipana “minuto per minuto”, con il tempo scandito dai numerosi orologi disseminati sulla scena. Leggendario western incentrato su una crisi di coscienza, scritto da Carl Foreman e punteggiato dalla voce di Tex Ritter che interpreta il brano (vincitore dell’Oscar) Do Not Forsake Me, Oh My Darlin’ di Dimitri Tiomkin e Ned Washington. Altri Oscar per Cooper, per la colonna sonora di Tiomkin e per il montaggio di Elmo Williams e Harry Gerstad; nomination alla regia, come miglior film e alla sceneggiatura. Con un sequel girato nel 1980 e interpretato da Lee Majors; rifatto per la tv nel 2000. Ne esiste anche una versione colorizzata al computer.

L’uomo del West

Eccellente racconto che ha per oggetto le dispute terriere che degenerano nel vecchio West, con Brennan nei panni del volubile giudice Roy Bean (ruolo che gli è valso il suo terzo Oscar). Debutto cinematografico per Tucker. Disponibile anche in versione colorizzata al computer.

Gli invincibili

Intorno al 1750, in Inghilterra, una ragazza che ha ucciso un militare viene confinata nelle colonie dell’America settentrionale. Durante il viaggio un ufficiale, cavalleresco e buono, s’innamora di lei. Ma ha un perfido rivale con cui dovrà fare i conti. Come al solito, De Mille punta tutto sulla spettacolarità, dimenticandosi quasi completamente di tutto il resto. Divertente, ma facilmente dimenticabile. (andrea tagliacozzo)

Arianna

Dimenticate la differenza d’età fra Cooper e la Hepburn e divertitevi con questa frizzante commedia romantica, con Chevalier nei panni del padre/investigatore privato della Hepburn. McGiver è un’ottima spalla in questa brillante pellicola di ambientazione parigina. Primo film di Wilder scritto con I.A.L. Diamond, e tributo al suo idolo Ernst Lubitsch.

Dove la terra scotta

In un paese dell’Arizona, un ex fuorilegge, che da tempo conduce una vita laboriosa e onesta, riceve dalla comunità l’incarico di recarsi in treno in una città vicina. Durante il viaggio, il convoglio è assalito dalla sua vecchia banda e l’uomo viene sequestrato assieme a una bella cantante. Uno degli ultimi western diretti da Anthony Mann (l’ultimo in assoluto, anche se solo in parte inserito nel genere, sarà
Cimarron
due anni più tardi), uno dei suoi più significativi, anche se poco considerato all’epoca della sua uscita, nobilitato soprattutto da una grande regia dai toni crepuscolari. Carismatica la presenza dell’ormai anziano Gary Cooper.
(andrea tagliacozzo)

I giganti del mare

Penultimo film di Gary Cooper, certamente non uno dei suoi migliori. I proprietari della Mary Deare, un’imbarcazione da carico, decidono di provocarne il naufragio per riscuotere il premio dell’assicurazione. A rischio della propria vita, il capitano riesce faticosamente a salvare la nave, anche se in seguito gli viene ingiustamente addebitata la colpa del disastro. Il ritmo del racconto è decisamente troppo lento per far risultare la pellicola avvincente. (andrea tagliacozzo)

La legge del Signore

L’affascinante racconto (dal romanzo di Jessamyn West) delle vicende di una famiglia quacchera impegnata a mantenere la propria identità in mezzo alla confusione e alle sofferenze della guerra civile. Appassionate e riuscite le prove degli attori in questo bellissimo film. Musica di Dimitri Tiomkin. Anche se il suo nome non appare fra gli sceneggiatori, il film fu scritto anche da Michael Wilson, finito sulla lista nera; gli venne riconosciuto il credito postumo nel 1996. Sei nomination agli Oscar ma soprattutto la Palma d’Oro a Cannes per Wyler. Rifatto per la tv nel 1975 con Richard Kiley e Shirley Knight.

L’idolo delle folle

Splendida biografia della star del baseball Lou Gehrig, in cui Cooper dà un’interpretazione eccellente; buono il supporto della Wright nel ruolo della moglie devota. La sequenza finale è davvero memorabile. Sceneggiatura di Jo Swerling e Herman J. Mankiewicz, e montaggio da Oscar di Daniel Mandell (ma ericevette ben dieci nomination in quasi tutte le categorie!). Vedere anche A Love Affair: The Eleanor and Lou Gehrig Story. Esiste anche in versione colorizzata.

Colpo di fulmine

Un giovane glottologo, che assieme a un gruppo di sette professori sta redigendo un’enciclopedia, s’imbatte in un’attraente spogliarellista, legata a un temile gangster. Lui vorrebbe studiare il gergo da strada parlato dalla donna, mentre a lei interessa far perdere le proprie tracce alla polizia. Una scatenata screwball comedy (commedia in cui una donna dal carattere forte finisce per stravolgere la vita del protagonista maschile) nel più tipico stile di Howard Hawks. Comunque si sente, e non poco, anche il tocco di Billy Wilder, autore, assieme a Charles Brackett, della sceneggiatura del film.
(andrea tagliacozzo)

Arriva John Doe

Studio sociale troppo lungo ma interessante, con l’ingenuo Cooper assunto per stimolare una spinta di buona volontà nazionale a beneficio del politico corrotto Arnold. Il prolisso idealismo non può cancellare gli ottimi personaggi; non mancano i soliti tocchi alla Capra inneggianti al populismo. Praticamente tutte le copie esistenti (dalla seconda uscita) durano 123 minuti. Disponibile anche in versione colorizzata.

Per chi suona la campana

La storia di Hemingway del mercenario americano Cooper che combatte per la Spagna con un variegato gruppo di contadini, fra cui la Bergman; azione tesa, bei colori, grandi scene d’amore e la meravigliosa colonna sonora di Victor Young. La Paxinou vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista; ben alytre otto nomination. In origine 170 minuti; la versione restaurata dura 156 minuti.

Le tre donne di Casanova

Terza versione cinematografica (dopo quelle del ’30 e del ’39) della commedia Little Accident di Nunnaly Johnson. Un professore universitario si sposa con una giovane laureata, ma la madre della ragazza, contraria alla loro unione, riesce a farli separare. Quando sta per risposarsi con un’altra donna, l’uomo apprende che la prima moglie ha partorito una bambina. La sceneggiatura, un po’ fiacca, è parzialmente riscattata dalla divertente interpretazione di Gary Cooper. (andrea tagliacozzo)

Il buon samaritano

Sam, direttore di un grande emporio, è un uomo dal cuore d’oro. Anche troppo. La sua schietta bontà, il suo continuo prodigarsi per il prossimo finiscono spesso per metterlo nei guai. Uno dei film meno riusciti del veterano della commedia Leo McCarey, malgrado la presenza del divo Gary Cooper.
(andrea tagliacozzo)

Il magnifico avventuriero

Giunto in un paese del Texas in cerca di lavoro, Melody viene scambiato per Jarrad, un fuorilegge. Per evitare la cattura, l’uomo è costretto a rifugiarsi in casa della bella Cherry, proprio dove è nascosto il vero bandito. Western in chiave di commedia con qualche spunto divertente. Il film, prodotto dallo stesso Cooper, non ebbe al botteghino gli esiti sperati.
(andrea tagliacozzo)

La conquista del West

Tipica baracconata alla DeMille, un grande e stravagante western che in qualche modo riesce a coinvolgere Wild Bill Hickok, Calamity Jane, Buffalo Bill, George Custer e Abramo Lincoln in un’avventura in cui il perfido Bickford vende armi agli indiani. Autentico quasi quanto Mezzogiorno e mezzo di fuoco, ma che importa: è comunque divertente. Occhio a Anthony Quinn vestito da guerriero Cheyenne. Rifatto nel 1966 (I dominatori della prateria).

Vera Cruz

Un western pesante, ma che ancora coinvolge, ambientato nel Messico del 1860 con Cooper e Lancaster coinvolti in un piano per acciuffare una diligenza sulla quale viaggia il tesoro dell’imperatore Massimiliano.

Un western folgorante, al di fuori della storia e della geografia statunitensi, costruito in modo impeccabile attorno a un lungo duello morale che si risolve a favore dell’eroe diventato “giusto”. Esplosive le scene di battaglia, riprese con maestria dall’operatore Ernest Laszlo.

Desiderio

Il disegnatore d’auto americano Cooper si innamora della ladra di gioielli Dietrich. Sofisticata storia d’amore ambientata in Spagna; la Dietrich canta Awake in a Dream. Dallo scoppiettante inizio alla fine, il film risente dell’impronta stilistica del suo produttore Ernst Lubitsch.

Tamburi lontani

Il capitano Wyatt, che ha avuto un figlio da una donna indiana, si pone alla testa di uno sparuto gruppo di uomini per combattere i pellirosse ribelli e i bianchi che fornisco loro le armi. Al ritorno da una pericolosa missione, l’uomo scopre che il figlioletto è stato rapito. Un buon film d’avventura diretto con grande mestiere e uno stile secco ed efficace da Raoul Walsh. Il soggetto è ispirato all’idea centrale di Obiettivo Burma , diretto dallo stesso Walsh nel 1945. (andrea tagliacozzo)