Black Stallion

Opera prima del regista Carroll Ballard, prodotta da Francis Ford Coppola. Durante un viaggio a bordo di transatlantico, un ragazzo di undici anni socializza con uno splendido stallone nero. Una terribile burrasca sulle coste del Nord Africa provoca l’inabissamento della nave e il ragazzo, sul punto di affogare, viene miracolosamente tratto in salvo dal cavallo. Tratto da un classico di Walter Farley, un film spettacolare e commovente, splendidamente fotografato da Caleb Deschanel. Del film ne verrà realizzato un seguito nel 1983 (Il ritorno di Black Stallion di Robert Dalva) e una serie televisiva. (andrea tagliacozzo)

La virtù sdraiata

Da un romanzo di Antonio Leonviola, adattato per il grande schermo da James Salter. Federico (Omar Sharif), un giovane avvocato, rimane colpito dal fascino di Carla (Anouk Aimée), la ragazza di un suo amico. Questi, tempo dopo, avendo avuto la certezza che la donna frequenta di nascosto una casa di appuntamenti, decide di troncare ogni rapporto con lei. Brutto scivolone per Sidney Lumet (regista di
La parola ai giurati, Serpico e Quel pomeriggio di un giorno da cani)
alle prese con un film decisamente lontano dalle sue corde.
(andrea tagliacozzo)

Il brigante di tacca del lupo

All’indomani dell’unità dell’Italia, una compagnia di bersaglieri riceve l’incarico di liberare la Lucania da una banda di briganti capeggiata dal bandito Raffa Raffa, partigiano dei Borboni. Scovare il brigante non è semplice, ma il comandante dei bersaglieri è intenzionato a usare ogni mezzo, anche il più energico. Pellicola asciutta e rigorosa, in gran parte ispirata all’atmosfera di certi western americani.
(andrea tagliacozzo)

Per grazia ricevuta

Fin da bambino ossessionato dalla Chiesa e dal sesso, da grande Benedetto cerca di sfuggire ai fantasmi del passato grazie agli insegnamenti del suocero anarchico.

Dieci anni dopo il bell’episodio de
L’amore difficile
, Manfredi (foto) torna alla regia con una commedia autobiografica e sofferta e ci consegna uno dei più cattivi film italiani sulla religione. Il ritmo non sempre regge, ma l’Italia prima magica e poi laica dipinta dall’attore-regista è affascinante, gli attori (Mario Scaccia, Delia Boccardo, Lionel Stander) sono bravissimi e i momenti felici non mancano di certo: dall’infanzia quasi felliniana, con sant’Eusebio e il «popi-popi», alla raccolta degli anti-miracoli. La commedia all’italiana, poco prima di decedere, era ancora capace di questi memorabili colpi di coda. Consigliato come digestivo post-giubilare.
(emiliano morreale)