Il padrino – Parte III

L’ultimo episodio della saga dedicata alla famiglia mafiosa di Vito Corleone, di Francis Ford Coppola. Il padrino Mike (Al Pacino) in preda al rimorso lascia il comando al nipote (Andy Garcia) e cerca di ripulire gli affari e la coscienza con operazioni finanziarie d’accordo con il Vaticano. Molti i riferimenti ai complotti e agli intrighi degli anni Ottanta, dal finanziere Calvi a Papa Giovanni Paolo I. Forse eccessiva questa terza parte, un’autocelebrazione che svilisce i primi due capolavori. (andrea amato)

Pazza

La prostituta Claudia Draper viene accusata di omicidio. I genitori della donna assoldano un avvocato che, per evitarle una pesante condanna, vorrebbe farla dichiarare insana di mente. Ma Claudia non ci sta: rifiuta l’assistenza dell’avvocato e ricorre a un legale d’ufficio, Aaron Levinsky. Un dramma convenzionale ma di grande impatto. La regia di Martin Ritt, quasi invisibile, è completamente al servizio della splendida interpretazione della Streisand. Le tiene testa un quasi irriconoscibile Richard Dreyfuss, altrettanto efficace (ma meno appariscente) nei panni dell’avvocato. Le musiche del film sono composte dalla stessa cantante e attrice.
(andrea tagliacozzo)

Il giuramento dei forzati

Dopo il grande successo di
Casablanca
, Michael Curtiz torna a dirigere Bogart in un efficace film di propaganda tratto dal romanzo «Men Without Country» di Charles Nordhoff e James Norman Hal. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, alcuni prigionieri della Guyana francese evadono per andare a combattere i nazisti. Passati attraverso molte traversie, gli ex forzati riescono a raggiungere l’Inghilterra, dove si arruolano nell’aviazione. Assai complicato il meccanismo narrativo, con un abile uso dei flashback.
(andrea tagliacozzo)

Il bianco, il giallo e il nero

Torna l’insolito tema del samurai nel Far West, già visto in
Sole rosso
di Terence Young nel ’72. L’imperatore del Giappone dona alla comunità nipponica in America un cavallo sacro che alcuni bianchi, travestiti da indiani, rapiscono con lo scopo di provocare una guerra tra i giapponesi e i pellirossa. Un aspirante samurai, aiutato da due simpatici lestofanti, si mette sulle tracce dei rapitori. A tratti divertente, anche per merito degli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

Il grande inganno

Jake Nicholson, nella duplice veste di attore e regista, torna a interpretare il personaggio principale di Chinatown, l’investigatore privato Jake Gittes. Il dective riceve l’incarico di pedinare Kitty, la giovane consorte di Jake Berman. Mentre il detective sta spiando l’incontro sentimentale tra la donna e un rivale in affari del marito, Mark Bodine, che si svolge nella camera di un Motel, Berman irrompe nella stanza e uccide l’amante della moglie. Film poco apprezzato dalla critica, che può comunque contare su più di un ammiratore (Quentin Tarantino in testa). La regia di Nicholson è tutt’altro che perfetta e la storia decisamente confusa, ma Harvey Keitel giganteggia nel ruolo di Jake Berman (l’altro Jake del titolo originale, ovvero
Two Jakes
).
(andrea tagliacozzo)

Lord Jim

Adattamento troppo lungo e diseguale della storia di Joseph Conrad su un giovane idealista nella marina mercantile inglese del XIX secolo screditato in quanto codardo costretto a vivere con questo sfregio per il resto della vita. I migliori momenti del film sono forniti dal meraviglioso cast di comprimari. Super Panavision 70.

L’imbroglio – The Hoax

Clifford Irving, uno scrittore sempre sulla soglia del successo (Richard Gere), viene nuovamente respinto dalla sua casa editrice proprio quando il suo ultimo manoscritto sembrava promettergli fama e denaro. L’orgoglio, i debiti, una moglie da riconquistare, l’amicizia di lunga data con il suo aiutante (Alfred Molina) e la voglia di dimostrare anche a se stesso il proprio talento lo spingono ad architettare una truffa ai danni della McGraw-Hill, facendo credere ai boss della casa editrice che egli conosce personalmente il magnate Howard Hughes, e che ne scriverà la biografia. Per farlo non esiterà a falsificare vari documenti e addirittura la calligrafia del misterioso personaggio che nessuno ha mai l’onore di incontrare perché vive praticamente recluso, e per questo non interviene per smentire quanto si dice su di lui. Tratto da un episodio realmente accaduto che causò un notevole scandalo in un’America pre-Watergate, ancora immune dal disincanto cui giungerà presidente dopo presidente.

Due tipi incorregibili

Lancaster e Douglas insieme per la settima volta. Due vecchi gangster, usciti di prigione dopo aver scontato venticinque anni, cercano di integrarsi nella nuova società. Braccati da un killer che ha un conto in sospeso con loro e ricercati da un anziano poliziotto, poco convinto della loro redenzione, i due decidono di ritornare alle abitudini di un tempo. Non male lo spunto iniziale, anche se il film perde vistosamente colpi strada facendo a causa di una regia del tutto inadeguata (eppure solo un anno prima Kanew aveva realizzato l’interessante
Toccato!
). Comunque, fa sempre piacere vedere all’opera due vecchie volpi come Kirk Douglas e Burt Lancaster.
(andrea tagliacozzo)

Il Buono, il Brutto, il Cattivo

Durante la guerra di Secessione americana, il Buono (Clint Eastwood), il Brutto (Eli Wallach) e il cattivo (Lee Van Cleef) si affrontano in una lotta senza quartiere per impossessarsi di un tesoro nascosto in un cimitero. Il migliore dei film della “trilogia del dollaro”, quasi eccessivo nella durata (quasi tre ore), ma ricco di spunti, sequenze memorabili (il triello finale nel camposanto) e perfino momenti di riflessione. Sullo sfondo, infatti, si cela anche una velata metafora della Seconda Guerra Mondiale con i campi di concentramento e tutti gli orrori che ne sono conseguiti. Straordinari i tre interpreti, specialmente Eli Wallach, istrionico e debordante. Celebre (e indimenticabile) la colonna sonora di Ennio Morricone.
(andrea tagliacozzo)

Gli spostati

Nel deserto del Nevada, negli anni Sessanta, un vecchio cowboy cattura cavalli per una fabbrica di mangimi e vive una dolente storia d’amore con una donna che sta per divorziare. Da una sceneggiatura di Arthur Miller, il grande avventuriero cinico Huston trae un’elegia dell’avventura defunta, della decadenza e dell’eroismo nonostante tutto. Film di loser, di perdenti tanto perdenti da essere già cadaveri,
The Misfits
ha il suo punto debole proprio nei dialoghi di Miller, letterari e decadenti. Ma Huston è in gran vena, e fa un western moderno sommesso, lento e melodrammatico. I mustang nel deserto sono insieme epici e spettrali, il bianco e nero di Russell Metty abbagliante. Soprattutto, insuperabile il cast: per Clark Gable e Marilyn Monroe è l’ultima apparizione sullo schermo, Clift ha un’aria sofferente (si dice che proprio nel deserto del Nevada, luogo di esperimenti atomici, abbia contratto il male che qualche anno dopo lo ucciderà).
(emiliano morreale)

I quattro dell’Ave Maria

Un anziano bandito, appena scarcerato dopo una lunga detenzione, sottrae a due pistoleri i loro averi spendendo tutto quanto in breve tempo. Proprio mentre sta per vendicarsi dell’uomo che lo ha mandato in galera, il delinquente viene catturato dai due derubati. Western all’italiana di buona fattura, il secondo interpretato in coppia da Spencer e Hill dopo
Dio perdona… io no!
girato l’anno precedente dallo stesso Colizzi.
(andrea tagliacozzo)

Abissi

Interminabile film, tratto da un romanzo di Peter Benchley, su un’ignara coppietta che si imbatte in un tesoro sommerso e in una partita di droga, mentre sta facendo immersioni lungo le coste delle Bermuda. Violenza e solleticamenti gratuiti — per non parlare della trama improbabile — mandano a fondo quest’imponente produzione. La Nbc aggiunse 53 minuti per il suo primo passaggio televisivo. Una nomination agli Oscar per il sonoro.

Tentazioni d’amore

Brian e Jacob sono legatissimi fin da bambini: uno cattolico, l’altro ebreo. Da grandi diventano rispettivamente un prete e un rabbino, ma rimangono amici per la pelle. Quando però si rifà viva Anna, comune compagna d’infanzia diventata nel frattempo affascinante donna-manager, nascono alcuni problemi. Primo: Jacob si innamora di Anna e nasce una relazione, quando gli toccherebbe una bella ragazza ebrea. Secondo: di Anna si innamora anche Brian, che ovviamente non potrebbe… Ed Norton, che esordisce nella regia imbottendo senza motivo il film di musiche del
Buena Vista Social Club
, vorrebbe fare la commedia sofisticata ma gli viene soltanto una sciocchezzuola leziosa (e noiosa: due ore e dieci!). La coppia Norton-Stiller, al di là dei bei vestiti e delle mossettine, è del tutto inverosimile. Se questi fossero i campioni del modernismo ecumenico, meglio Scientology. In confronto i preti canterini di Bing Crosby sono personaggi bressoniani. La commedia è davvero un’arte perduta anche a Hollywood?
(emiliano morreale)

L’amore non va in vacanza

L’amore non va in vacanza

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Iris e Miles

Diretto da Nancy Meyers, L’amore non va in vacanza inizia con le disavventure sentimentali di due donne, Iris (Kate Winslet) e Amanda (Cameron Diaz). Dopo aver chattato su Internet, le ragazze decidono di prendersi una pausa e scambiarsi le case. Così, Amanda va nel Surrey e conosce Graham (Jude Law), il fratello maggiore di Iris. Anche quest’ultima fa un nuovo incontro: si tratta di Miles (Jack Black), un giovane compositore.

Di conseguenza, le due giovani ora hanno trovato ognuna un nuovo amore. Ma che ne sarà di queste nuove relazioni? Avranno un futuro concreto o rimarranno solo delle parentesi? Si può davvero affermare, quindi, che l’amore non va in vacanza?

Curiosità

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Amanda e Graham
  • Gli interni della casa di Amanda sono costati alla produzione circa un milione di dollari.
  • Ci sono tre camei di personaggi famosi: Lindsay Lohan, James Franco e Dustin Hoffman. I primi due, infatti, appaiono nel trailer del film a cui il personaggio di Amanda sta lavorando, mentre Hoffman compare quando Graham parla de Il laureato (1967).
  • La pellicola ha ottenuto una nomination agli MTV Awards del 2007 per il Miglior bacio tra Cameron Diaz e Jude Law.
  • Inoltre, Cameron Diaz è stata nominata anche per i Teen Choice Award per il Miglior sibillo.
  • La pellicola contiene un omaggio al grande Ennio Morricone. Infatti, quando Iris e Miles si incontrano, dall’autoradio del ragazzo si possono sentire le note del tema musicale di Nuovo Cinema Paradiso. Inoltre, è proprio Miles a citare il nome di Morricone.
  • Nell’appartamento di Graham c’è il celebre manifesto italiano della “2° Settimana del Libro” del 1953 dell’illustratore Lalia.
  • La regista Nancy Meyers ha dichiarato di aver scritto il film appositamente per i quattro attori protagonisti.
  • C’è una stranezza riguardo alla colonna sonora: essa, infatti, non contiene alcuna delle 22 canzoni utilizzate nel film.