Lydia

Adattamento americano di
Carnet di ballo
, realizzato in Francia dallo stesso Julien Duvivier nel 1937. In una terrazza newyorkese, la settantenne Lydia rievoca assieme a tre suoi ex pretendenti gli anni della giovinezza. La donna, all’epoca assiduamente corteggiata dai tre, era invece innamorata di un quarto spasimante. Ottima sceneggiatura di Ben Hecht e Samuel Hoffenstein. Notevole anche la Oberon. Secondo film di Joseph Cotten che in quello stesso anno aveva esordito in
Quarto potere
di Orson Welles.
(andrea tagliacozzo)

La più grande avventura

Girato da John Ford nello stesso anno del suo celeberrimo
Ombre rosse
, il film narra la grande epopea dell’indipendenza americana vista attraverso uno scorcio di vita familiare: i pionieri Gil (Fonda) e Lana (Colbert) sono costretti a fuggire di stato in stato per scampare agli assalti degli indiani alleati con gli inglesi. Uno dei migliori film del regista – il suo primo a colori – praticamente ineccepibile nello stile narrativo, allo stesso tempo spettacolore e intimista.
(andrea tagliacozzo)
.

Piccole donne

Prima trasposizione sonora (dopo due realizzate all’epoca del muto, datate 1917 e 1918) del romanzo di Louisa May Alcott (ne seguiranno altre due, nel 1949 e nel 1994, non altrettanto riuscite). Le sorelle Jo, Meg, Amy e Beth sono unite da un grande affetto. Quando una delle quattro decide di sposarsi, la più grande, amareggiata, respinge una proposta di matrimonio e si trasferisce a New York. Bella la regia di Cukor, ma a mettersi in evidenza è soprattutto Katharine Hepburn, incontenibile nel ruolo di Jo. Il film vinse l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. Nel 1933, anche la Hepburn si aggiudicò una statuetta, anche se con un’altra pellicola:
La gloria del mattino
.
(andrea tagliacozzo)

David Copperfield

Dopo la morte della madre, il piccolo David, costretto dall’odiato patrigno a lavorare in una fabbrica di vini, decide di fuggire raggiungendo a piedi, con un lungo ed estenuante viaggio, la casa di una stravagante zia. Poche le due ore di film per contenere tutti gli spunti e la ricchezza di particolari dello splendido romanzo di Charles Dickens. Una buona versione, ottimamente interpretata, anche se lontana dalle vette che toccherà David Lean nell’adattare altri due libri dello scrittore inglese:
Oliver Twist
e
Grandi speranze.
Il film ebbe due candidature agli Oscar 1935 (film e montaggio) senza vincere alcuna statuetta.
(andrea tagliacozzo)