Il capitalista

Ormai giunto alla terza età, un ricco uomo d’affari vorrebbe lasciare il suo ingente patrimonio ai discendenti di una sua vecchia fiamma. Per metterli alla prova, l’uomo si fa assumere sotto falso nome nel loro negozio. Commedia scacciapensieri senza troppe pretese interpretata da un ottimo cast. Una curiosità per gli appassionati: tra gli interpreti, in una piccola parte, c’è anche James Dean, quasi all’esordio (aveva fatto qualche comparsata in alcune produzioni di poco conto).
(andrea tagliacozzo)

Come le foglie al vento

La giovane Lucy è contesa dagli amici Kyle, figlio di un industriale, e Mitch. La ragazza si decide per il primo, ma questi, dopo il matrimonio, apprende di non poter avere figli. Quando Lucy invece rimane incinta, Kyle accusa la moglie d’averlo tradito. Uno dei classici della filmografia di Douglas Sirk, maestro del melodramma hollywoodiano, leggermente inferiori a capolavori come
La magnifica ossessione
(sempre interpretato da Rock Hudson) e
Lo specchio della vita
. Splendida la fotografia di Russell Metty. Dorothy Malone vinse l’Oscar 1956 come miglior attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Lo specchio della vita

La figlia di una diva del cinema e quella della sua governante nera crescono insieme. Quest’ultima, che ha una carnagione molto chiara, si vergogna delle proprie origini e ripudia la madre. Ultimo film del maestro del melodramma americano, che nel realizzare il remake dell’omonimo film di John Stahl del 1934 firma il proprio testamento spirituale. Tutto sopra le righe, pieno di scene madri, il film intreccia i percorsi di una doppia discriminazione, razziale e di genere, sullo sfondo di quei conflitti di classe che il melodramma, perfino nella sua versione telenovela, sa porgere così bene. Il film viene realizzato quando Hollywood è al collasso, i conflitti sembrano impazziti e i generi non tengono più. Già il titolo e i titoli di testa, folli e coloratissimi, dichiarano il carattere di riflessione sul mondo di Hollywood, come molti altri crudelissimi capolavori del periodo (
Il bruto e la bella, È nata una stella, Viale del tramonto
). E la trovata geniale sta in fondo: i neri che nel film non abbiamo visto, rimossi come in tutto il cinema di Hollywood, appaiono tutti insieme, in un finale memorabile, sulle note di
Trouble of the World
cantata da Mahalia Jackson
(emiliano morreale)