Il re leone

Un cucciolo di leone allevato per prendere un giorno il posto del padre come re della giungla viene boicottato dal crudele zio, e vive in esilio fin quando non si rende conto del suo giusto posto nel ciclo della vita. Con echi distanti di Bambi, questo piacevole cartone della Disney (impreziosito dalle canzoni premiate con l’Oscar di Elton John e Tim Rice e dalla colonna sonora di Hans Zimmer, anch’essa vincitrice dell’Oscar) offre splendidi scenari, animazioni spettacolari e un notevole lavoro sulle voci, anche se il dramma è talmente intenso (e la commedia così moderna), che non risulta adatto al pubblico dei più piccoli. Seguito da serie animate per la tv, due sequel direttamente in video e un musical di Broadway. Distribuito in Imax nel 2002 con una durata di 89 minuti.

La Principessa e il Ranocchio

La celebre fiaba dei fratelli Grim nella versione rivisitata dalla Disney: la principessa che trova il vero amore, baciando un ranocchio e trasformandolo in un magnifico principe, lascia spazio ad un risultato decisamente diverso: invece di vedere davanti a sè un principe, è la ragazza stessa che diventa una rana. In queste sembianze i due personaggi sembrano destinati a vivere nella palude; ma grazie all’aiuto dell’alligatore Louis e della lucciola Ray, andranno alla ricerca di Mamma Odie, una maga che dovrebbe riuscire a spezzare l’incantesimo. Ma il perfido dottor Facilier è in agguato…

Alla ricerca di Nemo

Nemo è un pesciolino pagliaccio. Vive con il padre, Marlin, che non è un cuor di leone, in una casa-anemone sulla barriera corallina. Il papà non sembra avere tanta fiducia nelle doti del suo piccino, tanto che Nemo, dopo un litigio («Ti odio», gli dice sul muso) scappa a pinne levate verso l’oceano aperto dove c’è una barca. Sfortunatamente finisce nella rete di un sommozzatore. E si ritroverà nell’acquario di un dentista di Sydney in compagnia di altri pesci. Marlin vincerà tutte le sue paure, attraverserà l’oceano, seguirà la corrente dell’Australia Orientale per cercare di ritrovare suo figlio. E, in compagnia della smemorata ma dolcissima Dory, si imbatterà nelle meduse, negli squali buoni Randa, Fiocco e Bruto, nella tartaruga Scorza, nella balena, nei gabbiani e nel pellicano Amilcare prima di ritrovare il sorriso del suo pesciolino…

Alla ricerca di Nemo è l’ultimo lavoro della premiata ditta Pixar&Disney (dopo Toy Story, A Bug’s Life, Toy Story 2 e il fantastico Monsters & Co.) Questa volta i pesci sono protagonisti di una bella favola adatta ai bambini che ammireranno i fondali marini e i suoi coloratissimi abitanti (cercando di indovinarne i nomi), si spaventeranno con gli squali e la balena (all’inizio del film c’è un barracuda che fa strage della mamma di Nemo, Carol, e delle uova con i fratellini), rideranno delle buffe avventure tra le tartarughe e magari penseranno anche che tenere i pesci prigionieri nell’acquario di casa non è bello (per i pesci). Per i grandi c’è anche qualcosa in più: oltre al messaggio ecologico (e a questo proposito le associazioni ambientaliste hanno invitato gli spettatori italiani a non andare a comprare i pesci pagliaccio da tenere nella boccia di vetro per evitare fenomeni di abbandono come è successo negli Usa dopo l’uscita del film), c’è anche quello del rappporto padre-figlio: nel film c’è un papà un po’ fifone che, cercando di proteggere il figlio, non gli dà fiducia, non lo lascia libero, inducendolo così a ribellarsi. Ne usciranno naturalmente bene tutti e due. Il papà ritrova la grinta, il figlio chiede scusa e trova la sua strada da solo.

Un bel film, coloratissimo, divertente, con tanti incontri incredibili nella profondità del mare. Con personaggi secondari buffi e azzeccati. Ma, a parte l’espediente della tentata fuga dall’acquario (i pesci nella rete e la già vista scena della balena), mancano le invenzioni folli e sbalorditive di Monsters & Co. La trama è più lineare, senza troppe sorprese. Resta l’incanto dell’animazione digitale di pesci e umani, di un fondo marino strepitoso e dell’incantevole baia di Sydney. In attesa di un altro capolavoro, forse (ma speriamo di no) l’ultimo dell’accoppiata Pixar-Disney, The Incredibles. Per gli amanti dei film della Pixar, ci sono anche i camei dei personaggi degli altri lungometraggi: il furgoncino della Pizza Planet e Buzz Lightyear (nello studio del dentista) da Toy Story, Mike da Monsters & Co. (nei titoli di coda mentre fa il subacqueo) e una delle auto protagoniste del prossimo Cars della Pixar. C’è anche un riferimento a The Incredibles, che vedremo nel Natale 2004: un ragazzino nello studio del dentista sta leggendo un libro dal titolo, appunto, The Incredibles. Tra le altre curiosità, ci sono due omaggi a Hitchcock: un chiaro riferimento a Gli uccelli nell’attacco dei gabbiani e un altro a Psycho: le musiche che accompagnano l’entrata di Darla, la diabolica nipotina del dentista, si ispirano a quelle di Bernard Herrmann. Con i quattrocento morti iniziali (la mamma e le 400 uova con i fratelini di Nemo), Alla ricerca di Nemo è il film Disney con il più alto numero di morti, con un chiaro riferimento a Bambi in versione subacquea. Le voci italiane (perfette) sono di Luca Zingaretti (Marlin), Carla Signoris (Dory), Stefano Masciarelli (Crosta, la tarturuga vecchia 150 anni), mentre Nemo è il piccolo Alex Polidori, 8 anni. Negli Stati Uniti il film ha sbriciolato tutti gli incassi della storia dell’animazione. Ultima annotazione: da non perdere lo straordinario corto iniziale sugli strani destini dei souvenir: Knick Knack. Oscar 2004 come miglior film di animazione. (d.c.i.)

La Bella e la Bestia

Versione animata firmata Disney di una favola classica, con la graziosa Bella e la feroce Bestia: quest’ultimo vive solitario in un castello (con la sola compagnia delle stoviglie e del mobilio parlante), ma saprà farsi amare. Lo stile è quello dei musical di Broadway, con in più una buona sceneggiatura scritta da Alan Menken. La prima pellicola animata a candidarsi all’Oscar come miglior film. Rieditato nel 2002, con 4 minuti in più e una sequenza inedita dal titolo Nuovamente umani. Il successo del film ha generato un musical, una serie tv e due sequel (usciti direttamente in homevideo).

Earth – La nostra Terra

Incominciando nell’inverno artico a 1.100 chilometri dal Polo Nord, Earth – La nostra Terra segue l’influenza calda del sole, mentre si sposta a sud rispetto all’Artico. Questo epico viaggio globale è raccontato attraverso lo sguardo dei nostri tre protagonisti.

Osserviamo una famiglia di orsi polari che combatte per nutrire i propri neonati, mentre il sole scioglie il ghiaccio sotto le loro zampe. Ci stupiamo alla determinazione di una madre elefante mentre guida il suo piccolo cucciolo in un viaggio infinito attraverso il deserto del Kalahari in cerca di acqua. Infine, vediamo una balena megattera e il suo piccolo mentre affrontano la migrazione più lunga di ogni mammifero marino, quattromila chilometri dai tropici all’Antartico in cerca di cibo.

Le vite di tutti gli animali nel nostro pianeta sono dominate dal percorso annuale del sole a nord e sud. Le sfide delle nostre tre star principali sono ambientate in una storia globale ed epica di cambiamenti stagionali, con una minaccia crescente a causa del riscaldamento globale.

Mai nella storia del cinema tanto tempo e risorse sono stati investiti in un documentario.

WALL•E

Dopo centinaia di anni passati sulla Terra da solo a fare quello per cui è stato costruito, il robot Wall•E scopre un nuovo scopo nella vita oltre a quello di collezionare oggettini insignificanti. Tutto cambia quando incontra un’elegante robot sonda chiamata Eve. Questa capisce che Wall•E si è inavvertitamente imbattuto nell’elemento fondamentale per il futuro del pianeta Terra (un piccolo germoglio interrato in uno scarpone) e torna nello spazio per annunciare le sue scoperte agli umani che attendono impazientemente notizie a bordo della navicella spaziale Axiom. Nel frattempo, Wall•E insegue Eve nella galassia e…

Taron e la pentola magica

Una pellicola animata costosa e ambiziosa firmata Disney: un buon prodotto, ottimamente animato che piacerà ai bambini… ma niente di indimenticabile. La trama: un ragazzo deve trovare la pentola magica prima che cada nelle mani del malvagio re Cornelius. Le scene migliori sono quelle che vedono protagonisti due personaggi-macchietta, Rospus e Gurghy. Super Technirama 70.

Elliott, il drago invisibile

Goffo musical Disney su un ragazzino rimasto orfano e il suo unico amico, un protettivo drago. Il tenero “mostro” animato quasi compensa le fastidiose insulsaggini degli attori veri. Un altro tentativo di ricatturare la magia di Mary Poppins, al quale però non si avvicina neppure. Alcune copie durano 121 minuti; la riedizione del 1985 è stata ulteriormente tagliata a 104 minuti. Due nomination agli Oscar.

Fantasia 2000

Questo aggiornamento della pietra miliare disneyana del 1940 soffre del fatto che coniugare musica e immagini non è più una novità; e le introduzioni in stile televisivo dei presentatori non aiutano. Ma ci sono un buon numero di sequenze piacevoli, fra cui I pini di Roma, con le sue meravigliose balene, Rapsodia in blu, un cartone animato nello stile della Upa (United Productions of America) ambientato a New York, Pomp and Circumstance, con Paperino assistente di Noè, e il finale con la suite L’uccello di fuoco.

Le avventure di Ichabod e Mr. Toad

Lungometraggio animato assai divertente, prodotto dalla Disney, che consta di due adattamenti di altrettanti classici della letteratura per l’infanzia: Il vento tra i salici di Kenneth Grahame, incentrato sull’infatuazione di Taddeo Rospo per le macchine sportive, con la voce narrante di Basil Rathbone; e La leggenda di Sleepy Hollow di Washington Irving, a tratti davvero terrorizzante, narrato (e cantato) da Bing Crosby.

L’apprendista stregone

Un mago e il suo sventurato apprendista si ritrovano al centro dell’antico conflitto fra bene e male. Balthazar Blake è un maestro della magia che vive nell’odierna Manhattan e che intende difendere la città dalla sua nemesi per eccellenza, Maxim Horvath. Ma per farlo Balthazar ha bisogno di aiuto, e recluta quindi Dave Stutler, un ragazzo apparentemente normale ma che possiede doti nascoste, sottoponendolo ad un folle addestramento per fargli apprendere il più in fretta possibile tutti i segreti della magia. In questo nuovo ruolo di apprendista stregone, Dave dovrà fare appello a tutto il suo coraggio per sopravvivere all’addestramento, arrestare le forze del male e conquistare il cuore della ragazza che ama.

Tarzan

Esuberante ripresa Disney del classico eroe di Edgar Rice Burroughs, con messa in scena brillante, favolose canzoni (di Phil Collins) e personaggi piacevoli (soprattutto Jane, alla quale la Driver presta, nella versione originale, una voce divertente e vivace). La sceneggiatura, che riguarda un cacciatore avido e esaltato, appare troppo convenzionale e prevedibile se confrontata a tutte le innovazioni visive e alle pregevoli creazioni che la circondano. Oscar alla miglior canzone, You’ll Be in My Heart. Ha generato un sequel, uscito direttamente in homevideo, e una serie televisiva.

Il gobbo di Notre-Dame

Storia intensamente drammatica e coinvolgente sul patetico e sottomesso Quasimodo, sul suo malvagio guardiano Frollo e sulla sola persona che gli dimostra gentilezza, la zingara Esmeralda. La scelta della Disney più strana di tutti i tempi per una favola animata che si presenta sorprendentemente bene: disegnata con cura, rappresentata con dinamismo, con canzoni che (anche se non memorabili) lavorano all’interno della struttura della storia. Gli intermezzi comici, che coinvolgono i tre amici “gargoyle” di Quasimodo, appaiono comunque forzati. Con un sequel, passato direttamente in homevideo.

Basil l’investigatopo

Frizzante trasposizione animata del libro Basil di Baker Street di Eve Titus, su un topo stile Sherlock Holmes il cui ingegno pareggia con quello del nefando professor Ratigan (il cui ruolo è gustosamente interpretato da Price nella versione originale). Questo lungometraggio animato della Disney non sarà particolarmente profondo, ma è molto divertente. Rieditato nel 1992 con il titolo The Adventures of the Great Mouse Detective.

Toy Story 3 – La Grande Fuga

Woody e Buzz hanno ormai accettato il fatto che il loro padroncino Andy un giorno crescerà, ma cosa accadrà quando arriverà quel momento? Mentre Andy si prepara alla partenza per il college, i suoi fedeli amici giocattoli si ritroveranno in un asilo, dove giocare con dei bambini indomabili, con piccole dita appiccicose non è molto piacevole. Ecco che spinti dal motto tutti per uno-uno per tutti, insieme pianificano la grande fuga. All’avventura si uniranno molti nuovi personaggi, alcuni di plastica, altri di peluche, tra cui lo scapolo amico di Barbie, Ken, l’istrice con i caratteristici pantaloncini lederhosen di nome Prickles e Lotso Grandi Abbracci, l’orsacchiotto rosa che profuma di fragola. Sullo sfondo di questo divertente pandemonio saremo testimoni del primo romantico faccia a faccia tra Barbie e Ken…

Bolt – Un eroe a quattro zampe

Per il supercane Bolt ogni giorno è pieno di avventure, pericoli e intrighi, almeno fino a quando le cineprese sono in funzione. Quando Bolt, star di un fortunato telefilm, viene mandato per sbaglio dal suo teatro di posa di Hollywood a New York, inizia la sua più grande avventura, un viaggio attraverso la nazione e il mondo reale per tornare tra le braccia della sua padrona e co-protagonista Penny. Armato soltanto di illusioni sulla sua abilità e sui suoi fantastici poteri, che lui ritiene essere reali, e con l’aiuto di due improbabili compagni di viaggio, una fastidiosa gatta domestica abbandonata di nome Mittens e un criceto ossessionato dalla televisione chiamato Rhino, Bolt scopre di non aver bisogno di superpoteri per essere un eroe.

Cars – Motori Ruggenti

Saetta McQueen è una giovane automobile da corsa che partecipa al campionato nazionale americano valevole per la rinomata Piston Cup. All’inizio della sua storia lo troviamo impegnato sul circuito Dinoco 400: è il leader della corsa e, se arriverà sul podio più alto, godrà della soddisfazione di essere il primo esordiente nella storia a vincere la Coppa. Ma testardamente, Saetta decide di non effettuare l’ultimo cambio gomme e, durante il giro finale, buca entrambe gli pneumatici posteriori: riesce comunque ad arrivare primo sul traguardo, ma ex aequo con gli altri due contendenti per il titolo: La leggenda e L’eterno secondo. Per decretare il campione dell’anno, i tre vincitori della Dicono 400 dovranno sfidarsi nuovamente sul circuito di Los Angeles. Saetta decide così di partire immediatamente per la California insieme al suo Tir personale. Ma lungo il viaggio, l’Automobile scivola dal rimorchio e si ritrova sperduta lungo la Route 66, giungendo nella cittadina di Radiator Springs: «beccato» oltre il limite di velocità, Saetta tenta la fuga danneggiando il manto stradale della via principale. Fermato da un agente, viene portato in tribunale al cospetto del giudice e dei membri della comunità, i quali decidono che la maldestra auto rossa dovrà ri-asfaltare il tratto di statale reso impraticabile. Saetta sarà così costretto a trascorre diversi giorni nella desolata cittadina: stringerà molte nuove amicizie e conoscerà l’amore. Ma riuscirà a tornare in tempo per l’ultima e decisiva gara?

La recensione

«Elegante come una berlina, scattante come un go-kart». Divertente come la saga de

l’Era Glaciale
e appassionante

Fantasia

Il connubio in otto parti fra musica e animazioni firmato da Walt Disney rimane un’impresa straordinaria. L’apprendista stregone (con Topolino), La danza delle ore (con ippopotami e alligatori ballerini), La sagra della primavera (con i dinosauri che scorrazzano sulla terra) e Una notte sul monte Calvo (con Chernobog, la personificazione del male) sono così sbalorditivi che compensano le sequenze meno mirabili. Notevole anche per l’uso innovativo del suono sterefonico multicanale. L’edizione in Dvd (con nuovi titoli) dura 124 minuti. Seguito da Fantasia 2000.

Deserto che vive

Voce narrante originale da Winston Hibler. Il primo lungometraggio della serie “True Life Adventure” della Disney presenta splendide immagini sul deserto americano e sui suoi abitanti, ma attrasse critiche giustificate per il trattamento falsificante di alcuni materiali, come la famosa “danza degli scorpioni”. Tuttavia, vale la pena di vederlo. Oscar per il miglior documentario.