Alla ricerca di Nemo

Nemo è un pesciolino pagliaccio. Vive con il padre, Marlin, che non è un cuor di leone, in una casa-anemone sulla barriera corallina. Il papà non sembra avere tanta fiducia nelle doti del suo piccino, tanto che Nemo, dopo un litigio («Ti odio», gli dice sul muso) scappa a pinne levate verso l’oceano aperto dove c’è una barca. Sfortunatamente finisce nella rete di un sommozzatore. E si ritroverà nell’acquario di un dentista di Sydney in compagnia di altri pesci. Marlin vincerà tutte le sue paure, attraverserà l’oceano, seguirà la corrente dell’Australia Orientale per cercare di ritrovare suo figlio. E, in compagnia della smemorata ma dolcissima Dory, si imbatterà nelle meduse, negli squali buoni Randa, Fiocco e Bruto, nella tartaruga Scorza, nella balena, nei gabbiani e nel pellicano Amilcare prima di ritrovare il sorriso del suo pesciolino…

Alla ricerca di Nemo è l’ultimo lavoro della premiata ditta Pixar&Disney (dopo Toy Story, A Bug’s Life, Toy Story 2 e il fantastico Monsters & Co.) Questa volta i pesci sono protagonisti di una bella favola adatta ai bambini che ammireranno i fondali marini e i suoi coloratissimi abitanti (cercando di indovinarne i nomi), si spaventeranno con gli squali e la balena (all’inizio del film c’è un barracuda che fa strage della mamma di Nemo, Carol, e delle uova con i fratellini), rideranno delle buffe avventure tra le tartarughe e magari penseranno anche che tenere i pesci prigionieri nell’acquario di casa non è bello (per i pesci). Per i grandi c’è anche qualcosa in più: oltre al messaggio ecologico (e a questo proposito le associazioni ambientaliste hanno invitato gli spettatori italiani a non andare a comprare i pesci pagliaccio da tenere nella boccia di vetro per evitare fenomeni di abbandono come è successo negli Usa dopo l’uscita del film), c’è anche quello del rappporto padre-figlio: nel film c’è un papà un po’ fifone che, cercando di proteggere il figlio, non gli dà fiducia, non lo lascia libero, inducendolo così a ribellarsi. Ne usciranno naturalmente bene tutti e due. Il papà ritrova la grinta, il figlio chiede scusa e trova la sua strada da solo.

Un bel film, coloratissimo, divertente, con tanti incontri incredibili nella profondità del mare. Con personaggi secondari buffi e azzeccati. Ma, a parte l’espediente della tentata fuga dall’acquario (i pesci nella rete e la già vista scena della balena), mancano le invenzioni folli e sbalorditive di Monsters & Co. La trama è più lineare, senza troppe sorprese. Resta l’incanto dell’animazione digitale di pesci e umani, di un fondo marino strepitoso e dell’incantevole baia di Sydney. In attesa di un altro capolavoro, forse (ma speriamo di no) l’ultimo dell’accoppiata Pixar-Disney, The Incredibles. Per gli amanti dei film della Pixar, ci sono anche i camei dei personaggi degli altri lungometraggi: il furgoncino della Pizza Planet e Buzz Lightyear (nello studio del dentista) da Toy Story, Mike da Monsters & Co. (nei titoli di coda mentre fa il subacqueo) e una delle auto protagoniste del prossimo Cars della Pixar. C’è anche un riferimento a The Incredibles, che vedremo nel Natale 2004: un ragazzino nello studio del dentista sta leggendo un libro dal titolo, appunto, The Incredibles. Tra le altre curiosità, ci sono due omaggi a Hitchcock: un chiaro riferimento a Gli uccelli nell’attacco dei gabbiani e un altro a Psycho: le musiche che accompagnano l’entrata di Darla, la diabolica nipotina del dentista, si ispirano a quelle di Bernard Herrmann. Con i quattrocento morti iniziali (la mamma e le 400 uova con i fratelini di Nemo), Alla ricerca di Nemo è il film Disney con il più alto numero di morti, con un chiaro riferimento a Bambi in versione subacquea. Le voci italiane (perfette) sono di Luca Zingaretti (Marlin), Carla Signoris (Dory), Stefano Masciarelli (Crosta, la tarturuga vecchia 150 anni), mentre Nemo è il piccolo Alex Polidori, 8 anni. Negli Stati Uniti il film ha sbriciolato tutti gli incassi della storia dell’animazione. Ultima annotazione: da non perdere lo straordinario corto iniziale sugli strani destini dei souvenir: Knick Knack. Oscar 2004 come miglior film di animazione. (d.c.i.)