The one

Chiassoso e impacciato “action” d’arti marziali simile a un videogame. Jet Li fa la parte di un cattivo che imperversa ovunque in un universo parallelo, uccidendo i suoi alter ego e assorbendo la loro energia: il suo ultimo antagonista rimasto è un tranquillo avvocato di Los Angeles. Il momento clou della resa dei conti è fin troppo prevedibile. Super 35.

The core

Alcuni strani eventi apparentemente isolati, preannunciano un disastro causato dal deterioramento del campo magnetico del pianeta. L’unica possibilità di salvezza risiede nelle mani di una spedizione al centro della Terra, composta da un gruppo assortito di scienziati. Film avvincente anche se un po’ antiquato, da matinée, con molte scene dagli incredibili effetti speciali; riesce a superare i limiti del genere con umorismo, personaggi ben tratteggiati e un cast di prim’ordine.

Nome in codice: Broken Arrow

Un action movie straordinariamente stupido su un pilota della Air Force, addetto alla sicurezza nazionale, e dotato di un equipaggiamento super tecnologico, che decide di far precipitare un aereo americano in mezzo allo Utah, custodendone l’armamento nucleare per il riscatto. Ma non ha tenuto conto del giovane co-pilota (Slater) e di un ranger (Mathis) che si è unito a quello nel tentativo di ostacolarlo. Carico degli effetti speciali che ci si aspetterebbe in un film d’azione di Woo, ma il cattivo sopra le righe di Travolta è monotono, e la continuità dell’azione, oltre che la sua credibilità, inesistente. Doveva proprio essere così insulso?

Malcolm X

Biografia del leader nero Malcolm X, assassinato il 21 luglio del 1965. Dopo una ben misera infanzia trascorsa in Nebraska, dove la sua famiglia ha dovuto subire le persecuzioni del Ku Klux Klan, Malcolm Little intraprende la via del crimine a New York. Finito in prigione, Malcolm si converte alla religione islamica e prende la decisione di dedicare la propria vita alla causa del popolo nero. Il più grande difetto del film sta nell’eccessiva lunghezza. Una biografia-fiume, un po’ troppo prolissa, lenta e verbosa, ma non priva di momenti di grande cinema. Superba l’interpretazione di Denzel Washington.
(andrea tagliacozzo)

Fuori in 60 secondi

Un famoso ladro di automobili di lusso (Cage), da tempo fuori dal giro, è costretto a riprendere l’attività per evitare al fratello (Ribisi) una brutta fine; il mandante è un supercattivo senza pietà (Eccleston). Per aiutare il fratello, accetta l’ultima missione: rubare 50 automobili in un colpo solo… Ispirato a una pellicola del 1974 (
Rollercar, sessanta secondi e vai!
di H.B. Halicki),
Fuori in 60
secondi è un filmone fracassone che cade nel peccato più grave per un lavoro di questo tipo: la noia. Strano, ma non si riesce più a trovare un giocattolone ad azzeramento generale di cervello capace di divertire senza offendere la decenza.
Fuori in 60 secondi
cerca disperatamente di cogliere lo spirito leggero di molti heist movies degli anni Sessanta e Settanta, ma ruzzola perché pretende anche di essere aggiornato ai tempi. Quindi via con una musica assordante e mod (tra Moby e Groove Armada, più un orripilante pezzo dei Cult) e con una galleria di facce finte da far paura (a parte Cage, che aggrotta le sopracciglia quando deve fare il pensoso, Angelina Jolie sembra Anna Oxa, Eccleston un ballerino scappato da
Tante scuse
, James Duval sbalzato direttamente da
Totally F***ed Up
di Araki, Robert Duvall e Delroy Lindo vecchi e imbarazzati, per non parlare dell’apparizione spaventosa di Grace Zabriskie, distrutta; Vinnie Jones è un buzzurro simpatico, ma soltanto perché non dice una parola). I personaggi sono tirati e buttati via, e i dialoghi delle sequenze «intimistiche» da far rabbrividire. Scott Rosenberg, che firma lo script, non ha mai più ritrovato la quasi-perfezione della sceneggiatura di
Cosa fare a Denver quando sei morto
, anche se
Generazione perfetta
non fa così schifo come molti affermano: evidentemente ci siamo persi pure lui. Il delirante inseguimento tra la polizia e Cage nel pre-finale non è da buttare, perché Sena non è Michael Bay (per fortuna), ma è il solo momento in cui ci si sveglia: per il resto non ci sono altro che le battute idiote dei membri della banda, che chiamati per il colpo se ne escono regolarmente con «Ormai sono fuori, mi spiace» e poi accettano tutti. La notte in cui finalmente si rubano le auto è eccitante quanto un cerotto. Qualsiasi tentazione di leggere questa bufala alla luce di passioni metalliche, erotismo meccanico o simili è da ghigliottina. (
pier maria bocchi
)

Romeo deve morire

Un carcerato a Hong Kong evade per andare in soccorso del fratello che, negli StatiUniti, si trova in mezzo a una guerra di bande nere e cinesi… Il produttore Joel Silver sta hongkonghesizzando il cinema americano. Dopo Arma letale 4 concede a Jet Li una parte da buono, e assolda Corey Yuen/Yuen Kwai per coreografarlo. Ma le arti marziali cinesi finiscono annegate in un B-movie scadente, buono per un pubblico di periferia e di bocca buona. Lotte tra gang trucide, comici caciaroni, ma anche balletti di bambini, un’eroina casta e pura, e un babbo gangster pentito. E una storia che si ferma molto prima che diventi Romeo e Giulietta . Meglio così, forse. Fatto sta che Jet Li, evidentemente a disagio coi dialoghi inglesi, non si vede neanche per metà film. Ed è l’unica cosa da vedere, anche se quasi tutti i duelli sono ripresi da film hongkonghesi, e il montatore americano non ha capito bene come assemblare i pezzi. Forse per chi non ha mai visto Jet Li può essere una rivelazione. Ma lo stimato direttore della fotografia Bartkowiak si dovrebbe vergognare di avere firmato un film così. (alberto pezzotta)

Una vita esagerata

Commedia nera su un custode che rapisce la figlia del suo ex capo, un’ereditiera viziata che trova la vita una noia. Nel frattempo due emissari dal Paradiso (Hunter e Lindo) devono trovare il modo di fare innamorare queste due anime predestinate. I fan delle piacevoli star forse saranno più clementi degli altri nei confronti di questa bizzarra, a tratti divertente produzione dal team di Piccoli omicidi fra amici e Trainspotting. Super 35.